Legge elettorale scontro maggioranza opposizioni: novità su bignami bis

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Legge elettorale scontro maggioranza opposizioni: novità su bignami bis

La discussione generale sulla nuova legge elettorale accende subito il clima in aula alla Camera, con un confronto serrato tra maggioranza e opposizioni e un dibattito che anticipa chiaramente i passaggi decisivi delle giornate successive. Al centro ci sono regole, metodo e impatto politico: la norma viene descritta come strumento di stabilità e rappresentatività, mentre dall’altra parte viene letta come un cambiamento capace di incidere su partecipazione e rapporto tra cittadini e istituzioni. Tra interruzioni della seduta, toni polemici e questioni come candidature e premio di maggioranza, il confronto procede mentre la calendarizzazione verso il voto si avvicina.

legge elettorale: scontro tra maggioranza e opposizioni in aula

Il confronto prende avvio con il primo scontro in aula, descritto come una sorta di antipasto per i giorni imminenti, quando l’emiciclo di Montecitorio sarà chiamato a votare il Bignami 2, indicato anche come Stabilicum. Da un lato interviene la ministra per le Riforme istituzionali Maria Elisabetta Alberti Casellati; dall’altro, in particolare, Riccardo Magi, segretario di +Europa. Magi, dopo aver mostrato un fac simile della scheda elettorale in formato maxi con la scritta “Il tuo voto non conta nulla”, viene espulso dall’aula proprio mentre l’ex presidente del Senato parla rivendicando la bontà della norma. La seduta viene sospesa e poi riprende rapidamente.

legge elettorale: novità e obiettivi annunciati

Secondo quanto emerge dagli interventi, l’impianto della maggioranza insiste sulla necessità di garantire stabilità al governo del Paese tramite nuove regole. Dalla parte delle opposizioni, invece, il nodo riguarda il metodo scelto: il dibattito insiste sull’idea di costruire un muro sia in Parlamento sia tra la gente per fermare una legge presentata come anticipo del premierato, o come meccanismo per attuarlo senza passare per una riforma costituzionale.

casellati: perimetro costituzionale e prerogative del presidente della repubblica

La ministra Casellati riscalda ulteriormente lo scontro rispondendo alle contestazioni. L’argomentazione dichiarata è che l’indicazione, da parte dei partiti, della persona proposta per l’incarico di presidente del Consiglio comprimerebbe il potere di nomina del capo dello Stato alterando gli equilibri costituzionali. A questa impostazione viene opposta una replica netta: la legge, nelle intenzioni espresse, parla chiaro perché le prerogative del presidente della Repubblica restano immutate secondo l’articolo 92 della Costituzione. La ministra sostiene inoltre che parlare di premierato sarebbe fuor d’opera e mira a distogliere l’attenzione da una legge elettorale costruita nel perimetro della Costituzione e delle sentenze della Corte costituzionale, senza derive autoritarie, orientata a favorire stabilità e piena rappresentatività delle Camere.

opposizioni: voto e partecipazione al centro del confronto

Le contestazioni non si limitano al tema del candidato premier nelle liste. Per Magi si tratterebbe di un colpo di Stato elettorale, definito anche “colpo di Stato mite” o “burocratico”, ritenuto tale per due motivi: la trasformazione di una minoranza del Paese in maggioranza in Parlamento tramite il premio di maggioranza e l’allontanamento dei cittadini dal voto. Il punto sulla distanza tra eletti ed elettori viene ribadito da vari deputati nel corso della discussione generale.

interventi dei deputati dell’opposizione sulla distanza tra cittadini e istituzioni

Federico Fornaro del Partito Democratico afferma che l’Italia avrebbe bisogno di una legge elettorale capace di ridurre il fossato tra eletto ed elettore, criticando l’impostazione su fuorisede, parità di genere, firme digitali e liste bloccate plurime, ritenute misure che allontanano gli elettori dal sistema. Roberto Giachetti, di Italia viva-Casa riformista, indica un effetto previsto: diminuire ulteriormente la partecipazione al voto. Carmela Auriemma del Movimento 5 stelle collega le scelte fatte all’aggravamento della distanza tra cittadini e istituzioni e della fiducia nella politica. Giulia Pastorella di Azione sostiene che per riavvicinare i cittadini al voto servirebbe consentire la scelta dei rappresentanti, mentre resterebbero sole liste bloccate senza preferenze.

