Licenziato dopo lo scontro con i lettori: lo sfogo dello sceneggiatore su troll e polemiche social
La vicenda legata al licenziamento di Roberto Gagnor, storico fumettista di Topolino nel panorama italiano, ha acceso un acceso dibattito online, alimentato da proteste dei lettori sui social e da una risposta a tratti polemica dell’autore. Il susseguirsi di post, discussioni e contatti con la redazione ha portato a una chiusura delle collaborazioni, descritta da più parti come un allontanamento non definitivo sul piano immediato, ma regolato da tempi editoriali già fissati.
licenziamento di Roberto Gagnor: la rottura dopo lo scontro sui social
Il punto centrale della cronaca riguarda Roberto Gagnor, collaboratore di lunga data della testata, per il quale viene comunicata la cessazione delle collaborazioni dopo la produzione già pronta. Il caso nasce e si sviluppa repentinamente sui social nell’aprile scorso, quando diversi lettori contestano le nuove storie di Paperinik realizzate da Gagnor. A tali critiche l’autore risponde con post pubblici: tra questi, uno viene indicato come particolarmente significativo per il tenore della replica.
In quel frangente, Gagnor scrive sul profilo Facebook di un collega, rivolgendosi ai critici: “E comunque io non ho cancellato niente. Voi, invece, restate irrilevanti e gente che deve crescere”. La frase diventa oggetto di attenzione e scatena un ulteriore accumulo di contestazioni nei luoghi di discussione dedicati ai fumetti disneyani.
critiche e forum: il caso si allarga oltre i post
Dopo la fase iniziale di contestazione, la vicenda entra in una nuova fase sul forum online di Papersera, spazio dove i lettori commentano i fumetti legati al mondo Disney. Secondo quanto riportato, diversi utenti, anche anonimi, arrivano a minacciare la disdetta degli abbonamenti di fronte agli “insulti” attribuiti a Gagnor nei commenti social. Il clima si inasprisce e la discussione passa progressivamente dalle critiche alle opere fino a coinvolgere direttamente la figura dell’autore.
comunicazione aziendale: tempi di uscita delle storie già pronte
All’inizio di maggio, Gagnor viene contattato telefonicamente da un redattore dell’azienda. La comunicazione riguarda la sua situazione lavorativa: le collaborazioni sarebbero terminate dopo due storie già pronte e pubblicate in tempi successivi. La vicenda viene ulteriormente chiarita nella cronologia: la pubblicazione dell’ultima storia viene indicata come possibile nell’autunno prossimo.
lettera del direttore di Topolino: limiti del ruolo e rispetto dei lettori
La parte più formale arriva il 3 giugno, quando il direttore di Topolino, Alex Bertani, spiega l’allontanamento di Gagnor tramite una lettera. Nel testo Bertani afferma di aver chiesto ai collaboratori di limitarsi a chiarimenti e spiegazioni, senza entrare in quello che descrive come clima di perenne zuffa tipico di alcuni ambienti social. Viene inoltre sottolineato che la situazione non sarebbe nuova, richiedendo di richiamare ancora una volta l’esistenza di limiti imposti dal ruolo.
Bertani porta poi il focus su un principio: il rispetto dei lettori. Secondo la lettera, anche se in un paese libero è riconosciuto il diritto di commentare, dissentire e criticare, rimane comunque un vincolo di comportamento. Il passaggio chiave ribadisce che il pubblico va rispettato a prescindere.
La comunicazione si chiude con un’altra considerazione: quando lavoratori e collaboratori si esprimono pubblicamente, vengono percepiti come rappresentanti di un gruppo, di una redazione e di una sensibilità condivisa. In questo quadro, Bertani dichiara di non volere che certi modi o atteggiamenti possano essere associati, anche solo indirettamente, a un contesto che promuove dialogo, rispetto e inclusività.
risposta di Gagnor: libertà creativa e critica ai troll
La reazione di Gagnor arriva tramite i canali social. L’autore interpreta la decisione come conseguenza del fatto che Bertani abbia scelto di privilegiare le opinioni online di alcuni “fan”, citando come punto di partenza discussioni maturate anche su un forum di un’associazione, dove sarebbe stata chiesta la sua rimozione. Gagnor afferma di aver prima ironizzato sulle “ossessioni” di quei commentatori, e poi di aver chiarito il proprio giudizio in modo definito tranchant, ma legittimo quanto le esternazioni provenienti da altri.
Nel merito, Gagnor formula un interrogativo sulla direzione del dibattito: ascoltare i troll o lasciare spazio a dinamiche che li incoraggiano a proseguire. L’autore paventa che, in caso di reazioni ai limiti oltrepassati, nessun tipo di difesa verrebbe offerta in futuro a chi viene attaccato quando tenta “nuove strade creative”. Nelle sue parole emerge anche il timore che altri autori, in seguito, possano essere esposti ad attacchi analoghi senza tutela.
Gagnor collega inoltre la questione alla condizione lavorativa: viene ripresa l’osservazione del direttore secondo cui, pur con una permanenza di lunga durata, la figura del collaboratore resta quella di un freelance in un business altamente precario. La circostanza rende, secondo la lettura riportata, il quadro ancora più grave.
precedenti nel gruppo: altri sceneggiatori coinvolti dal cambio di linea
La vicenda viene inquadrata anche ricordando che non sarebbe il primo episodio legato all’interruzione delle collaborazioni dopo l’arrivo di Bertani. È riportato che altri autori di lunga data abbiano già interrotto la propria collaborazione con la testata, tra cui Sergio Cabella e Massimiliano Valentini.
Secondo quanto comunicato, dal 2018, anno in cui Bertani inizia a dirigere Topolino, sarebbero stati introdotti cambiamenti nella linea editoriale. La spiegazione fornita indica l’idea di dare spazio a una nuova generazione di sceneggiatori, con effetti che, in alcuni casi, avrebbero riguardato anche la caratterizzazione di personaggi molto noti. Viene inoltre sottolineato che Bertani tenderebbe a intervenire personalmente nel processo creativo: l’indicazione riportata descrive un controllo della sceneggiatura prima della pubblicazione e la scelta di modificare il materiale quando il risultato non risulta soddisfacente, citando un precedente intervento in cui il direttore afferma: “Riscrivo pagine e pagine di dialoghi”.
personaggi e figure citate nella vicenda
- Roberto Gagnor
- Alex Bertani
- Sergio Cabella
- Massimiliano Valentini
- Francesco Costa


