Nato, crosetto a washington rilancio dell’asse con gli usa

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Nato, crosetto a washington rilancio dell’asse con gli usa

Un primo faccia a faccia nella capitale statunitense tra Guido Crosetto e il segretario alla Difesa Pete Hegseth ha messo al centro la continuità del rapporto tra Italia e Stati Uniti. Il confronto, inserito nel quadro di recenti tensioni nate da dichiarazioni del presidente Donald Trump riguardo alla riapertura dello Stretto di Hormuz, è stato utilizzato per ribadire la solidità della cooperazione e per fissare punti condivisi su difesa europea e prospettive dell’Alleanza.

crosetto hegseth: rapporto italia-stati uniti senza incrinature

Al termine del bilaterale, svolto a Washington presso l’Ambasciata italiana, Crosetto ha escluso che tra Roma e Washington si sia aperta una frattura. Le relazioni, secondo quanto dichiarato dal ministro, non sono un equilibrio utile a una sola parte né un legame destinato a essere interrotto. Crosetto ha affermato che la sicurezza italiana continuerà a essere garantita in misura crescente tramite il rapporto con gli Stati Uniti.

Il ministro ha definito il dialogo con il capo del Pentagono come totalmente amichevole, caratterizzato da volontà di cooperazione e privo di contrasti polemici. L’esito del confronto è stato descritto come positivo sia per l’Italia sia per la componente atlantica dell’Alleanza.

ruolo crescente dell’italia: sostegno e nato 3.0

Nel corso del colloquio della mattina, Hegseth ha riconosciuto il ruolo crescente dell’Italia nella difesa europea e il contributo del governo guidato da Giorgia Meloni. Il segretario alla Difesa ha sottolineato gratitudine per il sostegno costante legato all’ospitalità delle forze statunitensi in Italia, definita parte di una partnership di lunga data. Nel contesto globale attuale, la collaborazione è stata indicata come più importante che mai.

nato 3.0: capacità, investimenti e basi industriali

Secondo Hegseth, la Nato si trova di fronte a una nuova fase, denominata “Nato 3.0”. L’indirizzo riguarda il rafforzamento di capacità operative, investimenti e basi industriali della difesa. In questo quadro, gli alleati europei—Italia inclusa—devono, secondo il segretario alla Difesa, assumere la responsabilità principale della difesa convenzionale dell’Europa, aumentando la quota dell’onere.

Hegseth ha indicato l’Italia come uno dei partner che guidano questo percorso. A supporto della valutazione, sono stati citati la leadership italiana nel gruppo tattico multinazionale della Nato in Bulgaria e la disponibilità a operare nei teatri considerati strategici per interessi economici e di sicurezza.

impegno sulle spese militari e centralità del rapporto atlantico

Crosetto ha ribadito la concretezza dell’impegno italiano sull’aumento delle spese militari. Il ministro ha collegato l’idea di un’Europa più forte alla necessità di una Nato più forte, sostenendo che un rafforzamento europeo consente all’Alleanza di occuparsi delle sfide globali.

Il rapporto con gli Stati Uniti, per Crosetto, non è limitato alla dimensione politica: viene descritto come un legame basato su valori e condivisione di storie. Il ministro ha inoltre chiarito che non esiste alternativa al rapporto Atlantico, indicando il ruolo dell’Italia, sia nel contesto Nato sia nel bilaterale, come quello di essere al fianco degli Stati Uniti nelle sfide internazionali.

stretto di hormuz: sminamento e possibili coinvolgimenti

Tra gli argomenti affrontati nel corso del colloquio rientra la questione dello sminamento dello Stretto di Hormuz e l’eventuale coinvolgimento degli alleati, con l’Italia in posizione prioritaria. Crosetto ha segnalato che l’operazione presenta ancora numerose incognite: non risulta definito il numero di mine presenti nell’area, non è chiara la durata necessaria per la bonifica e non sono state specificate con certezza le garanzie di sicurezza che potranno essere assicurate al personale impegnato.

temi evidenziati nel confronto

Il dialogo ha toccato la stabilità delle relazioni tra Roma e Washington, la valorizzazione del contributo italiano alla difesa europea, l’impostazione di una nuova traiettoria Nato indicata come “Nato 3.0” e le implicazioni operative collegate allo sminamento nello Stretto di Hormuz.

figure coinvolte nel bilaterale

Guido Crosetto, Pete Hegseth, Giorgia Meloni, Donald Trump.

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