Leonessa afferra alla testa il racconto di conny kebbel dopo la morte del marito in namibia

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Leonessa afferra alla testa il racconto di conny kebbel dopo la morte del marito in namibia

Una spedizione nel deserto della Namibia si è trasformata in tragedia dopo un attacco improvviso di una leonessa, causando la morte di Bernd Kebbel. A ricostruire quella notte è Conny Kebbel, la moglie dell’uomo, che era nella tenda montata sul tetto del fuoristrada e ha assistito all’intera scena.

morte di bernd kebbel dopo l’attacco di una leonessa in namibia

Bernd Kebbel, imprenditore e filantropo tedesco di 59 anni, ha perso la vita durante un campeggio nella regione del Kunene. Secondo quanto ricostruito, l’evento sarebbe avvenuto nel corso di una spedizione nel deserto, quando la leonessa avrebbe aggredito l’uomo con un comportamento rapido e inatteso.

la testimonianza di conny kebbel: sveglia improvvisa e attacco

Conny Kebbel racconta di essersi svegliata di colpo, descrivendo il momento come un susseguirsi di segnali improvvisi: allerta improvvisa e poi il rumore di ringhio. Dalla tenda, ha riferito di essersi affacciata e di aver visto una leonessa che aveva afferrato Bernd alla testa.

orario dell’aggressione e dinamica dell’azione della leonessa

La ricostruzione indica che Bernd Kebbel era sceso dalla tenda intorno all’una e mezza del mattino per andare in bagno. In quell’istante, la leonessa indicata come Charlie avrebbe colpito all’improvviso, trascinando l’uomo verso la vegetazione.

intervento durante il tentativo di fermare l’animale

Dopo l’attacco, Conny Kebbel non si è limitata a osservare la scena. È scesa dal veicolo e ha tentato di fermare l’animale colpendo la leonessa con un’asta recuperata da uno dei mezzi del gruppo. Poco dopo, un altro partecipante alla spedizione sarebbe intervenuto usando una torcia per allontanare l’animale.

Per Bernd Kebbel, però, nonostante i tentativi di contenimento, non c’è stato nulla da fare. La gravità della situazione è stata confermata anche dalla dinamica successiva: il pericolo non sarebbe cessato dopo l’aggressione iniziale.

pericolo che non è cessato: Charlie verso il campo e nuovo attacco

Secondo quanto riferito dalla vedova, Charlie avrebbe continuato a rappresentare una minaccia anche dopo il primo scontro. Tutti, per proteggersi, si sarebbero rifugiati nelle auto perché l’animale avrebbe continuato ad avvicinarsi all’area del campo.

La notte successiva, la leonessa avrebbe attaccato un altro gruppo di campeggiatori. A fronte di questa escalation, le autorità della Namibia hanno preso una decisione determinante.

decisione delle autorità della namibia: abbattimento della leonessa charlie

Le autorità della Namibia hanno deciso di abbattere Charlie. La scelta non sarebbe stata accolta con favore dalla famiglia della vittima, ma Conny Kebbel ha precisato l’atteggiamento del nucleo familiare: non rabbia, ricerca di pace e volontà di non vedere l’animale morire. La vedova ha legato l’evento anche al significato personale del luogo: l’area era un contesto che lei e Bernd amavano.

bernd kebbel e la tutela dei leoni del deserto della namibia

Bernd Kebbel aveva dedicato anni e risorse economiche alla protezione dei leoni del deserto della Namibia. Il suo impegno risultava orientato a progetti di ricerca e a iniziative di conservazione, con l’obiettivo di sostenere la tutela delle popolazioni feline in quelle aree.

In parallelo, Charlie era anche una leonessa nota a studiosi e pubblico. Faceva parte delle tre sorelle protagoniste del documentario Lions of the Skeleton Coast. Secondo gli esperti citati, l’animale si trovava in condizioni di grave denutrizione.

personaggi coinvolti

  • Bernd Kebbel
  • Conny Kebbel
“Mi sono affacciata dalla tenda e ho visto una leonessa che lo aveva afferrato alla testa”: il racconto di Conny Kebbel dopo la morte del marito in Namibia
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