Omicidio a rogoredo carmelo cinturrino destituito ufficialmente polizia

• Pubblicato il • 3 min
Omicidio a rogoredo carmelo cinturrino destituito ufficialmente  polizia

Il caso legato a un presunto omicidio avvenuto a Milano entra in una fase più netta: Carmelo Cinturrino non riveste più il ruolo di poliziotto. L’assistente capo della Polizia di Stato, inquadrato presso il Commissariato Mecenate, è stato infatti destituito nell’ambito di un procedimento che si collega alle contestazioni per l’uccisione di Abderrahim Mansouri.

carmelo cinturrino destituito dalla polizia di stato

La notizia della destituzione è stata diffusa con evidenza, ma il provvedimento è datato 20 maggio. La decisione è stata adottata dal Capo della Polizia, Vittorio Pisani, e la relativa notifica è avvenuta il 22 maggio mentre Cinturrino si trovava in carcere.

carmelo cinturrino in carcere a san vittore

La posizione dell’ex agente è attualmente legata alla custodia cautelare: Cinturrino si trova recluso presso il carcere milanese di San Vittore. La contestazione principale riguarda il presunto omicidio volontario del pusher Mansouri.

Il fatto contestato si colloca al cosiddetto “Boschetto della droga” di Rogoredo, dove il 26 gennaio si sarebbe consumata l’uccisione nell’ambito di un’operazione definita antispaccio.

tribunale del riesame: no agli arresti domiciliari

Il Tribunale del Riesame, in data 5 maggio, ha respinto le richieste avanzate per la concessione degli arresti domiciliari. La decisione ha confermato la misura di custodia cautelare in carcere.

Nel quadro delle contestazioni, Cinturrino affronta anche la richiesta di riconoscimento di una specifica aggravante: gli viene contestata l’aggravante della premeditazione. Secondo l’impostazione accusatoria, l’uomo avrebbe progettato l’assassinio di Mansouri.

accuse e capi di imputazione a carico di carmelo cinturrino

Le contestazioni mosse a Cinturrino sono molteplici e riguardano condotte differenti, indicate tra i capi d’accusa. Oltre al nucleo legato all’omicidio, rientrano ipotesi come estorsione e percosse, oltre a quelle connesse all’ambito operativo, come spaccio.

Tra le altre imputazioni figurano anche sequestro di persona, concussione, arresto illegale, calunnia e falso. Il quadro include inoltre ipotesi di depistaggio e rapina.

Nel complesso vengono indicati sette agenti indagati per un totale di quarantatré capi di imputazione.

ricostruzione dell’accusa: colpo mirato, messinscena e pressione sui colleghi

Secondo la ricostruzione delle indagini, nel frangente del 26 gennaio Cinturrino avrebbe ucciso volontariamente Mansouri, un uomo di 28 anni di nazionalità marocchina, all’interno del boschetto.

Le accuse descrivono una dinamica precisa: l’azione sarebbe avvenuta con un solo colpo, con riferimenti a “mirare alla sagoma” e a “sparare con coscienza e volontà”. L’impostazione accusatoria sostiene poi che, dopo il fatto, sia stata organizzata una messinscena per condizionare la lettura dell’episodio.

Nel dettaglio, viene indicato che sarebbe stata sistemata una pistola finta vicino al cadavere. A seguire, l’accusa attribuisce a Cinturrino un tentativo di sviare le indagini tramite menzogne e attraverso pressioni rivolte ai colleghi, affinché sostenessero un’ipotesi di legittima difesa che, secondo la contestazione, non sarebbe mai esistita.

squadretta fuori dai confini della legge

Dalle ricostruzioni emerge anche un ulteriore elemento di contesto: un’inchiesta che avrebbe aperto uno “squarcio” nella gestione di attività sul territorio, con l’indicazione dell’esistenza di una squadretta di poliziotti che dal 2024 a Milano avrebbe operato fuori della legge.

figure coinvolte nel procedimento

Sono menzionati i seguenti protagonisti del quadro descritto:

  • Carmelo Cinturrino
  • Vittorio Pisani
  • Abderrahim Mansouri
Omicidio a Rogoredo, Carmelo Cinturrino è stato ufficialmente destituito dalla Polizia
Categorie: Cronaca

Per te