Omicidio giulia tramontano impagnatiello voleva ucciderla già mesi prima
La Cassazione torna a concentrarsi sul nodo della premeditazione nell’omicidio di Giulia Tramontano, disponendo un appello bis con l’obiettivo di rivalutare un’aggravante che, nelle decisioni precedenti, era stata esclusa dai giudici milanesi pur essendo stata riconosciuta in primo grado. Il provvedimento rafforza l’attenzione sui passaggi considerati determinanti per ricostruire la volontà dell’imputato e le dinamiche che hanno preceduto l’aggressione del 27 maggio 2023.
cassazione e appello bis per rivalutare la premeditazione
Secondo le motivazioni richiamate dalla Cassazione, l’idea di sopprimere Giulia Tramontano avrebbe potuto manifestarsi molti mesi prima dell’episodio aggressivo del 27 maggio 2023. La decisione accoglie il ricorso della Procura generale di Milano e impone un appello bis, finalizzato a riesaminare la premeditazione che i precedenti giudici milanesi non avevano ritenuto sussistere.
Rimane invariata la ricaduta sul giudizio principale: l’aggravante contestata non modifica la condanna all’ergastolo per Alessandro Impagnatiello.
carenza motivazionale su veleno per topi e ricerche antecedenti
I giudici della Suprema Corte segnalano una carenza motivazionale legata al mancato approfondimento di alcuni elementi ritenuti rilevanti. In particolare, viene indicata la parte in cui sarebbe stata trascurata la valutazione dell’incremento della somministrazione di veleno per topi avvenuto nell’ultimo mese e mezzo della gravidanza.
La Cassazione richiama anche il contenuto di specifiche ricerche: quelle associate al 7 gennaio 2023. In quell’occasione, l’ex barman avrebbe effettuato, attraverso ricerche in rete, informazioni relative al quesito “quanto veleno per topi è necessario per uccidere una persona? Veleni inodori e insapori”. Per i giudici, questi elementi potrebbero incidere sulla ricostruzione dell’intenzione, contrastando l’ipotesi che il progetto di uccidere la compagna sia nato solo nel pomeriggio del giorno del delitto.
rinvio al giudice: rapporto tra imputato e vittima dal dicembre 2022
La Cassazione affida al giudice di rinvio un compito preciso: procedere a una rinnovata valutazione della circostanza aggravante, tenendo conto del rapporto tra imputato e vittima. L’analisi deve riguardare l’evoluzione di tale rapporto a partire dal dicembre 2022, con particolare attenzione al pomeriggio del 27 maggio 2023.
Secondo la ricostruzione richiamata nel testo delle motivazioni, la valutazione dovrà considerare anche il contesto in cui la vittima avrebbe svelato di conoscere una relazione parallela di Impagnatiello, aspetto che nella precedente impostazione veniva collegato all’emergere dell’intento.
giulia tramontano e alessandro impagnatiello
Nel procedimento emergono due figure centrali, al centro della ricostruzione giudiziaria e della rielaborazione richiesta dalla Cassazione:
- Giulia Tramontano
- Alessandro Impagnatiello