Iran Usa 12 miliardi sbloccati ma Teheran dice no agli ispettori nucleari
L’Iran ha comunicato la chiusura del primo round di colloqui con gli Stati Uniti, tenuti in Svizzera, concentrati sull’attuazione del Memorandum d’intesa sottoscritto la settimana precedente. La trattativa avanza su più fronti, con decisioni operative su gruppi di lavoro, prospettive di sblocco finanziario e nodi particolarmente sensibili che coinvolgono dossier nucleari, gestione dello Stretto di Hormuz e scenari regionali, inclusi i negoziati tra Libano e Israele.
colloqui usa-iran in svizzera: gruppi di lavoro e percorso operativo
Secondo quanto riportato dall’agenzia di stampa statale iraniana Irna, citando il viceministro degli Esteri Kazem Gharibabadi, i negoziatori hanno stabilito la creazione di quattro gruppi di lavoro: Cessazione delle sanzioni, Affari nucleari, Ricostruzione e sviluppo economico e Monitoraggio e attuazione.
sblocco fondi iraniani congelati: 12 miliardi divisi in due tranche
Il capo negoziatore iraniano Mohammad Bagher Ghalibaf ha riferito che con gli Stati Uniti sarebbe stato raggiunto un accordo per lo sblocco di 12 miliardi di dollari di fondi iraniani precedentemente congelati. La cifra verrebbe ripartita in due tranche da 6 miliardi.
vincoli sulla prima tranche e condizionamenti per gli acquisti
Il governatore della Banca Centrale dell’Iran Abdolnasser Hemmati, secondo quanto riferito da Al Arabiya, ha precisato che Teheran non sarebbe tenuta ad acquistare prodotti agricoli dagli Stati Uniti in base al memorandum d’intesa, smentendo quanto dichiarato dal vicepresidente americano J.D. Vance.
Hemmati ha indicato che la prima tranche di 6 miliardi sarebbe impiegata in conformità con i termini di un accordo di scambio di prigionieri del 2023, che limiterebbe la spesa per beni di prima necessità e medicinali.
Il governatore ha aggiunto che l’Iran acquisterà prodotti agricoli statunitensi solo qualora offrano prezzi e qualità superiori rispetto alle alternative disponibili. Per quanto riguarda la restante parte, inclusa la seconda tranche da 6 miliardi, così come tutti gli altri fondi congelati, Hemmati ha spiegato che non verrebbero imposti vincoli ristretti alle sole materie prime di base: i fondi restanti potrebbero essere impiegati anche per l’acquisto di altri prodotti non soggetti a sanzioni.
nucleare e visite ispettive: tensione tra teheran e dichiarazioni usa
Le prime ore della giornata successiva hanno visto l’Iran rimettere in discussione alcuni esiti annunciati dagli Stati Uniti. Il portavoce del Ministero degli Esteri iraniano Esmaeil Baghaei ha dichiarato che la Repubblica islamica non avrebbe intenzione di permettere agli ispettori dell’Agenzia Internazionale per l’Energia Atomica (Aiea) di visitare siti nucleari bombardati durante la guerra.
Baghaei ha così contraddetto le affermazioni di J.D. Vance, secondo cui i negoziati in Svizzera avrebbero portato a un’intesa per consentire le visite da parte dell’Aiea presso i siti iraniani.
gestione dello stretto di hormuz: coordinamento, linee dirette e sicurezza della navigazione
Un capitolo considerato molto delicato riguarda la gestione dello Stretto di Hormuz. Ghalibaf ha sottolineato che la gestione dell’area non tornerebbe a essere identica a quella precedente al conflitto: le norme internazionali sarebbero comunque rispettate, ma sarebbe l’Iran a gestire la tratta.
Nel quadro dei colloqui con gli Stati Uniti, Ghalibaf ha dichiarato che sarebbe stato concordato un meccanismo di coordinamento che includerebbe una linea diretta e un centro di contatto da utilizzare in caso di ambiguità o controversie sul traffico marittimo.
Secondo quanto riportato, durante un periodo di 30 giorni le parti potrebbero mantenere un coordinamento ravvicinato, richiamando l’articolo 5, affinché le navi possano attraversare lo Stretto in modo più sicuro ed efficiente. L’obiettivo indicato riguarda il miglioramento dei flussi, l’aumento dei volumi di traffico e l’impulso all’economia regionale e a quella globale.
delegazione iraniana in oman: incontri per il nuovo meccanismo di hormuz
Terminata la tappa svizzera, la delegazione iraniana è ripartita verso Muscat, in Oman. Il gruppo comprende Ghalibaf e il ministro degli Esteri Abbas Araghchi. La delegazione ha incontrato alti funzionari, tra cui il ministro degli Esteri Badr al Busaidi, per discutere l’istituzione di un nuovo meccanismo finalizzato alla gestione congiunta dello Stretto di Hormuz.
