Malagò presidente figc: abete battuto alle urne e cosa cambia
Giovanni Malagò è stato eletto presidente della Figc con 343.084 voti, pari al 68,5%. La proclamazione ha dato il via a un passaggio istituzionale atteso nel mondo del calcio, chiudendo formalmente un ciclo recente e aprendo una fase di continuità nella guida federale. Malagò, subito dopo l’esito, ha sottolineato il senso di responsabilità e l’importanza di lavorare insieme, indicando la collaborazione come elemento decisivo per il mandato.
elezione figc malagò: 343.084 voti e vittoria contro giancarlo abete
Il voto federale ha premiato Malagò superando lo sfidante Giancarlo Abete, che ha ottenuto 145.936 voti, cioè meno del 30% (29-17%). Il risultato definisce un margine ampio, consolidando l’idea di una scelta orientata alla stabilità e alla ripartenza all’interno dell’attuale impostazione di governo del calcio.
continuità nel calcio italiano: fine della gestione gravina e nuovo corso
Le elezioni svolte hanno messo un punto definitivo agli otto anni di gestione di Gabriele Gravina, conclusi con le dimissioni dopo la terza mancata qualificazione della Nazionale ai Mondiali. L’assemblea dei delegati delle sei componenti federali, riunita all’Hotel Astoria di Roma, ha sancito la sostituzione ai vertici della Federcalcio con una soluzione interna al perimetro delle leadership consolidate.
intervento in assemblea: curriculum, identità federale e richiesta di unità
Prima dell’elezione, Malagò ha dedicato parte del suo intervento a una risposta alle dinamiche politiche e alle indicazioni arrivate da diverse parti. Ha affermato di essersi interrogato sugli endorsement delle Leghe che lo hanno sostenuto, dichiarando di essersi poi dato una spiegazione legata al proprio percorso e al proprio curriculum.
Nel suo discorso è emerso anche un riferimento simbolico alle voci circolate sulla figura di un possibile profilo definito come “straniero”. Malagò ha invece rivendicato un’appartenenza piena alla federazione, presentandosi come una figura collegata alla realtà del calcio: fratello, padre, figlio della stessa organizzazione. In chiusura ha formulato una richiesta di superamento dei personalismi, con l’obiettivo di costruire un lavoro comune fondato sull’unità.
consiglio federale riconfermato: continuità e ruoli per serie a, leghe e rappresentanze
Nel segno della continuità, è stato confermato in blocco il consiglio federale. Per quanto riguarda gli assetti legati alla Serie A, rimangono Stefano Campoccia, Giorgio Chiellini e Giuseppe Marotta. La rappresentanza delle Leghe prevede Antonio Gozzi per la Lega B e Giulio Gallazzi per la Lega Pro.
Per le rappresentanze interne, in ambito atleti figurano Valerio Bernardi, Davide Biondini, Umberto Calcagno e Sara Gama. La componente tecnica è affidata a Giancarlo Camolese e Silvia Citta.
chi è giovanni malagò: percorso tra coni, sport, relazioni e grandi eventi
Giovanni Malagò è romano ed è stato presidente del Coni per dodici anni, dal 2013 al 2025. Il suo arrivo al vertice dello sport italiano era avvenuto imponendosi da outsider. Prima del Foro Italico, il suo nome era soprattutto legato al Circolo Canottieri Aniene, di cui è stato presidente e da cui sarebbe partita una parte importante della sua rete di rapporti.
Durante la presidenza del Coni, Malagò ha consolidato un sistema di alleanze descritto come una forma di “anienizzazione”, con collaboratori, presidenti federali e figure cresciute nella sua orbita. Il suo peso non si è limitato allo sport olimpico: il ruolo è diventato centrale anche in contesti legati al calcio e a grandi candidature internazionali.
giochi olimpici e dossier principali: roma 2024 e milano-cortina 2026
Tra i passaggi più significativi del mandato al Coni rientra la candidatura di Roma ai Giochi 2024, poi fermata dal no della sindaca Virginia Raggi. Diversa la traiettoria dei Giochi invernali: i Giochi Milano-Cortina 2026 sono stati assegnati all’Italia durante la sua presidenza e sono diventati uno dei dossier principali della parte finale della sua esperienza al Coni.
Sul fronte delle Olimpiadi sono emerse anche polemiche e indagini: Il Fatto Quotidiano ha riportato racconti relativi a indagini sulla Fondazione Milano-Cortina e ai costi cresciuti legati alle opere olimpiche e non solo.
confronti istituzionali e riforme: sport e salute, riforma abodi e battaglie contro i cambi di equilibrio
La presidenza di Malagò è stata attraversata da scontri istituzionali e da rapporti complessi con governi e ministri dello Sport, soprattutto nei passaggi relativi alle riforme. Ha preso parte a una battaglia contro la riforma Giorgetti, che ha portato alla nascita di Sport e Salute e alla sottrazione di potere al Coni.
Nella fase successiva ha criticato anche la riforma Abodi, legata a una nuova agenzia di vigilanza economica sui club di calcio. La lettura riportata è che l’intervento mirasse a incidere sugli equilibri del gioco, più che a migliorare il sistema nel suo complesso.
controversie e fine del mandato: sanzione federnuoto e ipotesi di permanenza oltre i tre mandati
Non sono mancati aspetti controversi. Nel 2014 Malagò è stato sanzionato dalla giustizia sportiva della Federnuoto in qualità di presidente del Circolo Canottieri Aniene, per la vicenda collegata alle sue parole sulla ristrutturazione della piscina olimpica di Roma.
Negli ultimi anni del Coni è stata anche discussa a lungo la possibilità di un’eventuale permanenza oltre il limite dei tre mandati, ipotesi che avrebbe richiesto un intervento legislativo. La soluzione non si è concretizzata.
dal coni alla figc: candidatura dopo la sconfitta e passaggio sul pantouflage
Conclusa l’esperienza al Coni, Malagò non avrebbe interrotto il legame con il sistema. La successione di Luciano Buonfiglio viene indicata come pienamente in continuità con quanto avveniva durante la sua stagione. Sul piano delle ambizioni, era stata formulata l’idea di un lancio nella politica sportiva internazionale tramite il ruolo nel CIO, ma il percorso non avrebbe avuto l’esito sperato.
Secondo quanto riportato, l’occasione per la nuova fase al vertice del calcio sarebbe arrivata dopo la sconfitta contro la Bosnia, costata all’Italia la terza eliminazione dal Mondiale. In quel contesto, Malagò sarebbe stato indicato come candidato alla presidenza della Figc. Un ostacolo decisivo era collegato al nodo del pantouflage, poi superato grazie al parere dell’Anac, che avrebbe escluso l’applicazione della norma all’ambito sportivo, aprendo così la strada alla nuova responsabilità nel calcio italiano.
figure chiave coinvolte nell’elezione e nella governance federale
- Giovanni Malagò
- Giancarlo Abete
- Gabriele Gravina
- Stefano Campoccia
- Giorgio Chiellini
- Giuseppe Marotta
- Antonio Gozzi
- Giulio Gallazzi
- Valerio Bernardi
- Davide Biondini
- Umberto Calcagno
- Sara Gama
- Giancarlo Camolese
- Silvia Citta
- Virginia Raggi
- Luciano Buonfiglio
