Poesia di kavafis: struggimento e desiderio nella traduzione di antonio devicienti

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Poesia di kavafis: struggimento e desiderio nella traduzione di antonio devicienti

La poesia di Konstantinos Kavafis restituisce una visione in cui la bellezza non è semplice ornamento, ma scelta, ritmo interiore e gesto decisivo. Nei testi presentati emerge con forza un’attenzione costante per eleganza e armonia, affiancata da struggimento e desiderio: elementi che attraversano il passato greco, alessandrino e bizantino, alimentando immagini capaci di restare vive anche a distanza di tempo.

La selezione proposta mette a fuoco versi in cui la ricerca del bello si contrappone alla volgarità dominante del periodo, con un’eco che coinvolge anche il tempo presente. Nei componimenti compaiono figure storiche e simboliche, e si alternano temi della memoria, della cura del dolore, della percezione sensoriale e della trasformazione della vita privata in scena immaginativa.

konstantinos kavafis: poesia, bellezza e desiderio

Konstantinos Kavafis, nato ad Alessandria d’Egitto nel 1863 e morto nel 1933, è legato a un ambiente culturale denso di incontri e stratificazioni. La sua esperienza, in gran parte trascorsa ad Alessandria, si intreccia con la poesia come ricerca e con la cura della parola come strumento di raffinamento. La pratica creativa è rappresentata anche dalla diffusione personale dei testi: componimenti curati, stampati e poi raccolti in fascicoli, offerti ad amici ed estimatori.

Tra i motivi che attraversano i testi selezionati, una linea precisa riguarda l’opposizione tra eleganza e rozzezza: non si tratta solo di preferenza stilistica, ma di un modo di stare nel mondo. La bellezza è accompagnata da un movimento emotivo che include sofferenza e compassione, spesso con un tratto di desiderio rivolto a ciò che sfugge o a ciò che resta sospeso.

onore alle termopili: coraggio, giustizia e verità

Il testo intitolato Termopili mette in primo piano l’elogio di quanti decisero di difendere quel luogo, mantenendosi fedeli al dovere e regolandosi con equilibrio: azioni giuste e una condotta costantemente misurata.

La figura collettiva descritta è segnata da sentimenti concreti: sofferenza e compassione non vengono negate, anzi accompagnano l’impegno. Alla generosità si lega un criterio etico che vale in ogni condizione: chi è ricco offre, chi è povero trova comunque il modo di esser generoso; la disponibilità a soccorrere è presentata come elemento strutturale della loro identità.

La verità è indicata come principio non negoziabile: si dichiara di dire sempre la verità, pur senza trasformare la sincerità in odio. La dignità trova poi un ulteriore rafforzamento nella previsione dell’ultimo passaggio: si anticipa la comparsa di Efialte e si afferma che infine i Persiani passeranno. L’onore, quindi, si lega alla coscienza del destino, senza rinunciare alla coerenza.

terra di ionia: memoria degli dei e vitalità del passato

In Terra di Ionia la riflessione prende avvio da un gesto violento: abbattere statue e strappare figure dai templi non provoca la scomparsa degli dei. L’idea centrale è che la presenza divina persista anche dopo l’atto: nonostante la distruzione, la vita del simbolo continua.

L’Ionia viene descritta come terra ancora amata e animata dallo spirito antico. Quando il mattino agostano si alza sopra di essa, la forza delle vite attraversa la luce e si manifesta una forma aerea, indefinita, simile a un efebo con passo veloce, che avanza sulle colline.

per quanto puoi: cura della vita contro l’umiliazione quotidiana

Per quanto puoi insiste su un imperativo di responsabilità: anche se non è possibile modellare la propria vita come si desidera, resta possibile lo sforzo di proteggerla. Il testo invita a non umiliarla con la familiarità eccessiva con il mondo, evitando un’eccessiva gestualità e le chiacchiere che consumano senza costruire.

