Iran accordo vicino: trump punta alla firma entro weekend o lunedì

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Iran accordo vicino: trump punta alla firma entro weekend o lunedì

Un possibile passo decisivo tra Stati Uniti e Iran prende forma con tempi ravvicinati e contenuti già discussi in modo articolato. Donald Trump ha descritto come “molto positivo” il messaggio del ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi, secondo cui l’intesa sarebbe più vicina che mai. Sul versante iraniano si ribadisce che le fasi conclusive dei negoziati sono in corso e che la firma iniziale potrebbe arrivare da remoto nei prossimi giorni, mentre l’assetto complessivo dell’accordo viene collegato a revoche, ritiri e gestione di delicati snodi strategici.

accordo usa-iran: firma in arrivo tra weekend e lunedì

La firma dell’accordo tra Stati Uniti e Iran potrebbe essere trasmessa già nel weekend, oppure al più tardi lunedì. La conferma arriva da Donald Trump, che ha riportato al giornalista Barak Ravid di Axios la sua valutazione del messaggio ricevuto da Abbas Araghchi. Il presidente americano ha rilanciato su Truth le indicazioni del capo della diplomazia di Teheran, definendo il quadro molto favorevole e sottolineando che l’intesa non sarebbe mai stata così prossima.

Dal lato iraniano si mantiene un’impostazione orientata alle tempistiche finali: l’intesa risulterebbe ancora in fase di chiusura, con una firma iniziale da remoto attesa nei prossimi giorni. Parallelamente viene ribadito che alcuni aspetti, come il tema del nucleare, seguono un percorso separato.

abbas araghchi e la cornice della trattativa: fine della guerra e vantaggio sul campo

Abbas Araghchi ha descritto il momento come il migliore per porre fine alla guerra. Nella sua ricostruzione l’Iran si troverebbe “in vantaggio sul campo” e la conclusione del conflitto consoliderebbe una vittoria maturata dopo “40 giorni contro una superpotenza”. La retorica diplomatica viene accompagnata da accuse rivolte a Israele, indicato come attore interessato a far fallire un accordo vicino alla finalizzazione tra Iran e Stati Uniti.

Intervenendo alla televisione di Stato, Araghchi ha affermato che l’intesa avrebbe nemici, con un riferimento esplicito al “regime sionista” ritenuto orientato a cercare pretesti per sabotare il processo.

stretto di hormuz: gestione, sovranità e tariffe per i servizi

Un punto centrale riguarda la gestione dello Stretto di Hormuz. Secondo quanto chiarito dal ministro degli Esteri iraniano, la gestione dello spazio marittimo non tornerebbe al sistema precedente alla guerra. Saranno applicate tariffe obbligatorie per i servizi nello stretto, finora indicati come gratuiti.

Araghchi ha inoltre ribadito che non esiste alcun passaggio marittimo internazionale e che la sovranità appartiene a Iran e Oman. Queste indicazioni delineano una trasformazione delle regole di utilizzo dello spazio, collegata all’eventuale normalizzazione del quadro negoziale.

memorandum d’intesa: sblocco dei beni congelati e piano di ricostruzione

Il memorandum d’intesa viene presentato come uno strumento dedicato a sbloccare gli asset iraniani congelati all’estero. Araghchi ha dichiarato che nessuno degli asset dell’Iran potrà restare congelato. In parallelo è indicato l’elaboro di un piano di ricostruzione finalizzato a compensare i danni subiti dall’Iran.

blocco navale usa e sud del libano: revoca e ritiro previsti

revoca completa del blocco navale statunitense

La bozza di accordo includerebbe la revoca completa del blocco navale statunitense sui porti iraniani. Araghchi ha definito questo passaggio come “il primo punto” previsto nell’intesa, confermando che rappresenta una componente chiave della fase negoziale.

ritiro israeliano nel sud del libano

Nel quadro collegato alla fine della guerra viene indicato anche un ritiro di Israele dalle aree occupate nel sud del Libano. Araghchi ha dichiarato che nel linguaggio dell’accordo tale ritiro sarebbe stato esplicitamente indicato all’altra parte.

nucleare rinviato: seconda fase del memorandum

La questione del nucleare viene collocata in una fase successiva: Araghchi ha spiegato che l’intesa non sarebbe ancora definitiva e che il nucleare viene spostato alla seconda fase del memorandum. L’eventuale finalizzazione comporterebbe un impegno di chiarimento: se verrà finalizzato, il ministro iraniano afferma di voler spiegare ogni singola clausola.

svizzera come sede della firma: disponibilità e coordinamento

La Svizzera si è dichiarata disponibile a ospitare la possibile firma di un memorandum d’intesa, qualora concordato da tutte le parti. Il ministero degli Esteri elvetico ha riferito di un impegno pieno e di un coordinamento in corso con Stati Uniti e Iran.

Berna ha indicato di essere coinvolta nel sostegno al memorandum con l’obiettivo di consolidare la tregua e favorire una de-escalation tra Washington e Teheran. In questo scenario, la Svizzera ha proposto anche il proprio territorio come sede per una firma dell’accordo, nel caso in cui le parti raggiungano l’intesa.

figure citate

  • Donald Trump
  • Abbas Araghchi
  • Barak Ravid
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