Ndrangheta arrestato don mico paviglianiti il super latitante preso in spagna
Un importante intervento contro la criminalità organizzata ha portato all’arresto in Spagna di Domenico Paviglianiti, conosciuto come “Don Mico”. L’uomo, descritto come elemento di vertice dell’omonima cosca di ‘ndrangheta operante nella provincia di Reggio Calabria e con proiezioni anche nel Nord Italia e all’estero, era ricercato da tempo. L’operazione è stata condotta dalla Guardia di Finanza con il coordinamento della Direzione Distrettuale Antimafia di Reggio Calabria, in stretta collaborazione con la polizia spagnola.
arresto in spagna di domenico paviglianiti “don mico”
L’arresto è avvenuto oggi in territorio spagnolo nell’ambito di un’operazione internazionale. Le attività investigative sono state svolte con la collaborazione della polizia spagnola, coinvolgendo la divisione specializzata Udyco (Unidad de Droga y Crimen Organizado), operativa nel contrasto al narcotraffico e alle organizzazioni criminali internazionali. La localizzazione del ricercato è stata resa possibile dalla cooperazione giudiziaria sviluppata dalla Direzione Distrettuale Antimafia e dalla cooperazione di polizia avviata dal G.I.C.O. della Guardia di Finanza.
Per giungere al fermo è risultato decisivo il monitoraggio di soggetti con legami con Paviglianiti e dei suoi movimenti. È stato ricostruito un modello di viaggi frequenti tra l’Italia e la Spagna, dove Paviglianiti risultava essersi stabilito già dagli anni ’90. In particolare, osservazione e pedinamento hanno permesso di identificarlo in Soria, località dell’entroterra spagnolo a circa 200 km da Madrid. Il fermo è avvenuto all’uscita di un ristorante.
latitanza dal 2022 e mandato di arresto per condanne superiori a 19 anni
Domenico Paviglianiti era latitante dal 2022. In quell’anno, nei suoi confronti era stato emesso un ordine di arresto per cumulo di pene dalla Procura della Repubblica di Bologna, con richiesta di esecuzione di una pena complessiva di oltre 19 anni di carcere. L’impianto accusatorio includeva reati ricondotti ad associazione mafiosa, omicidio e armi.
Il quadro giudiziario si inseriva in una più ampia serie di provvedimenti nel tempo. La condizione di irreperibilità aveva impedito l’esecuzione di una misura precedentemente disposta: nel 2022 era stata applicata la misura di prevenzione della sorveglianza speciale con l’obbligo di soggiorno, rimasta senza attuazione per l’assenza dell’interessato. Nel luglio 2022 era inoltre stato emesso un nuovo mandato di arresto europeo.
profilo criminale e contesto della seconda guerra di ‘ndrangheta
Il percorso criminale attribuito a Domenico Paviglianiti viene ricondotto alla cosiddetta seconda guerra di ‘ndrangheta (1985-1991). In quel periodo l’uomo avrebbe rivestito un ruolo di primo piano, schierandosi a sostegno della cosca De Stefano nella contrapposizione con il gruppo Condello. La fase risulta connotata da numerosi omicidi che avrebbero inciso sugli equilibri mafiosi nella provincia di Reggio Calabria.
condanne definitive e precedenti arresti in spagna
Nel corso degli anni Paviglianiti è stato destinatario di plurimi provvedimenti restrittivi e di condanne definitive per reati di particolare gravità, tra cui associazione di tipo mafioso, omicidio e traffico internazionale di sostanze stupefacenti.
Tra le condanne menzionate, l’uomo sarebbe stato condannato all’ergastolo, successivamente rideterminato in 30 anni di reclusione per fatti commessi a partire dagli anni ’80. A questa si sarebbero aggiunte ulteriori condanne per omicidio e per altri gravi reati. Inoltre, nel 1996 e nel 2021, dopo periodi di latitanza, Paviglianiti era stato individuato e arrestato sempre in Spagna.
coordinamento dell’operazione e collaborazione internazionale
L’operazione è stata coordinata dalla Direzione Distrettuale Antimafia di Reggio Calabria e realizzata dalla Guardia di Finanza. Il dispositivo operativo ha beneficiato della collaborazione con le autorità spagnole, con l’intervento dell’Udyco. La prosecuzione delle attività prevede, nei prossimi giorni, l’avvio delle procedure per il trasferimento in Italia.
Personaggi e strutture coinvolte:
- Domenico Paviglianiti, detto “Don Mico”
- Guardia di Finanza
- G.I.C.O. della Guardia di Finanza
- Direzione Distrettuale Antimafia di Reggio Calabria
- Udyco (Unidad de Droga y Crimen Organizado)
- polizia spagnola
- Procura della Repubblica di Bologna