La televisione di Stato iraniana ha indicato che Teheran intende evidenziare come la gestione della via navigabile non sarebbe la stessa di prima dell’attacco israelo-americano all’Iran.
libano e negoziati con israele: sessione a washington e proposta di progetto pilota
Oltre allo scenario dello Stretto, il Libano rappresenta un altro dossier ad alta tensione. A Washington oggi si aprirebbe la quinta sessione di negoziati diretti tra Beirut e Tel Aviv.
proposta israeliana: ritiro parziale supervisione americana
Secondo la televisione israeliana Channel 12, Israele intenderebbe proporre un progetto pilota di ritiro parziale da una porzione limitata del Libano meridionale, area in cui l’esercito di Beirut entrerebbe con supervisione americana.
Una fonte all’emittente avrebbe dichiarato che sarebbero arrivate mappe per stabilire quale porzione dell’area del progetto pilota si collochi a sud del fiume Litani, quindi a sud della Linea Gialla.
posizione di masoud pezeshkian: libano incluso nel processo di pace
Il presidente iraniano Masoud Pezeshkian, in una conversazione telefonica con l’omologo turco Recep Tayyip Erdogan ieri sera, ha affermato che il Libano dovrebbe essere incluso nel processo di pace tra Iran e Stati Uniti e che Israele non dovrebbe avere più diritto a bombardare il Libano e la Palestina.
Pezeshkian ha inoltre aggiunto che l’efficacia dei colloqui dipenderebbe dal pieno impegno verso gli obblighi concordati e dalla loro attuazione precisa, sostenendo che i progressi sarebbero misurati dal rispetto reale delle responsabilità assunte.
cessate il fuoco in libano: meccanismo di monitoraggio usa e aggiornamenti in tempo reale
Gli Stati Uniti hanno istituito un meccanismo di monitoraggio per il fragile cessate il fuoco in Libano, dato che le violazioni ripetute da parte di Israele e Hezbollah avrebbero più volte minacciato il fallimento dei negoziati. Secondo CNN, il segretario di Stato Marco Rubio avrebbe parlato con il premier israeliano Benjamin Netanyahu e con il presidente libanese Joseph Aoun per consolidare il cessate il fuoco e i futuri colloqui.
centcom e raccolta informazioni sui combattimenti
Un funzionario citato dall’emittente ha spiegato che, in seguito a tali conversazioni, gli Stati Uniti avrebbero avviato il monitoraggio tramite il Centcom (Comando Centrale degli Stati Uniti). L’obiettivo sarebbe garantire ai decisori politici informazioni accurate e in tempo reale sui combattimenti in Libano.
posizioni su ritiro israeliano e ruolo di hezbollah: dichiarazioni di smotrich e qamati
Nell’ambito del quadro politico israeliano, l’ala più estremista del governo avrebbe indicato che Israele intenderebbe mantenere le proprie forze armate nel paese dei cedri. Secondo quanto riportato, Tel Aviv non ritirerebbe le forze militari dal sud del Libano finché Hezbollah esisterebbe in Libano e finché tale governo resterebbe al potere.
Il ministro delle Finanze Bezalel Smotrich, interpellato sulla possibilità di pressioni statunitensi affinché il ritiro avvenga in conformità con richieste iraniane nel contesto di negoziati Usa-Teheran, avrebbe collegato la continuità delle operazioni alla necessità di smantellare Hezbollah. Smotrich ha definito Hezbollah un’organizzazione terroristica, affermando che dovrebbe essere eliminata dal governo libanese e non dovrebbe avere forza militare o capacità di minacciare lo Stato di Israele, condizione indicata come necessaria per discutere nuovi accordi di sicurezza.
Parallelamente, Hezbollah avrebbe mantenuto una linea di massima prontezza. Mahmoud Qamati, vice capo del consiglio politico del Partito di Dio, ha dichiarato che l’organizzazione rimarrebbe in stato di massima allerta e pronta ad affrontare qualsiasi violazione da parte del regime israeliano.
personaggi citati nei colloqui e negli scenari regionali
Tra le figure menzionate compaiono diversi protagonisti della diplomazia e delle posizioni politico-militari connesse ai negoziati:
- Kazem Gharibabadi
- Mohammad Bagher Ghalibaf
- Abdolnasser Hemmati
- J.D. Vance
- Esmaeil Baghaei
- Abbas Araghchi
- Badr al Busaidi
- Masoud Pezeshkian
- Recep Tayyip Erdogan
- Marco Rubio
- Benjamin Netanyahu
- Joseph Aoun
- Bezalel Smotrich
- Mahmoud Qamati
