Paesi Ue lavorino a proposte su ai, cloud e chip: cosa prevede Tech Virkkunen
Alla World Tech Conference 2026 torna al centro il tema della sovranità tecnologica europea, con un messaggio chiaro sul lavoro già avviato in vista delle nuove norme. Nel corso della seconda giornata del forum multi-stakeholder tenuto a Milano, Henna Virkkunen, vicepresidente esecutiva della Commissione europea per la sovranità tecnologica, la sicurezza e la democrazia, ha collegato atti legislativi in preparazione a iniziative operative immediatamente attivabili, sottolineando l’urgenza di ridurre dipendenze rischiose e rafforzare la capacità di controllo in ambiti considerati critici.
sovranità tecnologica: avvio immediato prima dell’adozione finale
Nel pacchetto sulla sovranità fiscale della Commissione europea risultano due pilastri normativi: uno dedicato alla legge sullo sviluppo dell’intelligenza artificiale e del cloud e l’altro al Chips Act 2.0. Virkkunen ha evidenziato l’importanza di lavorare subito, durante la fase in cui Parlamento europeo e Stati membri stanno analizzando e predisponendo le proposte, per consentire al sistema di ottenere benefici già prima dell’approvazione pienamente conclusa.
La prospettiva indicata punta a trasformare la cornice regolatoria in leva concreta per innovazioni europee e per una gestione più attiva delle opportunità, anche tramite la dimensione degli appalti pubblici.
cloud: valutazione dei rischi e livelli elevati di sovranità
Per quanto riguarda i servizi cloud, la Commissione europea ha proposto che tutti i governi effettuino una valutazione dei rischi relativa ai tipi di servizi cloud pubblici utilizzati. Particolare attenzione viene richiesta quando si opera in settori considerati molto sensibili, tra cui difesa, sicurezza esterna, sicurezza interna e forze dell’ordine, dove è necessario un livello molto alto di sovranità.
Secondo quanto riportato, si tratta di un’iniziativa avviabile già in questa fase e già in corso in diversi Paesi. La raccomandazione non resta confinata alla sfera pubblica: l’impostazione viene estesa anche alle industrie, chiamate a compiere analoghe valutazioni.
chips act 2.0: domanda di chip europei e cooperazione in settori chiave
Con il Chips Act 2.0, la finalità indicata è aumentare la domanda di chip europei e favorire la cooperazione in aree strategiche. La vicepresidente esecutiva ha citato il settore automobilistico, l’area della difesa, le telecomunicazioni e i data center.
Virkkunen ha anche rimarcato la possibilità di iniziare ora, prima che ogni elemento sia definito compiutamente, sostenendo che l’attesa non debba protrarsi eccessivamente.
geopolitica e dipendenze: controllo dei settori critici
Le implicazioni geopolitiche legate alle tecnologie avanzate vengono descritte come risorse strategiche. L’Europa viene presentata come intenzionata a restare aperta verso investimenti e imprese globali, senza chiudere le porte ai partner. L’obiettivo è mantenere un lavoro in stretta collaborazione con i soggetti esterni, continuando a operare con un approccio che eviti però la creazione di dipendenze rischiose.
Per prevenire vulnerabilità che potrebbero essere usate come leva, è ritenuto essenziale che tutti procedano a valutazioni dei rischi e identifichino con cura i settori critici nei quali sia fondamentale controllare le tecnologie in ogni circostanza. L’analisi mira a evitare che qualcuno possa attivare il cosiddetto «kill switch» sui servizi critici.
legge sull’intelligenza artificiale: approccio basato sul rischio e fiducia dei cittadini
La legge sull’Ia viene definita ben equilibrata per l’adozione di un approccio basato sul rischio. Nella maggior parte dei casi in cui l’intelligenza artificiale viene utilizzata, secondo la ricostruzione, non emergono rischi elevati e non risultano necessari obblighi specifici.
Quando l’Ia è impiegata in contesti caratterizzati da rischi maggiori, diventa centrale la fiducia dei cittadini e la necessità di testare i sistemi prima dell’immissione sul mercato. Sono state predisposte linee guida per definire i casi d’uso ad alto rischio.
È in corso una raccolta di contributi tramite consultazione aperta fino al 23 luglio. La vicepresidente esecutiva ha richiamato un impegno a attuare la legge favorendo innovazione e sostenendo Pmi, startup e industrie nell’adozione delle tecnologie.
frontier ai grand challenge: modello europeo open source
Tra le iniziative richiamate rientra la Frontier Ai Grand Challenge. I risultati della scorsa settimana indicano la vittoria dell’azienda italiana specializzata in Ai Domyn, insieme al proprio consorzio Europa. È in fase di avvio lo sviluppo del modello europeo «Frontier», presentato come open source e pensato per tutte le 24 lingue dell’Unione.
Virkkunen ha osservato anche come i processi statunitensi, citando Anthropic e i modelli più avanzati, stiano orientandosi verso la richiesta di test prima dell’immissione sul mercato. Il cambiamento viene letto come un punto di confronto con l’impostazione europea.
tecnologia quantistica: basi solide e obiettivo mercato
Nel campo della tecnologia quantistica, viene richiamato un livello di eccellenza su cui l’Europa può contare. I ricercatori e gli scienziati vengono indicati come all’avanguardia a livello mondiale, con un dato relativo al primo posto per numero di pubblicazioni scientifiche. Sono citate anche aziende promettenti, soprattutto startup, attive nel settore.
L’esigenza espressa riguarda la capacità di trasformare idee e innovazioni in sviluppo di mercato europeo, evitando che successi tecnologici maturati in Europa si traducano poi in business altrove. In quest’ottica, la vicepresidente esecutiva ha indicato la volontà di riunire gli attori chiave e di accelerare con una prima legge sulla tecnologia quantistica prevista per l’autunno, con l’obiettivo di dare impulso a investimenti e innovazioni e di mettere in comune competenze, ricerca e risorse tra gli Stati membri.
figure citate
Nel quadro delle dichiarazioni e dei riferimenti riportati emergono i seguenti nominativi:
- Henna Virkkunen
- Domyn
- Anthropic