Like alla fidanzata sui social, giovane spara a un disabile: rischia la sedia a rotelle
Un presunto responsabile è stato posto in stato di fermo nell’ambito delle indagini sugli spari contro un ragazzo disabile avvenuti nei giorni scorsi nel quartiere Arenaccia, a Napoli. La ricostruzione degli investigatori collega l’aggressore a vincoli di parentela con un presunto affiliato alla criminalità organizzata locale, in un episodio che ha lasciato conseguenze gravissime per la vittima.
sparatoria nel quartiere arenaccia napoli: fermato un giovane
Nel contesto della vicenda, gli investigatori della Squadra Mobile di Napoli hanno avviato accertamenti che hanno portato al fermo del presunto responsabile. L’aggressore risulta un giovane e le indagini evidenziano un legame con un presunto affiliato della criminalità organizzata operante sul territorio.
spari a napoli contro disabile: cosa è emerso dalle indagini
Secondo la ricostruzione, nei giorni precedenti l’aggressore aveva sparato a una gamba a un 29enne disabile. La motivazione collegata al gesto risulta legata a un like sul profilo TikTok della fidanzata dell’aggressito, circostanza che avrebbe innescato l’escalation sfociata nell’attacco.
La vittima è ancora in ospedale e le conseguenze dell’aggressione sono particolarmente severe: l’uomo rischia di rimanere sulla sedia a rotelle a vita.
confessione e movente legato a tik tok
Dalle verifiche svolte dagli investigatori, il giovane avrebbe confessato di aver compiuto l’azione. La confessione viene indicata come avvenuta nell’ambito del lavoro investigativo della Squadra Mobile di Napoli, con il riferimento all’episodio maturato al culmine di una accesa discussione, seguita poi da un pentimento.
furto di un orologio e trattativa via social tra familiari
Accanto agli spari, la ricostruzione riporta ulteriori dettagli: dopo aver colpito il disabile, l’aggressore gli avrebbe anche sfilato un orologio di valore. Successivamente, la restituzione o il recupero del bene sarebbe avvenuto tramite una procedura collegata a una comunicazione digitale, secondo quanto emerso dagli accertamenti.
In particolare, l’orologio sarebbe stato fatto ritrovare in una salumeria. Tale operazione viene collegata a una trattativa avviata via social tra la moglie del disabile e la madre dell’aggressore.
conseguenze per la vittima
L’aggredito, 29enne disabile, resta ricoverato. La situazione clinica è indicata come talmente compromessa da far temere che possa non recuperare l’autonomia motoria, con il rischio di una condizione permanente legata alla sedia a rotelle.
persone coinvolte nella vicenda
- Ragazzo disabile (29 anni), vittima degli spari
- Giovane fermato, presunto responsabile degli spari
- Moglie del disabile, indicata come parte della trattativa via social
- Madre dell’aggressore, indicata come parte della trattativa via social
- Presunto affiliato citato per i vincoli di parentela