Posacenere trovato in casa Poggi, stasi ai pm: io non fumavo, chiara nemmeno, qualcosa che non torna
Il 20 maggio Alberto Stasi è stato ascoltato dai magistrati della Procura di Pavia in relazione alla riapertura, avviata più di un anno prima, delle indagini sull’omicidio di Chiara Poggi. Durante l’interrogatorio, l’ex fidanzato della vittima ha affrontato temi considerati nodali dalla nuova attività investigativa, a partire dal rapporto con Andrea Sempio e dal quadro di elementi documentali e testimonianze già acquisiti.
alberto stasi ascoltato dalla procura di pavia: temi chiave della nuova inchiesta
Nel verbale dell’interrogatorio trovano spazio più passaggi collegati alla rilettura degli atti. Stasi ha richiamato il proprio rapporto con Andrea Sempio, sostenendo di non averlo mai conosciuto né sentito nominare prima della riapertura del caso. L’ascolto ha incluso anche dubbi sullo scontrino di Vigevano e telefonate ricevute da Chiara Poggi pochi giorni prima del delitto.
La ricostruzione ha toccato inoltre riferimenti a video intimi della coppia, la mattina del 13 agosto 2007, il mistero del muretto danneggiato all’esterno della villetta, la cosiddetta impronta 33 e un dettaglio relativo al posacenere rinvenuto in casa Poggi. Su quest’ultimo punto, Stasi ha indicato la spiegazione legata all’abitudine al fumo del padre della vittima, affermando che il posacenere sarebbe stato semplicemente sporco.
alberto stasi su andrea sempio: “non l’ho mai visto, mai sentito”
Nel corso dell’interrogatorio, l’attenzione si è concentrata anche sulle dichiarazioni di Stasi riguardo l’unico indagato legato alla nuova inchiesta, Andrea Sempio, rispetto al quale l’ex fidanzato ha ribadito di non avere alcuna conoscenza pregressa. Stasi ha sottolineato di non aver mai sentito il nome di Sempio prima che la Procura di Pavia riaprisse le indagini.
le parole sui documenti e la mancata conoscenza del nome
Ai magistrati, Stasi ha spiegato che prima della lettura delle SIT messe a disposizione, non sapeva dell’esistenza di una persona con quel nome. La posizione è stata confermata anche alla richiesta esplicita del procuratore Fabio Napoleone, con una risposta netta: assenza di sospetti, mai visto, mai sentito e nessuna conoscenza del soggetto prima della rilettura degli atti.
lo scontrino di vigevano: l’elemento che ha attirato l’attenzione di stasi
Accanto alle dichiarazioni di mancata conoscenza, Stasi ha riconosciuto un aspetto della posizione di Sempio che aveva suscitato curiosità: la questione dello scontrino del parcheggio di Vigevano. L’ex fidanzato ha indicato di essersi sentito insospettito e sorpreso perché, nella propria consuetudine, lo scontrino del parcheggio non viene normalmente conservato per anni, bensì esibito al bisogno.
le ricerche attribuite a sempio: documenti e valutazioni dei pm
Tra le domande poste dai magistrati rientrano anche documenti e scritti già acquisiti dai carabinieri del Nucleo investigativo di Milano. Tali materiali includerebbero ricerche effettuate da Andrea Sempio sul caso Garlasco e anche sullo stesso Alberto Stasi. Il procuratore Fabio Napoleone ha descritto questi atti come indicativi di una personalità particolare, definendoli un “magma” su cui approfondire.
Napoleone ha inoltre qualificato l’attenzione mostrata da Sempio come morbosa, collegandola a un rapporto di amicizia storica con il fratello della vittima, Marco Poggi. Stasi ha però mantenuto la distanza, ripetendo la propria dichiarazione: mai visto e mai sentito.
le telefonate del 7 e 8 agosto 2007: chiarimenti su presunte chiamate
Nel verbale sono state richiamate le telefonate considerate sospette ricevute da Chiara Poggi nei giorni immediatamente precedenti all’omicidio, tra il 7 e l’8 agosto 2007, attribuite ad Andrea Sempio. Stasi ha dichiarato di non esserne a conoscenza, specificando che, se in quel momento l’informazione fosse apparsa importante, avrebbe potuto essergli riferita. Ha inoltre confermato l’assenza di riferimenti condivisi: alla domanda se Chiara avesse mai parlato di Andrea Sempio, la risposta è stata negativa.