Il rischio denunciato riguarda la dispersione: portare la vita “qua e là” con continui giri, esponendola alle sciocchezze quotidiane, ai vincoli e alle complicazioni legate a commerci e frequentazioni. L’obiettivo è preservare la vita da ciò che la rende estranea e molesta, mantenendola più integra possibile.

mare al mattino: fermarsi, guardare e lasciare spazio alle fantasie

In Mare al mattino l’azione poetica consiste nel fermarsi per osservare la natura. Il mare al mattino e il cielo senza nubi vengono descritti con colori luminosi, tra azzurri e gialla sponda. La bellezza si presenta come presenza immediata e come intensità luminosa.

Il testo introduce poi l’illusione consapevole: fermarsi significa anche illudersi di vedere qualcosa che non si può afferrare pienamente. Il componimento chiarisce che si vedono davvero le immagini solo per un breve istante, dopo essersi fermati: rimangono sullo sfondo non solo fantasie, ma ricordi e visioni legate al piacere.

il sole del meriggio: memoria di una casa trasformata in commercio

Il sole del meriggio ricostruisce una scena domestica che appare nota e insieme stravolta. La camera è riconosciuta con precisione: ambienti contigui ora sono affittati a uffici commerciali. L’intera casa risulta trasformata in spazi per sensali e mercanti, con società e attività che sostituiscono la vita precedente.

La memoria torna con dettagli concreti: presso la porta c’era il divano e davanti un tappeto turco; vicino lo scaffale con due vasi gialli; a destra, o comunque di fronte, un grande armadio a specchio. Al centro il tavolo dove si scriveva, e tre grandi sedie di paglia.

La narrazione concentra poi l’attenzione sul letto accanto alla finestra, descritto come il luogo in cui ci si è amati molte volte. Si chiede se quegli oggetti poveri siano ancora presenti e la luce del sole lambisce il letto fino a metà. La scena culmina con un riferimento a un momento di separazione per una settimana che, nella memoria, diventa permanente. Il testo chiude con una nota di rimpianto: la settimana è diventata sempre.

melancolia di iasone di cleandro: arte della poesia come farmaco

Melancolia di Iasone di Cleandro, poeta della Commagene, 595 d. C. concentra il tema del dolore fisico e della percezione dell’invecchiare. L’invecchiare del corpo e della figura viene definito come una ferita prodotta da un coltello, con l’impossibilità di sopportare.

La voce poetica si rivolge quindi all’arte della poesia, indicata come capace di conoscere farmaci che assopiscono il dolore. La cura avviene tramite Fantasia e Parola: la poesia viene presentata come intervento che allevia e che può addormentare per poco la ferita.

lo specchio nell’ingresso: bellezza trattenuta per un attimo

Lo specchio nell’ingresso descrive una ricca casa con un grande specchio antico, di ottant’anni almeno. La scena si apre con la presenza di un ragazzo bellissimo, commesso d’un sarto, che domenica appare atleta dilettante e sta lì con un pacco.

Il commesso consegna il pacco a qualcuno della casa, che entra per la ricevuta; il commesso resta quindi solo ad aspettare. Si avvicina allo specchio e si sistema la cravatta. Dopo cinque minuti gli portano la ricevuta e il commesso se ne va.

Lo specchio viene poi descritto come testimone di molte cose e molti visi nel corso della sua lunga vita. Nella scena finale, lo specchio si rallegra e si esalta per avere trattenuto per qualche attimo così tanta bellezza.

opere citate nei testi poetici selezionati

  • Termopili (1903)
  • Terra di Ionia (1911)
  • Per quanto puoi (1913)
  • Mare al mattino (1915)
  • Il sole del meriggio (1919)
  • Melancolia di Iasone di Cleandro, poeta della Commagene, 595 d. C. (1921)
  • Lo specchio nell’ingresso (1930)

personaggi e figure nominate nei componimenti

I testi includono riferimenti a figure storiche e simboliche esplicitamente presenti nelle poesie:

  • Konstantinos Kavafis
  • Efialte
  • Iasone di Cleandro
  • poeta della Commagene (595 d. C.)
  • Persiani
Kavafis, ovvero della poesia, dello struggimento e del desiderio (Traduzione di Antonio Devicienti)
Categorie: Cronaca

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