Nicole Minetti: procura chiede stop al procedimento, la grazia sospende la pena
La vicenda legata a Nicole Minetti entra in una fase decisiva davanti al Tribunale di Sorveglianza. Nell’udienza a porte chiuse, la sostituta procuratrice generale di Milano Valeria Marino ha chiesto che venga messa la parola fine, facendo leva sul fatto che la grazia intervenuta sospende la pena e impedisce di proseguire con la valutazione della misura alternativa richiesta.
Il collegio presieduto da Marcello Bortolato si è riservato, lasciando così un arco temporale ristretto per l’adozione della decisione, con comunicazioni alle parti tramite Pec.
tribunale di sorveglianza minetti: richiesta di “non luogo a provvedere” e udienza a porte chiuse
L’udienza, fissata nel contesto dell’affidamento in prova ai servizi sociali, si è svolta con modalità a porte chiuse ed è durata esattamente quattro minuti. Nelle liste delle udienze esposte all’ingresso dell’aula, al piano terra del palazzo di giustizia, non è comparso alcun riferimento al nome Minetti.
In apertura, la Procura generale di Milano ha formulato in tempi rapidi la richiesta di “non luogo a provvedere”, motivandola con il riconoscimento della clemenza presidenziale. Secondo l’impostazione della Procura, la grazia avrebbe prodotto l’effetto di sospendere la pena, determinando la conseguente assenza della “materia del contendere”.
grazia e sospensione della pena: effetti sull’affidamento in prova
La richiesta della sostituta pg Valeria Marino si è inserita in un quadro argomentativo già condiviso dalla difesa. I legali Antonella Calcaterra e Pasquale Pantano hanno infatti aderito alla linea processuale presentata in udienza.
Calcaterra ha spiegato che il provvedimento di clemenza avrebbe revocato l’ordine di esecuzione e, per tale ragione, verrebbe meno la possibilità di accogliere la domanda relativa all’affidamento.
deciderà il tribunale entro cinque giorni: comunicazione alle parti e possibili conseguenze
Il Tribunale di Sorveglianza, dopo la fase in udienza, ha scelto di riservarsi la decisione. La pronuncia dovrà arrivare entro cinque giorni, con comunicazione alle parti tramite Pec.
Le conseguenze possibili, indicate nel corso dell’udienza, riguardano la possibilità di azzerare la misura alternativa, così da consentire di “scontare” le condanne richiamate nella vicenda. In particolare, viene menzionato il procedimento relativo a “Ruby bis”, con una condanna di 2 anni e 10 mesi per favoreggiamento della prostituzione, e il caso “Rimborsopoli”, con una pena di 1 anno e un mese per peculato.
In base all’impostazione illustrata, se nel periodo successivo Minetti non commetterà reati nei prossivi cinque anni, la pena si estinguerà.
istanza di grazia e conferma al quirinale: motivazioni umanitarie e iter
All’inizio del 2015, Nicole Minetti ha presentato un’istanza di grazia al Capo dello Stato. La richiesta veniva motivata dall’esigenza di assistere il figlio adottivo in Uruguay, affetto da gravi problemi di salute.
Il provvedimento di clemenza è stato concesso da Sergio Mattarella lo scorso 18 febbraio per motivi umanitari. La decisione ha generato polemiche e alimentato il dibattito pubblico, con l’avvio anche di approfondimenti investigativi a seguito delle notizie diffuse dalla stampa.
Dopo le recenti verifiche svolte dalla Procura generale di Milano, il Quirinale avrebbe confermato il parere favorevole.
camera penale di milano e critiche al lavoro della procura: reazioni e temi processuali
La Camera penale di Milano ha espresso disappunto per un pezzo pubblicato il 5 giugno dal direttore del Fatto Quotidiano Marco Travaglio. Nella nota, l’attenzione viene posta su un “attacco scomposto” al lavoro dell’ufficio, con la contestazione che sarebbero stati messi in discussione sia la funzione sia la relativa procedura di un istituto costituzionalmente previsto come la grazia.
La Camera penale sottolinea inoltre che, nella ricostruzione dell’organismo, si sarebbe manifestato disprezzo per il ruolo della difesa e una tendenza a lasciare in secondo piano il merito della vicenda. Viene richiamata la presenza di canali informali e media che, secondo la nota, aspirerebbero a sostituirsi a chi è istituzionalmente chiamato a svolgere valutazioni giurisdizionali, inclusa quella sulla meritevolezza di un provvedimento di clemenza.
Il Consiglio direttivo della Camera penale milanese definisce la questione come un tema culturale, affermando che gli operatori di giustizia sarebbero chiamati a interrogarsi e a intervenire per contrastare invettive considerate “scomposte”, capaci di mettere indebitamente in discussione il ruolo della giurisdizione, anche quando si tratta di una prerogativa riconosciuta al Presidente della Repubblica.
Personaggi e soggetti citati
- Nicole Minetti
- Valeria Marino
- Antonella Calcaterra
- Pasquale Pantano
- Marcello Bortolato
- Sergio Mattarella
- Marco Travaglio
- Francesca Nanni