legge elettorale: il nodo delle preferenze

Il tema divisivo indicato come “elefante nella stanza” riguarda le preferenze. In base alle parole riportate del capogruppo di Fratelli d’Italia alla Camera, Galeazzo Bignami, l’argomento potrebbe trovare soluzione tramite un emendamento unitario da presentare insieme agli alleati, includendo proposte per permettere agli italiani di indicare le preferenze. Viene richiamato anche il fatto che a sostenerle sia stata Giorgia Meloni, leader e presidente del Consiglio, e che esisterebbe tempo per una sintesi.

legge elettorale: calendario degli emendamenti e voto alla camera

I termini per la presentazione degli emendamenti scadono lunedì 29 giugno alle 12. Fonti della maggioranza riferiscono che potrebbero essere riaperti. La decisione spetterebbe alla riunione dei capigruppo di mercoledì 1 luglio, nella quale verrebbe stabilita la deadline per l’approdo in aula.

pregiudiziali di costituzionalità e possibile fiducia

All’approdo in aula si prevede il voto sulle pregiudiziali di costituzionalità presentate dalle opposizioni. Resta incerto se venga posta la fiducia. Bignami esclude la fiducia, dichiarando che esistano le condizioni per arrivare senza ricorrervi: anche in caso di atteggiamenti ostruzionistici, il regolamento consentirebbe l’approvazione senza fiducia entro la metà di luglio. L’esito finale resta comunque non definito.

premio di maggioranza e indicazione del candidato premier

La maggioranza, secondo quanto riportato, punta a un via libera alla Camera entro metà mese, con probabilmente lo stesso testo già approvato in commissione mercoledì. La proposta include: un premio di maggioranza di 70 seggi a Montecitorio e 35 al Senato per chi raggiunge il 42% dei voti; l’indicazione del candidato premier nella presentazione delle liste, salvo le prerogative del presidente della Repubblica; l’obbligo per alcune formazioni, come +Europa e Futuro nazionale, di raccogliere firme non digitali per presentarsi alle elezioni; il no al voto per i fuorisede.

legge elettorale: aula vuota, assenze e interventi in discussione generale

Il deputato del Pd Gianni Cuperlo anima la discussione generale sul Bignami bis, avviata in un’aula non piena. Il numero delle persone presenti diventa un elemento che domina parte degli interventi e del racconto. Il primo round si chiude con 17 iscritti a parlare. La presentazione delle pregiudiziali di costituzionalità dell’opposizione viene indicata come un rinvio probabilmente alla seconda settimana di luglio, mentre la capigruppo del 1 luglio fornirebbe indicazioni precise.

aula non piena: la polemica di cuperlo e le presenze in aula

Cuperlo usa l’ironia sul “costante brusio” proveniente dai banchi della maggioranza, sostenendo di riuscire a vedere meglio la situazione. La legge elettorale riempie giornali e telegiornali, mentre in Parlamento l’aula risulta poco affollata. Al momento dell’intervento della capigruppo dem Chiara Braga, si contano poco più di 10 deputati in aula. Oltre a Alessandro D’Urzi, la presenza viene segnalata anche per la ministra Elisabetta Casellati, la sottosegretaria Matilde Siracusano e il deputato di FdI e relatore Angelo Rossi, considerati presenti durante il dibattito.

partecipazione in discussione generale: conclusione del primo round

La discussione si struttura con un numero limitato di deputati della maggioranza iscritti a parlare e presenti durante l’apertura del confronto. Viene indicato che i nomi sono Alessandro D’Urzi di Fratelli d’Italia e Paolo Emilio Russo di Forza Italia, con aggiunta dei due relatori Nazario Pagano e Angelo Rossi. Nessun deputato viene segnalato per la Lega in questa fase, mentre il dibattito evidenzia l’asimmetria tra intensità del confronto e presenze in aula.

Personaggi e membri citati nel dibattito:

  • Maria Elisabetta Alberti Casellati
  • Riccardo Magi
  • Alessandro D’Urzi
  • Paolo Emilio Russo
  • Nazario Pagano
  • Angelo Rossi
  • Galeazzo Bignami
  • Federico Fornaro
  • Roberto Giachetti
  • Carmela Auriemma
  • Giulia Pastorella
  • Gianni Cuperlo
  • Chiara Braga
  • Elisabetta Casellati
  • Matilde Siracusano
  • Giorgia Meloni
Categorie: Politica

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