Papa leone ai lefebvriani: torna sui tuoi passi

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Papa leone ai lefebvriani: torna sui tuoi passi

Un appello alla piena comunione ecclesiale si affianca a un programma che, secondo i lefebvriani, dovrebbe proseguire senza rallentamenti. A poche ore da appuntamenti previsti a Ecône, in Svizzera, il confronto tra la Santa Sede e la Fraternità Sacerdotale San Pio X riaccende timori legati a un possibile nuovo strappo a distanza di decenni dalla rottura iniziale. Sullo sfondo emergono numeri rilevanti per dimensione e presenza internazionale: 720 sacerdoti, circa 700 chiese e quasi mezzo milione di fedeli nel mondo.

appello papale ai lefebvriani: richiesta di tornare indietro

La dinamica di queste ore prende forma attraverso una lettera inviata dal superiore dei lefebvriani. Prevost ha indirizzato un messaggio al reverendo don Davide Pagliarani, indicando la data di scrittura del 29 giugno e collegandola alla solennità dei santi Pietro e Paolo. Il testo è stato diffuso dalla Sala stampa della Santa Sede.

Il Pontefice rivolge una richiesta chiara e diretta: tornare sui propri passi. L’istanza si fonda sul timore che un atto qualificato come scismatico comporterebbe conseguenze spirituali concrete per i fedeli, poiché li priverebbe della ricezione lecita dei sacramenti e, in alcuni casi, anche della loro validità, in riferimento a ciò che gli stessi fedeli amano e cercano per la propria santificazione.

Nel messaggio viene anche affermata la disponibilità della Chiesa a un percorso di dialogo e di intesa, reso possibile e fecondo dallo Spirito Santo.

responsabilità davanti a Pietro e riconoscimento dell’impegno

Nel proseguire, Leone XIV dichiara di rivolgersi paterno a Pagliarani e, tramite lui, a quanti risultano legati alla Fraternità Sacerdotale San Pio X: vescovi, sacerdoti, seminaristi e fedeli. Il richiamo si colloca entro la responsabilità affidata come Successore dell’Apostolo Pietro.

Il testo riconosce inoltre l’attaccamento alla vita liturgica, l’impegno nella formazione sacerdotale, lo zelo apostolico e il desiderio di fedeltà alla Tradizione che caratterizzano molte persone e comunità legate alla Fraternità. Viene sottolineato che tale situazione ha motivato un atteggiamento di attenzione e benevolenza già mostrato dai predecessori.

invito a desistere e timore di una gravità spirituale

La parte finale della lettera insiste sulla gravità di lacerare la Tunica inconsutile di Cristo e chiede che il Signore illumini le coscienze e risvegli i cuori. Il Papa afferma di sentire il dovere, per l’autorità ricevuta da Cristo, di richiedere di desistere dall’intento previsto. Le intenzioni vengono affidate al Cuore Immacolato di Maria, Madre del Buon Consiglio.

ordinazioni episcopali a ecône e rischio di rottura

All’orizzonte si colloca l’attesa per le ordinazioni episcopali previste per domani a Ecône, in Svizzera. La volontà dei lefebvriani di proseguire lungo questa strada si presenta come elemento decisivo del contrasto attuale, alimentando la preoccupazione per un nuovo strappo a 38 anni dalla prima rottura.

In questo contesto, l’evento assume un peso simbolico e pratico: riguarda la struttura ecclesiale interna e le figure dei vescovi, con conseguenze che la lettera papale collega alla possibilità di accesso lecito e, in alcuni casi, valido ai sacramenti per i fedeli legati alla Fraternità.

fraternità san pio x: origini, obiettivo liturgico e formazione

La Fraternità Sacerdotale San Pio X nasce nel 1970 per volontà di monsignor Marcel Lefebvre. La sua istituzione è descritta come risposta a richieste provenienti da alcuni giovani che chiedevano una formazione sacerdotale tradizionale.

Il progetto mira a preservare la liturgia tradizionale secondo il Messale del 1962 e la formazione sacerdotale precedente al Concilio Vaticano II.

dal deterioramento dei rapporti allo strappo del 1988

Tra gli anni ’70 e ’80, i rapporti tra i lefebvriani e la Santa Sede vengono indicati come in progressivo deterioramento. Il momento di rottura viene collocato nel 1988, quando monsignor Lefebvre decide di consacrare quattro nuovi vescovi.

La decisione viene seguita dalla scomunica pronunciata da Papa san Giovanni Paolo II in risposta a quell’atto. Successivamente, monsignor Lefebvre muore nel 1991.

riconciliazioni parziali: tentativi e rimozione delle scomuniche

Nel frattempo la Fraternità continua la propria attività. Nel 2007 Papa Benedetto XVI tenta un passo di riconciliazione attraverso la liberalizzazione della messa tradizionale latina, con il motu proprio “Summorum pontificum”. Nel 2009 avviene anche la rimozione delle scomuniche contro i quattro vescovi della Fraternità.

Gli ultimi mesi, dopo l’annuncio dei quattro nuovi vescovi, vengono descritti come un periodo di “botta e risposta”. L’elemento attuale è quindi l’attesa su ciò che potrebbe accadere nel quadro delle ordinazioni previste.

presenza internazionale e attività in cinque continenti

La Fraternità Sacerdotale San Pio X è attiva in cinque continenti. La struttura non si limita al solo corpo sacerdotale: è presente anche un ramo di Fratelli Religiosi e Suore Oblate, impegnati ad aiutare i sacerdoti nelle diverse comunità.

Personaggi menzionati:

  • Leone XIV
  • don Davide Pagliarani
  • Prevost
  • monsignor Marcel Lefebvre
  • Papa san Giovanni Paolo II
  • Papa Benedetto XVI
I lefebvriani minacciano la nomina di loro vescovi, l’appello di Papa Leone: “Tornate sui vostri passi”
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