video intimi, parole di marco poggi e ricostruzione delle ore della mattina del 13 agosto 2007
Un ulteriore blocco di domande ha riguardato la sfera intima e i video intimi tra Stasi e Chiara. Gli interroganti hanno fatto riferimento a una ripresa della discussione dopo alcune intercettazioni attribuite a Sempio. La richiesta a Stasi ha riguardato anche la conoscenza rispetto alla possibile diffusione dei video all’epoca dei fatti. La risposta è stata indicata come una negazione, con la precisazione che, a distanza di tempo, la valutazione resterebbe “direi di no”.
il racconto dell’accadimento successivo al delitto
Stasi ha però ricordato un episodio specifico avvenuto nei giorni successivi al delitto. Secondo quanto riportato davanti ai magistrati, Marco Poggi, durante una visita in casa ancora ad agosto 2007, gli avrebbe chiesto se fosse vero che esistessero video sessuali tra lui e Chiara. Stasi ha collegato la circostanza a possibili notizie uscite in quei giorni, aggiungendo che Chiara non gli aveva mai mostrato preoccupazione che qualcuno potesse aver scoperto i filmati.
ricostruzione della scena: porta semiaperta, ordine ribaltato e luci non attivate
La Procura di Pavia ha chiesto anche dettagli sul giorno dell’omicidio, quando Stasi giunse nella villetta di via Pascoli trovando la porta di casa semiaperta. L’abitazione è stata descritta come ordinata e avvolta dal silenzio e dal caldo di Ferragosto, mentre l’ordine del piano terra sarebbe stato ribaltato dal caos in corrispondenza del percorso che conduceva verso il seminterrato, dove il corpo di Chiara Poggi sarebbe stato trovato riverso sugli ultimi gradini.
Nel racconto di Stasi rientra anche il punto relativo agli interruttori: non sarebbe stato acceso alcun interruttore, ma sarebbe stato poi riferito che una luce risultava accesa perché gli operatori del 118 non avrebbero azionato interruttori, rendendo plausibile che almeno una delle luci fosse già stata attivata.
le motivazioni dei giudici e i rilievi sulla ricostruzione di stasi
La ricostruzione di Stasi è stata inquadrata dai giudici dell’epoca come incongrua, illogica e falsa, arrivando fino alla valutazione della Cassazione. Le contestazioni hanno riguardato l’impossibilità che Stasi potesse aver visto già “a terra bianca in volto” ciò che sarebbe stato coperto di sangue, oltre alla mancata compatibilità con l’attraversamento del piano terra senza calpestare il sangue sul pavimento. Ulteriori aspetti riguardano l’osservazione che non sarebbero state rinvenute tracce ematiche né sulle scarpe di Stasi né sui tappetini dell’auto.
Le motivazioni della sentenza hanno evidenziato che le modalità del rinvenimento del corpo di Chiara sarebbero state più assimilabili a quelle dell’aggressore rispetto a quelle dello scopritore, secondo quanto riportato nel testo di riferimento.
misteri della scena: muretto danneggiato e elementi ancora discussi
Nel contesto dei temi affrontati, è emerso anche un dettaglio della scena del crimine relativo a un muretto danneggiato all’esterno della villetta, indicato come uno degli elementi che continuano a richiedere chiarimenti nella cornice della nuova attività investigativa.
elementi citati nel verbale che restano al centro delle domande
Nel materiale richiamato durante l’interrogatorio rientrano: impronta 33, posacenere e spiegazione legata al fumo, riferimenti ai video intimi e la ricostruzione della mattina del 13 agosto 2007.
persone citate direttamente nelle dichiarazioni e nei riferimenti
- Alberto Stasi
- Chiara Poggi
- Andrea Sempio
- Fabio Napoleone
- Marco Poggi
- Giuseppe e Marco Cappa
- Quarta Repubblica


