Mondiali problemi di ingresso negli usa anche per le nazionali musulmane oltre l iran

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Mondiali problemi di ingresso negli usa anche per le nazionali musulmane oltre l iran

I Mondiali 2026 stanno già facendo emergere difficoltà per diverse nazionali a maggioranza musulmana, con un focus particolare sulle regole di ingresso negli Stati Uniti. Il meccanismo dei controlli, indicato come molto rigoroso, non avrebbe interessato soltanto l’Iran, ma anche altri rappresentanti sportivi legati a Paesi coinvolti nella competizione insieme a Messico e Canada.

controlli statunitensi e casi legati a squadre musulmane

Secondo quanto riportato da Tansim News tramite post su X, Ayman Hussein, indicato come stella del calcio iracheno, sarebbe stato fermato all’aeroporto e sottoposto a verifiche prolungate. Il calciatore sarebbe stato trattenuto e sottoposto a interrogatori per sette ore prima di ottenere l’autorizzazione a entrare negli Stati Uniti.

Nel raccontare la vicenda, Hussein si è chiesto il motivo per cui la Coppa del Mondo possa essere ospitata da un Paese ritenuto ostile nei confronti dei cittadini stranieri. Allo stesso tempo, viene segnalato un episodio analogo anche per il fotografo ufficiale della nazionale dell’Iraq.

caso del fotografo iracheno con visto rifiutato

Il fotografo ufficiale della nazionale irachena, Tala Salah, sarebbe stato respinto al momento dell’arrivo negli Stati Uniti. Il suo visto sarebbe stato rifiutato all’ingresso e l’uomo sarebbe rimasto bloccato presso l’aeroporto internazionale di O’Hare per circa 12 ore.

restrizioni per l’iran e modalità di accesso limitata

In parallelo, l’ambasciatore iraniano in Messico Abolfazl Pasandideh avrebbe illustrato le condizioni previste per i calciatori della nazionale iraniana. Le indicazioni riportate riguardano tempi e accesso: i giocatori iraniani potrebbero entrare negli Stati Uniti solo il giorno delle partite, per poi ripartire poche ore dopo il fischio finale.

Questa cornice, secondo le informazioni diffuse, renderebbe più complessa la permanenza degli iraniani durante la manifestazione. Nel corso delle dichiarazioni riportate ai giornalisti, Pasandideh avrebbe sintetizzato la situazione affermando che l’ingresso sarebbe possibile soltanto al mattino, con obbligo di ripartenza nello stesso giorno.

trasferimento del ritiro iraniano in Messico per affrontare i tempi

Per far fronte alle tensioni tra Washington e Teheran, la nazionale iraniana avrebbe spostato il ritiro. L’area scelta sarebbe Tijuana, in Messico, indicata come sede vicina al confine con gli Stati Uniti. La decisione avrebbe comportato il rinuncio alla sede inizialmente prevista a Tucson, in Arizona.

La delegazione iraniana, secondo quanto comunicato, attraverserebbe il confine soltanto per sostenere gli incontri del girone programmati negli Stati Uniti. Al termine delle partite, il gruppo tornerebbe immediatamente in territorio messicano.

principio operativo per gli spostamenti del girone

La procedura delineata prevede quindi un accesso ristretto alla finestra della gara e un rientro rapido dopo il fischio finale. L’organizzazione del movimento tra Messico e Stati Uniti sarebbe impostata per rispettare le restrizioni sulle tempistiche d’ingresso.

persone coinvolte nelle segnalazioni riportate

Le vicende descritte riguardano specifici rappresentanti collegati alle formazioni nazionali citate:

  • Ayman Hussein
  • Tala Salah
  • Abolfazl Pasandideh
Mondiali di calcio, non solo l’Iran. Problemi per le nazionali musulmane in Usa: l’iracheno Hussein fermato in aeroporto

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