Inflazione al 4,2% trump la ama numeri fantastici
Le parole di Donald Trump sul tema dell’inflazione hanno acceso l’attenzione mentre negli Stati Uniti i prezzi continuano a correre. Commentando i nuovi dati sui prezzi al consumo, il presidente ha minimizzato le preoccupazioni, sostenendo che i numeri siano “fantastici” e arrivando a prevedere un rapido crollo del costo della vita, collegandolo alla fine del conflitto con l’Iran. Sullo sfondo, però, restano i dati ufficiali e l’impostazione cauta dei mercati, mentre tra Stati Uniti ed Europa torna centrale la questione energetica.
inflazione negli usa: 4,2% annuo a maggio, sopra il 4%
I dati diffusi dal Dipartimento del Lavoro indicano che a maggio l’inflazione è salita al 4,2% su base annua, rispetto al 3,8% del mese precedente. Il livello supera la soglia del 4% ed è una dinamica che non si vedeva dall’inizio del 2023.
Nel commento, Trump ha risposto con una battuta alle preoccupazioni legate alla fiammata dei prezzi, affermando: “Lo adoro. I numeri sono fantastici”. Ha inoltre dichiarato che il costo della vita “crollerà come un macigno” una volta terminato il conflitto con l’Iran.
inflazione usa e rincari energetici: oltre il 60% dell’incremento
La crescita dei prezzi viene collegata soprattutto ai rincari energetici. Il quadro descritto attribuisce un ruolo chiave all’impatto della guerra in Medio Oriente, innescata in un contesto associato alle azioni di Trump e ai timori sulla sicurezza delle forniture petrolifere attraverso lo stretto di Hormuz.
Secondo il Dipartimento del Lavoro, oltre il 60% dell’incremento dell’inflazione continua a essere riconducibile all’energia. La componente energetica si riflette anche sul comportamento dell’inflazione core, ritenuta un indicatore più affidabile per l’andamento di fondo dei prezzi perché esclude alimentari ed energia.
inflazione core usa: 2,9% annuo e ritmo mensile in rallentamento
L’inflazione core è salita al 2,9% annuo, dal 2,8% di aprile. Sul fronte mensile, il dato si è fermato allo 0,2%, un valore inferiore rispetto alle attese.
indice prezzi al consumo mensile: +0,5% a maggio
Oltre alla misura annua, l’indice dei prezzi al consumo su base mensile mostra un incremento dello 0,5%, leggermente meno dello 0,6% registrato ad aprile. Questo scostamento viene letto come un possibile segnale di moderazione, con l’ipotesi che la fase più intensa dello shock energetico sia alle spalle, a condizione che il prezzo del greggio non torni a crescere rapidamente.
reazione dei mercati: attese sulla fed e tassi invariati
La reazione dei mercati è risultata prudente. Gli investitori indicano come scenario probabile il mantenimento dei tassi di interesse invariati nella prossima riunione della Federal Reserve. In parallelo, viene sottolineato un orientamento verso la riduzione delle aspettative di un allentamento monetario imminente.
Il contesto macroeconomico include anche segnali di tenuta: a maggio l’economia americana avrebbe creato 172 mila posti di lavoro, dato citato come evidenza della capacità di resistenza.
crisi energetica e tassi in europa: attesa per la bce
La questione energetica torna a influenzare il dibattito anche in Europa. Gli investitori guardano alle prossime mosse della Banca centrale europea, attesa nella giornata di giovedì con una manovra che, secondo le indicazioni riportate, porterebbe i tassi dello 0,25% al 2,25%.
In base allo scenario delineato, si tratterebbe della prima volta in quasi tre anni con un rialzo nella traiettoria dei tassi.
