Libano Israele tregua senza tregua bombardamenti di Tel Aviv e risposta di Hezbollah escludo colloqui

• Pubblicato il • 4 min
Libano Israele tregua senza tregua bombardamenti di Tel Aviv e risposta di Hezbollah escludo  colloqui

Washington annuncia una tregua tra Israele e Libano, con l’obiettivo di fermare il conflitto nel Paese dei Cedri. La firma dell’intesa su un cessate il fuoco condizionato alimenta reazioni positive nelle cancellerie, ma il quadro resta complesso: più clausole dell’accordo mantengono margini di attrito e rendono difficile parlare di tregua pienamente operativa.

cessate il fuoco Israele-Libano: la tregua condizionata e le ragioni delle riserve

Per capire il clima tra le parti emerge dalle dichiarazioni dei protagonisti. Il ministro della Difesa israeliano Israel Katz chiarisce che l’intesa non comporta il blocco delle operazioni militari: Israele continuerà le azioni nel Libano meridionale e le truppe resteranno nell’area indicata come zona di sicurezza, la cosiddetta Yellow Line, collocata unilateralmente da Tel Aviv a nord rispetto alla linea di demarcazione individuata dalle Nazioni Unite.

Secondo Katz, l’obiettivo è “smantellare le infrastrutture terroristiche” nella regione. La definizione, nei fatti, riguarda le strutture attribuite a Hezbollah. Coerentemente con l’impostazione israeliana, la tregua sarebbe vincolante per la controparte, mentre il gruppo sciita non riconosce l’accordo.

hezbollah rifiuta l’intesa e chiede condizioni di ritiro

I vertici di Hezbollah chiariscono il rifiuto dell’accordo sul cessate il fuoco firmato a Washington. Il gruppo dichiara di avere informato il presidente libanese Joseph Aoun della propria posizione, insistendo sul fatto che un’intesa accettabile debba avere inizio con il ritiro completo di Israele dall’intero territorio libanese.

Tra i punti indicati come essenziali figurano il ritorno degli sfollati, gli sforzi di ricostruzione e il rilascio dei prigionieri libanesi. Il leader Naim Qassem definisce l’intesa “una capitolazione e una sconfitta”, invitando il governo libanese a interrompere i negoziati descritti come una “farsa” e un’“umiliazione”.

Qassem afferma inoltre che la dichiarazione di Washington stabilisce i principi per una sottomissione del Libano a un progetto legato al concetto di “Grande Israele”.

accordo senza coinvolgimento: clausole su sicurezza e disarmo

Le posizioni intransigenti di Hezbollah e della Repubblica Islamica vengono presentate come frutto di motivazioni strategiche. Il testo dell’intesa sarebbe stato firmato a Washington senza interpellare il partito-milizia libanese, considerato l’interlocutore più direttamente coinvolto nello scontro con Israele.

zone di sicurezza e condizioni sul ruolo di hezbollah

Nell’accordo, come riportato, compare una condizione decisiva: verranno istituite zone di sicurezza libanesi pensate per escludere Hezbollah e per rendere lo stop alle ostilità subordinato alla cessazione completa del fuoco attribuito al gruppo e all’evacuazione di tutti i membri di Hezbollah dal settore del Litani meridionale.

La dichiarazione include anche un riaffermato riferimento alla sicurezza di Israele: il raggiungimento della sicurezza e del rispetto dell’integrità territoriale, secondo Tel Aviv, passa attraverso il disarmo di Hezbollah e lo smantellamento della sua infrastruttura in tutto il Libano.

Alla luce di questi elementi, il rifiuto del gruppo sciita risulta coerente con la richiesta di ritiro, disarmo e assenza dalle aree designate come zone di sicurezza.

continuità dei raid dopo la firma: operazioni nel sud del libano

Anche dopo la firma dell’intesa, Israele prosegue nell’azione militare. In linea con quanto annunciato da Katz, viene diramato un avviso urgente ai residenti del Libano meridionale: i combattimenti continuano e l’esercito israeliano sarebbe impegnato a colpire strutture e infrastrutture di Hezbollah nei villaggi e nelle aree circostanti.

Secondo l’avviso, l’IDF dichiara di non voler arrecare danno alla popolazione civile. Per la sicurezza, viene indicato di non dirigersi a sud del fiume Zahrani fino a nuovo avviso, con l’avvertenza che chiunque si rechi verso sud mette a rischio la propria vita.

attacchi nel sud e impiego di esplosivi e droni

Alcuni media libanesi riferiscono attacchi israeliani nel Sud in mattinata, a poche ore dall’annuncio del cessate il fuoco. Le Forze di Difesa Israeliane dichiarano di aver usato sei tonnellate di esplosivo per distruggere oltre 20 siti collegati a obiettivi definiti “terroristici” nell’area.

Viene inoltre riportato che un drone avrebbe colpito un’auto tra le città di Kfar Kila e Zefta.

figure chiave nelle posizioni sull’intesa

Le dichiarazioni riportate attribuiscono i diversi orientamenti soprattutto ai rappresentanti politici e ai vertici del fronte armato.

  • Israel Katz
  • Naim Qassem
  • Joseph Aoun
Libano-Israele, la tregua che non c’è. Tel Aviv continua a bombardare e Hezbollah (escluso dai colloqui) replica: “Accordo inaccettabile”

Per te