Piano casa parere delle regioni molto diverso annunci del governo

• Pubblicato il • 5 min
Piano casa parere delle regioni molto diverso  annunci del governo

La Conferenza delle Regioni torna al centro della discussione sul tema abitativo: all’interno della Conferenza opera la Commissione infrastrutture e governo del territorio, chiamata a coordinare le politiche regionali sulla pianificazione territoriale e a rappresentare le istanze degli enti locali nei confronti con Governo nazionale e Unione europea. Lo scorso 10 giugno la Commissione si è riunita per esprimere un parere sul piano casa, avviando un confronto che coinvolge direttamente Regioni, istituzioni parlamentari e soggetti del settore.

commissione infrastrutture e governo del territorio: ruolo e convocazione

La Commissione infrastrutture e governo del territorio opera nell’ambito della Conferenza delle Regioni come organo tecnico-politico. La sua funzione consiste nel coordinamento delle politiche regionali sulla pianificazione territoriale e nella rappresentanza delle richieste degli enti locali durante i tavoli di confronto con il Governo e con l’Unione europea.

La riunione del 10 giugno si è svolta con un ordine del giorno focalizzato sul parere relativo al piano casa. La convocazione è stata effettuata dall’assessore alle politiche abitative della Liguria, Claudio Scajola, esponente di centrodestra.

parere sul piano casa e contributo richiesto alle regioni

Durante la riunione è stata richiamata l’esigenza di un contributo regionale finalizzato a migliorare il provvedimento. La posizione espressa ha sottolineato che il piano casa, pur ritenuto “sentito”, avrebbe bisogno di modifiche e correzioni, anche alla luce di quanto condiviso con tutte le Regioni.

L’assessore alle politiche abitative della Regione Umbria, Fabio Barcaioli, ha poi formulato una lettura politica e operativa del parere, collegandola alle valutazioni espresse da più territori regionali.

piano casa bocciato: posizioni regionali e esito del voto

Secondo quanto riportato, la Commissione infrastrutture avrebbe bocciato il piano casa del Governo. Nel quadro delle Regioni che avrebbero espresso un parere negativo risultano indicate: Umbria, Emilia-Romagna, Toscana, Campania, Provincia autonoma di Bolzano e Sardegna.

Nello stesso passaggio vengono descritte anche le astensioni e la partecipazione al voto: Lombardia e Abruzzo si sarebbero astenute, mentre altre Regioni guidate dal centrodestra non avrebbero preso parte al voto.

motivazioni del parere negativo: risorse, fondi e poteri

Alla base del giudizio negativo, l’assessore Fabio Barcaioli individua tre elementi principali. Il primo riguarda risorse ritenute insufficienti rispetto all’emergenza abitativa. Il secondo punto concerne l’assenza di fondi per il contributo affitti e per la morosità incolpevole, indicati come strumenti essenziali per sostenere famiglie in difficoltà.

Il terzo elemento riguarda l’assetto decisionale previsto dal provvedimento: il piano casa attribuirebbe al Commissario straordinario poteri molto ampi, con una conseguente limitazione del ruolo di Regioni ed enti locali nelle scelte attinenti a urbanistica e governo del territorio.

conseguenze politiche: rinvio e tavoli tecnici con il governo

La posizione espressa dalla Commissione viene considerata politicamente rilevante perché, rispetto a quanto annunciato, metterebbe in discussione parti considerate fondamentali del piano casa. Dopo il parere della Commissione infrastrutture, l’11 giugno in sede di Conferenza unificata, le Regioni avrebbero chiesto formalmente il rinvio dell’espressione del parere.

In parallelo, la richiesta includerebbe anche l’apertura di tavoli tecnici con il governo per affrontare le criticità emerse e per procedere ad modifiche sostanziali del decreto legge.

criticità richiamate anche dalle organizzazioni degli inquilini

Le osservazioni regionali vengono collegate a rilievi già presenti presso alcune organizzazioni sindacali degli inquilini. In particolare, permarrebbero criticità riguardanti: la previsione di ulteriore processo di dismissione del patrimonio abitativo pubblico e il ruolo attribuito ai fondi immobiliari internazionali come leva per operazioni di finanziarizzazione immobiliare.

Nel quadro descritto, l’impostazione sarebbe percepita come orientata più agli interessi della speculazione che alle esigenze delle famiglie che vivono una condizione di precarietà abitativa.

risorse del piano clima e ridestinazione: il punto contestato sul finanziamento

Un’ulteriore criticità richiamata riguarda il rapporto tra piano casa e risorse europee collegate al piano clima. Viene indicato che, nell’ambito del piano clima europeo, sarebbero previsti 1,3 miliardi destinati al sostegno delle famiglie vulnerabili assegnatarie di edilizia residenziale pubblica, colpite dal caro energia. Secondo la contestazione riportata, una quota del 50% pari a 650 milioni di euro sarebbe distolta per finanziare in parte il piano casa.

richiesta di passaggio in commissione e contesto di mobilitazione

La presa di posizione delle Regioni viene commentata anche dall’Unione Inquilini, che avrebbe chiesto che tale parere venisse acquisito dalla Commissione ambiente della Camera. Nello stesso contesto, viene richiamata la richiesta di sospensione o ritiro del decreto legge, in attesa del confronto tra Regioni e Governo.

Intanto, i sindacati degli inquilini Sunia, Sicet, Uniat e Unione Inquilini avrebbero promosso manifestazioni contro il piano casa. Le mobilitazioni indicate comprendono Milano il 19 giugno e Roma il 23 giugno in Piazza Capranica.

obiettivi del piano casa e contestazione sugli effetti: numeri e impatto indicato

Nel dibattito viene riportata una valutazione critica sull’efficacia delle misure previste. È indicato che il piano casa punterebbe a 100 mila alloggi in dieci anni, a fronte di 40 mila sfratti all’anno. La contestazione collega questi dati anche alla condizione sociale: viene menzionato un quadro di un milione di famiglie in povertà assoluta e in affitto.

Nella ricostruzione fornita, l’impostazione proposta sarebbe percepita come incapace di produrre un effetto adeguato, mentre la distribuzione dei benefici economici sarebbe associata a miliardi di euro indirizzati ai privati. Il complesso delle obiezioni si conclude con una domanda che richiama la coerenza tra definizione del piano e struttura delle misure.

figure citate nella discussione

  • Claudio Scajola
  • Fabio Barcaioli
  • Sunia
  • Sicet
  • Uniat
  • Unione Inquilini
Piano Casa, il parere espresso dalle Regioni è molto diverso dagli annunci trionfalistici del governo
Categorie: NewsPolitica

Per te