Iran usa accordo stop alla guerra trump annuncia firma cosa succede oggi se non si riparte
Il confronto tra Iran e Stati Uniti entra nella fase conclusiva con il conto alla rovescia per la firma a distanza di un memorandum d’intesa sullo stop alla guerra. Nelle ultime ore si sono rincorse ricostruzioni sui tempi e sui contenuti della piattaforma digitale, mentre Teheran continua a mostrare resistenze su una chiusura immediata. Sullo sfondo restano le dichiarazioni di Donald Trump, le informazioni provenienti dal Pakistan e le precisazioni del governo iraniano sui limiti del documento.
memorandum iran usa: countdown per la firma a distanza
È stato avviato il conto alla rovescia verso la sottoscrizione del memorandum d’intesa tra Iran e Usa, prevista a distanza. Le notizie delle ultime ore hanno riguardato tempi della firma digitale e contenuti del documento, con Teheran che, secondo quanto riportato, risulta restia a una firma immediata. In questo scenario, le affermazioni di Donald Trump indicano una chiusura ravvicinata, mentre restano aperte divergenze sulla data effettiva della sottoscrizione.
donald trump: firma del memorandum e critica al j c p o a
Donald Trump ha collegato l’evoluzione dell’intesa a una tempistica “imminente” e ha fatto riferimento a una sequenza precisa: la firma dell’accordo con l’Iran sarebbe prevista “domani” e, subito dopo, lo Stretto di Hormuz sarebbe “aperto a tutti”. Nel comunicare la propria posizione, il presidente Usa è intervenuto criticando il Jcpoa, l’accordo sul nucleare firmato nel 2015 dall’allora presidente Barack Obama con Teheran, sostenendo che il patto avrebbe aperto la strada agli ayatollah verso l’arma nucleare.
firma e impostazione dell’intesa: “muro contro l’arma nucleare”
Trump ha presentato il proprio accordo come l’esatto opposto del Jcpoa, definendolo un “muro contro l’arma nucleare”. Secondo le sue parole, gli iraniani non vogliono e non avranno un’arma nucleare.
assenza di scambi di denaro e trattamento dell’uranio
Nel quadro descritto da Trump, è stata sottolineata una differenza rispetto alle precedenti intese: non ci sarebbe alcuno scambio di denaro, anche richiamando l’ammontare citato da Obama, includendo 1,7 miliardi di dollari in contanti. Trump ha inoltre affermato che, quando la situazione sarebbe “calma”, gli Usa entrerebbero per recuperare la “polvere nucleare” indicata come uranio arricchito al 60% vicino alla soglia per uso militare, sepolta in profondità sotto montagne di granito, grazie ai bombardieri B-2 e ai loro equipaggi. Il materiale, secondo quanto dichiarato, verrebbe diluito e distrutto sia in Iran sia negli Stati Uniti, auspicando un processo rapido e senza intoppi, con l’indicazione di un’“alternativa definitiva” in caso contrario.
pakistan e sharif: intesa di pace più vicina e firma elettronica
Sul fronte regionale, il Pakistan ha assunto un ruolo rilevante nella mediazione tra Teheran e Washington. In giornata, in un post su X, il primo ministro pakistano Shehbaz Sharif ha annunciato che Iran e Usa sarebbero più vicini che mai a un accordo di pace. Sharif ha indicato una finalizzazione entro le prossime 24 ore, con la preparazione della firma elettronica dell’intesa immediatamente dopo, seguita da colloqui a livello tecnico la settimana successiva.
ringraziamenti e base per una pace duratura
Sharif ha espresso ringraziamenti agli Stati Uniti e alla Repubblica Islamica dell’Iran per l’impegno durante i negoziati e ha esteso un apprezzamento ai partner regionali per il sostegno. Secondo quanto riportato, il governo pakistano si dichiara fiducioso che l’accordo storico possa costituire una solida base per una pace duratura. Il post di Sharif è stato rilanciato su Truth dal presidente degli Stati Uniti.
teheran: memorandum non definitivo e attenzione alla fine della guerra
Secondo la posizione di Teheran, il memorandum d’intesa mediato dal Pakistan non sarà firmato oggi. Lo ha spiegato il portavoce del ministero degli Esteri iraniano Ismail Baghaei, chiarendo che l’obiettivo immediato dell’intesa è consolidare la fine del conflitto.
baghaei: principio generale e cessazione delle ostilità
Baghaei, parlando a Hamedan e citato dall’agenzia Irna, ha affermato che il documento non è un accordo definitivo tra Iran e Stati Uniti, ma un’intesa che definisce i principi generali per risolvere le controversie e per sancire la cessazione delle ostilità. Nella stessa ricostruzione, è stato indicato che, considerate le esperienze precedenti, la fase in corso concentra l’attenzione sulla fine della guerra su tutti i fronti, incluso il Libano, con la decisione di non discutere la questione nucleare.
