Nordio patentino antifascista per gli editori: il libro con la firma di Mussolini

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Nordio patentino antifascista per gli editori: il libro con la firma di Mussolini

Il dibattito sull’iniziativa collegata alla fiera dell’editoria piccola e media a Roma accende nuove polemiche sul tema del cosiddetto patentino antifascista. Le dichiarazioni del ministro della Giustizia Carlo Nordio si inseriscono dopo le parole della premier Giorgia Meloni e dopo la risposta della stessa manifestazione, che rivendica la natura dell’atto richiesto agli editori.

patentino antifascista: nordio mette in discussione l’iniziativa

Carlo Nordio interviene sull’iniziativa proposta dagli organizzatori di “Più Libri Più Liberi”, affermando che il libro ritenuto più importante per la giustizia italiana, cioè il Codice penale, reca la firma di Mussolini. Il ministro collega quindi l’idea del “patentino” a un elemento storico contenuto in un riferimento fondamentale dell’ordinamento.

giorgia meloni e l’accusa di censura

Le osservazioni di Nordio arrivano dopo quanto sostenuto da Giorgia Meloni, che aveva parlato di censura. La premier aveva indicato che, per poter partecipare alla fiera della piccola e media editoria prevista a Roma, le case editrici avrebbero dovuto ottenere, per l’anno in corso, il patentino antifascista sottoscrivendo una dichiarazione.

Nel suo ragionamento, Meloni aveva descritto l’impostazione come una libertà condizionata, sostenendo l’idea che la libertà di pensiero venga riconosciuta solo a fronte della conformità a quanto viene ritenuto accettabile. La premier aveva quindi ricondotto il meccanismo a una dinamica di cancellazione delle idee e l’aveva definita incompatibile con una società democratica.

risposta della fiera: dichiarazione sui principi costituzionali

La Fiera della Piccola e Media Editoria ha risposto alle accuse con una nota che respinge l’interpretazione di censura. Secondo quanto comunicato, chiedere ai partecipanti di sottoscrivere una dichiarazione sulla condivisione dei principi costituzionali, democratici e inderogabili non sarebbe un atto di repressione del pensiero, ma un’esigenza di chiarezza e unità tra gli attori coinvolti.

Nella ricostruzione fornita dalla manifestazione, la dichiarazione viene presentata come basata su riferimenti istituzionali e universali, priva di visioni di parte, senza accenni politici e senza legami partitici. La nota aggiunge che, nonostante questa impostazione, tali aspetti non sarebbero stati interpretati nella maniera proposta dalla fiera.

approfondimento e rispetto istituzionale

La nota della Fiera prosegue segnalando disappunto per quanto accaduto. La vicenda viene indicata come spunto per un ulteriore attento approfondimento, motivato da rispetto istituzionale, in risposta all’intervento della Presidente del Consiglio e al dibattito che ne è seguito.

figure citate nel confronto pubblico

Nel confronto descritto emergono riferimenti diretti a più personalità coinvolte nel dibattito:

  • Carlo Nordio
  • Giorgia Meloni
  • Mussolini
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