Mondiali di calcio india esclusa e quattro calciatori indiani: le storie
Tra le dieci potenze calcistiche citate idealmente nell’immaginario sportivo mondiale, l’India resta l’unica squadra nazionale a non aver mai preso parte a una Coppa del Mondo di calcio. Un dato che racconta una lunga assenza, intrecciata con un episodio del 1950 che ancora oggi alimenta curiosità e memoria storica. Nel frattempo, il legame con il calcio non scompare: in vista dei Mondiali 2026, infatti, il pubblico può ritrovare quattro calciatori d’origine indiana impegnati con quattro nazionali diverse tra Stati Uniti, Canada e Messico.
India e Coppa del Mondo: il caso storico del 1950
La prima e unica occasione ufficiale per l’India si sarebbe aperta durante il mondiale brasiliano del 1950. Il percorso verso la qualificazione, in quel contesto, fu favorito dal ritiro di molte nazionali dell’area. Nonostante l’opportunità, anche l’India decise di non presentarsi alla competizione, adottando un rifiuto legato a un aspetto molto specifico.
La FIFA, in quell’anno, comunicò che non sarebbero state concesse deroghe alle regole relative alle scarpe. Proprio in quell’istante emerse la difficoltà: diversi calciatori indiani, abituati a giocare scalzi, dichiararono che avrebbero rinunciato alla partecipazione se non fosse stato consentito scendere in campo a piedi nudi.
Accanto alla motivazione ufficiale, circolarono anche ricostruzioni alternative: il ritiro sarebbe stato influenzato dal timore di un’esposizione troppo marcata, considerando il livello degli avversari. Tra questi, secondo le indiscrezioni, l’India avrebbe dovuto affrontare la prima gara contro l’Italia, formazione che aveva vinto le ultime due edizioni della Coppa.
assenza prolungata: risultati e legame sportivo
Dopo quel tentativo, l’India non trovò altre strade per partecipare alla massima competizione calcistica. Il massimo risultato raggiunto in ambito internazionale resta un secondo posto in Coppa d’Asia nel 1964.
Il calcio, nel racconto sportivo della nazione, non riesce a imporsi con la stessa forza di altri sport. Le preferenze rimangono orientate verso cricket, badminton, lotta e hockey sul prato. Persino in vista dei Mondiali 2026, quando l’India non sarà presente, resta un segnale di continuità: gli indiani partecipano comunque attraverso i giocatori di origine indiana chiamati a difendere altre nazionali.
mondiali 2026: i quattro calciatori d’origine indiana in gara
Alla competizione prendono parte quattro calciatori con radici riconducibili all’India, ciascuno inserito in una squadra nazionale differente. Le loro storie, pur diverse nei percorsi e nei contesti, condividono un tratto comune: l’eredità familiare e culturale che attraversa continenti e generazioni.
sapreet singh con la nuova zelanda
Nella Nuova Zelanda figura Sapreet Singh. La connessione con le origini indiane è indicata già dal cognome. Si tratta di un centrocampista offensivo con grande talento. È stato inoltre il primo calciatore di origini indiane a giocare nella Bundesliga: ha collezionato due presenze con il Bayern Monaco, oltre a due stagioni con il Bayern Riserve. In seguito, oggi gioca in Australia.
nishan velupillay con l’australia
In Australia gioca in attacco Nishan Velupillay. Su di lui viene riportata una storia familiare mista: il padre è originario dello Sri Lanka, mentre la madre è anglo-indiana. È cresciuto nel Melbourne Victory, dove milita tuttora, ricoprendo il ruolo di ala sinistra. Con i Socceroos ha avuto un impatto significativo fin dall’esordio, con un gol importante nella qualificazione contro la Cina, realizzato pochi secondi dopo il suo ingresso in campo.
samuel moutoussamy con il congo
Nel centrocampo del Congo sarà schierato Samuel Moutoussamy. È un mediano ormai trentenne che gioca nell’Atromitos, in Grecia. Il profilo familiare viene descritto come segue: la madre è congolese, mentre il padre è franco-guadalupense ma di origine tamil. Moutoussamy è cresciuto nel vivaio del Lione e si è affermato in particolare con il Nantes. La sua presenza nella nazionale congolese risale al 2018.
tahsin mohammed jamshid con il qatar
Il talento di origine indiana segnalato più in evidenza risulta essere quello che gioca nel Qatar: Tahsin Mohammed Jamshid. È un 2006 impiegato come ala sinistra e attaccante, con la possibilità di agire sia come seconda punta sia come ala. La sua caratteristica principale indicata è la bravura nell’uno contro uno.
Il contesto familiare rimanda al Kerala: padre e madre arrivano da quella regione e si sono trasferiti a Doha nel 1996. È riportato anche che il papà è stato un buon calciatore a livello universitario.
un filo comune: radici indiane e prospettive future
L’India deve ancora attendere per vedere la propria bandiera sventolare in una Coppa del Mondo. Nel frattempo, la competizione offre un modo alternativo per riconoscere le radici: le storie di Singh, Velupillay, Moutoussamy e Jamshid consentono a milioni di indiani sparsi nel mondo di ritrovarsi in percorsi che attraversano continenti e appartenenze.
Quattro maglie, quattro nazionali, quattro strade differenti: resta un legame comune che si esprime in modo concreto sul palcoscenico della competizione. Per il 2026, la narrazione calcistica di un Paese non passa solo dalla sua selezione, ma anche dai figli e dai nipoti che portano le radici in ruoli chiave con formazioni diverse.
Calciatori d’origine indiana presenti ai mondiali 2026:
- Sapreet Singh (Nuova Zelanda)
- Nishan Velupillay (Australia)
- Samuel Moutoussamy (Congo)
- Tahsin Mohammed Jamshid (Qatar)