questione nucleare entro 60 giorni e difficoltà negoziali
Baghaei ha confermato che il dossier atomico sarà affrontato entro i successivi 60 giorni. Il portavoce ha ricordato che il processo negoziale è iniziato circa due mesi fa con la mediazione del Pakistan e ha proseguito dopo il cessate il fuoco del 10 aprile. La trattativa avrebbe incontrato difficoltà attribuite alle “posizioni contraddittorie” assunte, secondo Teheran, dall’amministrazione americana.
sicurezza della navigazione e stretto di hormuz tra i temi
Tra gli argomenti già trattati nei colloqui figurano la sicurezza della navigazione commerciale iraniana e le questioni legate allo Stretto di Hormuz. Per quanto riguarda i tempi della firma, Baghaei ha spiegato che non è stata fissata una data, aggiungendo che, anche se non avverrà domani, non si può escludere che avvenga nei prossimi giorni.
guardie rivoluzionarie e scenario della firma: “test per il team negoziale”
In serata, l’Iran ha lasciato intendere nuovamente che la firma non avverrà oggi. Il Corpo delle Guardie Rivoluzionarie Islamiche ha scritto su Telegram che la cosiddetta “insolita insistenza” di Trump rappresenterebbe un “test per il team negoziale iraniano”. Nel messaggio è stato sottolineato che l’annuncio del presidente Usa arriverebbe nonostante i negoziatori iraniani abbiano dichiarato che il memorandum non è ancora finalizzato e che la firma di domenica sarebbe da escludere.
propaganda e coincidenza con il 14 giugno
Secondo quanto riportato, le Guardie Rivoluzionarie avrebbero insinuato che Trump intendesse far coincidere la firma con il proprio compleanno, 14 giugno, per trasformarla in un evento di propaganda personale, secondo le ricostruzioni diffuse da SkyNews.
delegazione iraniana in pakistan e colloqui tecnici
Una delegazione iraniana, che include il ministro degli Esteri Abbas Araghchi, sarebbe attesa oggi in Pakistan, secondo fonti arabe citate da Al-Arabiya. In base a tali indicazioni, la delegazione supervisionerebbe i colloqui tecnici relativi all’accordo con gli Stati Uniti. È stato inoltre precisato che la squadra negoziale iraniana non ha in programma viaggi a Ginevra o in altre sedi nei prossimi giorni. In parallelo, Baghaei ha ribadito che non sono stati definiti nuovi spostamenti imminenti. L’emittente francese BFMtv ha riferito che un incontro diretto tra due personalità di alto livello statunitensi e iraniane dovrebbe tenersi la settimana successiva in Svizzera.
reazioni internazionali: israeliani e britannici al centro delle dichiarazioni
L’annuncio di Trump ha prodotto reazioni politiche e di sicurezza. In Israele, il primo ministro Benjamin Netanyahu avrebbe convocato una riunione del gabinetto di sicurezza. Nel frattempo, secondo quanto riportato, Yair Lapid ha commentato su X sostenendo che il “regime” sopravvive, il programma missilistico resta attivo e l’Iran può ricostruire il programma nucleare. Lapid ha definito l’esito un fallimento e ha accusato Netanyahu di condurre il paese verso uno scenario di dipendenza in ambito di sicurezza nazionale.
israele: termini del memorandum e condizioni attribuite a teheran
Funzionari israeliani citati da Canale 12 avrebbero affermato che i termini del memorandum d’intesa mettono a repentaglio gli interessi di sicurezza di Israele e che Washington avrebbe accettato le principali condizioni poste da Teheran.
starmer e sostegno all’intesa: navigazione libera e contatto con uk
Nel Regno Unito, il primo ministro britannico Keir Starmer avrebbe parlato ieri con Donald Trump. Secondo quanto comunicato dal governo di Londra, Starmer ha espresso sostegno agli sforzi del presidente Usa per porre fine al conflitto con l’Iran, evidenziando l’importanza di garantire che qualunque intesa porti a una pace duratura e stabile. Starmer ha ribadito la disponibilità del Regno Unito a sostenere l’attuazione dell’accordo e a collaborare con i partner internazionali per il successo. Entrambi i leader avrebbero convenuto sulla necessità di ripristinare la libertà di navigazione per ridurre gli impatti economici segnalati a livello globale, con l’intenzione di restare in stretto contatto e confrontarsi in occasione del vertice del G7 della settimana successiva.
firma virtuale: motivazioni operative e riduzione dei rischi
I piani per la firma virtuale del memorandum d’intesa tra Iran e Stati Uniti sarebbero stati messi a punto negli ultimi giorni con l’obiettivo di consolidare rapidamente l’accordo ed evitare intoppi dell’ultimo minuto. La scelta della firma a distanza sarebbe legata a esigenze operative collegate al completamento del processo senza interferenze nel passaggio finale.
personalità citate
- donald trump
- shehbaz sharif
- ismail baghaei
- abbas araghchi
- benjamin netanyahu
- yair lapid
- keir starmer