Politica si sposta a destra: assemblea pubblica per fermare e invertire la tendenza
Il dibattito in Parlamento in vista del vertice europeo del 18 e 19 giugno viene presentato come una scena dominata da **improvvisazione**, **servilismo** e **contrapposizioni preelettorali**, senza l’assunzione di decisioni realmente incisive. Al centro del confronto emergono posizioni che richiamano alleanze e vincoli internazionali, mentre le scelte più nette vengono evitate perché comporterebbero un ripensamento dell’assetto del paese sul piano internazionale, descritto come **“euroatlantico”**.
vertice europeo e dibattito parlamentare: scelte rimandate e polemiche
Secondo la ricostruzione proposta, il confronto parlamentare non avrebbe prodotto indicazioni chiare, riducendosi a **polemiche** e **gesti di contrasto**. Le posizioni elencate ruotano attorno a tre linee: **permanenza nella Nato**, **non messa in discussione dei trattati dell’Unione Europea**, e atteggiamenti selettivi verso gli attori internazionali.
Da un lato viene richiamato l’orientamento a restare nella Nato e a non aprire questioni sui trattati UE. Dall’altro, pur emergendo un atteggiamento critico contro Trump, viene sostenuto che resterebbero ferme, “storicamente”, le relazioni con gli Stati Uniti. Sul fronte mediorientale viene indicata una critica a Netanyahu, con un richiamo a una possibile frenata verso Ben Gvir, ma senza arrivare a una **rottura** con Israele.
La lettura complessiva insiste sul fatto che le posizioni pacifiste non inciderebbero nel momento delle decisioni, richiamando un principio di **alleanza** che finirebbe per prevalere. In parallelo, viene ricordato che M5S e AVS dichiarano un orientamento contrario all’invio di armi in Ucraina, mentre nel quadro politico viene segnalato che il Pd lo ripropone e rilancia, includendo anche il sì all’entrata dell’Ucraina nell’Ue, interpretata come elemento connesso alla prosecuzione del conflitto contro la Russia. Anche rispetto ai segnali attribuiti alla Lega, viene affermato che non ci sarebbe traccia nelle mozioni e negli atti del governo, secondo quanto richiamato dai ministri.
alleanze atlantiche e politica estera: continuità senza rotture
Il nodo politico centrale viene individuato nella difficoltà di compiere scelte che incidano davvero sulla collocazione internazionale. Viene citata una questione relativa a Starmer e a un’assenza di invito a Meloni in un contesto di relazioni con Merz e Macron, seguita dalla risposta secondo cui l’Italia sarebbe il centro del mondo per via delle relazioni con Edi Rama, tema che risulterebbe conflittuale sul piano interno in Albania.
In questo quadro viene sostenuto che una parte del dibattito, invece di chiarire strategie, finirebbe per inseguire l’altro schieramento sul piano propagandistico. In particolare, viene indicata l’azione di Giorgia Meloni che attaccherebbe frontalmente Vannacci, accusandolo di fare il gioco della sinistra e richiamando un meccanismo di comunicazione già noto: **“loro sono uniti solo se non siamo tutti assieme”**. La critica posta al centro del ragionamento è che oggi Meloni utilizzerebbe, a destra, la **propaganda tradizionale** tipica di un campo avverso.
propaganda e migrazioni: clima xenofobo e competizione politica
Un passaggio ulteriore collega l’obiettivo di annullare Vannacci a un possibile ulteriore spostamento verso posizioni più dure. In questa prospettiva si prevede una competizione tra forze politiche su temi legati alla **remigrazione**, alimentando un clima descritto come **xenofobo**, con effetti già percepiti in Gran Bretagna.
ely schlein e pd: difesa comune europea e presa di distanza sulle linee storiche
Il dibattito viene poi esteso alla posizione del Pd guidato da Elly Schlein, presentando anche qui un percorso di inseguimento. L’uscita dal partito di Pina Picierno e di altri centristi viene considerata soprattutto rilevante sul piano della **affidabilità euroatlantica** della leadership. Si evidenzia inoltre una pressione interna dei cosiddetti “riformisti” rimasti nel partito, orientati a richieste di posizioni che ridurrebbero lo spazio ai centristi.
Nel confronto parlamentare il Pd viene descritto come capace di scavalcare Meloni sul piano della comunicazione, esaltando la **Difesa Comune Europea**, ritenuta economicamente più onerosa rispetto al riarmo Nato, se presa sul serio. Nel medesimo perimetro vengono citati interventi, tra cui quello di Piero Fassino, presentato come espressione di una “sinistra per Israele”. Viene inoltre collegato il voto di Delrio al Senato su un tema descritto come l’equiparazione legislativa dell’antisionismo con l’antisemitismo.
campo largo e governo: trascinamento a destra su nato e israele
La dinamica complessiva viene descritta come un trascinamento verso destra di entrambi gli schieramenti. Il governo avrebbe bisogno di sottrarre a Vannacci la bandiera della persecuzione ai migranti e della remigrazione. Il campo largo, nella lettura riportata, avrebbe l’obiettivo di sottrarre a Picierno e Calenda la bandiera sia della Nato sia di Israele.
In parallelo cresce, secondo la ricostruzione, la convinzione che nulla di sostanziale sia destinato a cambiare, indipendentemente dall’esito di uno schieramento o dell’altro. La politica estera viene indicata come forza determinante anche sulla politica interna, con vincoli politici, economici e sociali che ne delimiterebbero le possibilità. In questa cornice la logica attribuita alla trasformazione riguarda l’uscita dalla guerra per superare l’economia di guerra, e la riduzione delle armi per far aumentare i salari, con la necessità di un diverso indirizzo nella politica internazionale.
assemblea di potere al popolo e richiesta di inversione della marcia a destra
Accanto al confronto parlamentare, viene riportata la convocazione di un’assemblea da parte di Potere al Popolo a Roma il 14 giugno, con l’intento di mettere in discussione la marcia verso destra dell’intero sistema politico italiano.
L’obiettivo dichiarato riguarda la costruzione di un campo politico a sinistra che risulti **indipendente** dal centrosinistra, centrato sul **ripudio di guerra e imperialismo** e sul **disarmo**. La linea indicata include anche l’eguaglianza sociale senza distinzioni **etniche** e **razziali**, insieme a un orientamento per un **sistema pubblico** contrapposto a quello fondato sul profitto. Se l’iniziativa riuscisse, viene indicata la volontà di fermare e invertire l’inseguimento a destra.
personalità e riferimenti citati nel contesto politico
- Giorgia Meloni
- Elly Schlein
- Pina Picierno
- Piero Fassino
- Conte
- Ursula von der Leyen
- Vannacci
- Calenda
- Starmer
- Merz
- Macron
- Edi Rama
- Trump
- Netanyahu
- Ben Gvir
- Delrio
