Israele spia gli Usa, report di 7 pagine e allarme per Trump
Le relazioni tra Stati Uniti e Israele entrano in una fase di crescente tensione, alimentata da nuove indiscrezioni riguardanti attività di controspionaggio. Secondo quanto riportato dall’emittente NbC, al Pentagono aumenta la preoccupazione per un presunto intensificarsi delle iniziative di spionaggio israeliane contro gli Stati Uniti. In parallelo, emergono indicazioni su un contesto politico e diplomatico già surriscaldato, con una telefonata infuocata tra il presidente Donald Trump e il premier israeliano Benjamin Netanyahu.
allerta pentagono per controspionaggio israeliano: livello massimo
Il timore degli Stati Uniti sarebbe legato al rischio di essere spiati da Israele. Il Pentagono, per far fronte a queste preoccupazioni, avrebbe recentemente innalzato il grado di allerta per il controspionaggio riguardante Israele da “principale alleato americano in Medio Oriente” al livello più alto della scala.
Nel quadro delineato dalle fonti, tra i funzionari statunitensi oggetto di attenzione da parte dei servizi israeliani figurerebbe anche Steve Witkoff, indicato come inviato speciale del presidente Trump e come negoziatore chiave per dossier che riguardano Medio Oriente, Ucraina-Russia e Iran.
telefonata tra trump e netanyahu: accuse e aumento della tensione
Le notizie, secondo la ricostruzione riportata, arrivano a pochi giorni di distanza da una telefonata tra Trump e Netanyahu. Durante il contatto telefonico, al premier israeliano sarebbe stata rivolta una contestazione pesante legata agli attacchi in Libano, con un’espressione attribuita al numero uno della Casa Bianca: “Sei un fottuto pazzo”. Tale scambio avrebbe contribuito a far salire la tensione nella regione.
documento di 7 pagine dia e valutazione “critica”
Secondo l’impostazione fornita da NbC, il quadro sarebbe definito da un documento di sette pagine, insieme a informazioni provenienti da due funzionari statunitensi e da un ex funzionario statunitense. Nelle settimane precedenti, la Defense Intelligence Agency (Dia) del Pentagono avrebbe diffuso una nuova valutazione delle minacce di controspionaggio, collegata a crescenti tensioni tra Israele e Stati Uniti sulla strategia da adottare nella guerra con l’Iran.
In ambito interno, la Dia avrebbe diramato un messaggio che portava il livello di allerta per Israele a “critico”, indicato come il valore massimo previsto dalla scala. L’allarme riguarderebbe attività ritenute mirate alla raccolta di informazioni su personale militare e funzionari del governo USA.
perché l’allerta sale: obiettivo su deliberazioni e processi decisionali
La designazione a livello critico si fonderebbe su timori interni al Pentagono secondo cui Israele starebbe compiendo sforzi per monitorare funzionari statunitensi di alto livello. L’obiettivo sarebbe ottenere elementi relativi alle deliberazioni interne e al processo decisionale dell’amministrazione Trump in merito ai conflitti in Medio Oriente.
Nel documento di sette pagine, oltre a un grafico, si afferma che la capacità di Israele di svolgere attività di spionaggio umano e di raccolta di informazioni tecniche si troverebbe a un livello “critico”. La valutazione includerebbe anche una serie di episodi considerati utili ad alimentare le preoccupazioni degli Stati Uniti.
funzionari statunitensi indicati come sorvegliati
Le indiscrezioni riportate da NbC menzionano, tra i funzionari americani oggetto di attenzioni da parte dei servizi israeliani, Steve Witkoff. Accanto a lui sarebbero citati il sottosegretario alla Difesa Elbridge A. Colby e uno dei suoi principali collaboratori, Michael P. DiMino IV, secondo quanto emerso da rapporti dell’intelligence americana ripresi dal New York Times.
israele respinge le accuse: intelligence solo contro attori ostili
L’ambasciata israeliana a Washington avrebbe respinto le notizie, qualificandole come “completamente false”. In una nota richiamata da Haaretz, la rappresentanza diplomatica israeliana avrebbe affermato che Israele non condurrebbe operazioni di raccolta di informazioni a danno degli Stati Uniti e che le proprie attività di intelligence sarebbero rivolte esclusivamente ad attori ostili.
Secondo la posizione attribuita all’ambasciata, le accuse si baserebbero su informazioni inesatte oppure su motivazioni politiche.
personalità coinvolte nelle ricostruzioni
- Donald Trump
- Benjamin Netanyahu
- Steve Witkoff
- Elbridge A. Colby
- Michael P. DiMino IV