Iran usa news oggi: escalation nel golfo, missili su Kuwait e Bahrein

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Iran usa news oggi: escalation nel golfo, missili su Kuwait e Bahrein

La notte del 3 giugno 2026 ha segnato una nuova escalation tra Iran e Stati Uniti nel Golfo Persico, mentre restano incerti gli sforzi diplomatici per una de-escalation regionale. Washington e Teheran si accusano reciprocamente di nuove azioni militari, in uno scambio di attacchi definito tra i più gravi dall’entrata in vigore del cessate il fuoco dello scorso aprile.

escalation iran-stati uniti nel golfo persico

Le forze armate iraniane hanno rivendicato attacchi missilistici e con droni contro obiettivi militari americani nella regione. Tra le sedi indicate rientra la sede della V Flotta USA in Bahrein. Secondo Teheran, tali azioni sarebbero state una risposta a raid statunitensi condotti sull’isola iraniana di Qeshm.

accuse incrociate su qeshm e bahrein

Da parte iraniana, attraverso una nota attribuita ai Guardiani della Rivoluzione e rilanciata dai media di Stato, viene riferito che gli Stati Uniti avrebbero colpito una torre per le telecomunicazioni dell’IRGC nel sud di Qeshm. Nello stesso quadro, è stata citata una petroliera battente bandiera del Botswana diretta verso il terminal petrolifero iraniano di Kharg.

Il Comando Centrale USA (Centcom) smentisce la ricostruzione iraniana e sostiene che la nave non avrebbe rispettato il blocco imposto da Washington ai porti iraniani, affermando che sarebbe stata “neutralizzata”.

Teheran, a sua volta, dichiara di aver risposto colpendo con missili e droni una base aerea statunitense nella regione e il quartier generale della V Flotta in Bahrein. L’IRGC afferma inoltre di aver colpito la nave “Panaya” e avverte che qualsiasi minaccia alla sicurezza dello Stretto di Hormuz comporterà per le forze americane un “prezzo elevato”.

attacchi su kuwait e risposta degli stati uniti

L’IRGC rivendica il lancio di almeno dieci missili balistici contro il Kuwait, definendo l’operazione una “prima risposta”. L’organizzazione iraniana aggiunge che eventuali ulteriori azioni statunitensi sarebbero seguite da una rappresaglia “diversa e più severa”.

Washington respinge le rivendicazioni. Secondo il Centcom, tutti gli attacchi contro le forze americane sarebbero falliti: due missili diretti verso il Kuwait sarebbero caduti prima di raggiungere i bersagli oppure si sarebbero disintegrati in volo. Per quanto riguarda Bahrein, tre missili diretti verso l’area sarebbero stati intercettati dalle difese aeree statunitensi e bahreinite.

Il comando americano riferisce anche che una successiva ondata di droni iraniani diretta verso le forze USA di stanza in Kuwait sarebbe stata abbattuta senza causare vittimedanni.

segnalazioni regionali non confermate

Nel racconto dei media iraniani compaiono anche riferimenti a esplosioni udite a Erbil, nel Kurdistan iracheno, e all’attivazione delle sirene d’allarme in Arabia Saudita. Al momento, viene indicato che non risultano conferme indipendenti di tali segnalazioni.

trattative in corso e condizioni per la riapertura di hormuz

Le nuove tensioni arrivano in un momento delicato sul fronte diplomatico. Dopo indiscrezioni sulla sospensione dei colloqui tra Teheran e Washington, diversi media iraniani sostengono ora che i negoziati siano ancora in corso.

Sul piano statunitense, il presidente Donald Trump ha dichiarato ad ABC News di ritenere possibile entro la prossima settimana un accordo per la riapertura dello Stretto di Hormuz e per il prolungamento del cessate il fuoco con l’Iran.

segnali di tensione israelo-americana

Anche sul fronte israelo-americano emergono indicazioni di crescente attrito. Il premier Benjamin Netanyahu ha ribadito che le operazioni nel sud del Libano proseguiranno “come previsto”. La dichiarazione arriva poche ore dopo che Trump aveva assicurato che le forze israeliane non avrebbero avanzato verso Beirut.

Secondo diverse fonti, una recente telefonata tra i due leader sarebbe stata particolarmente tesa.

personaggi citati

  • Donald Trump
  • Benjamin Netanyahu
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