Infantino sfotte l italia 64 squadre o 208 soluzioni per qualificarsi
Gianni Infantino continua a spingere con decisione sulla trasformazione dei Mondiali: dopo il formato a 48 squadre, ora il dibattito si concentra su un’ulteriore espansione fino a 64 squadre. L’obiettivo si collega anche all’orizzonte del 2030, anniversario storico della manifestazione, con un progetto pensato per coinvolgere più territori e più federazioni. In parallelo, rimangono sullo sfondo elementi sportivi e organizzativi che definiscono l’attuale discussione, mentre il presidente FIFA sostiene la logica del maggiore coinvolgimento globale.
mondiali 2026 e proposta 64 squadre: il dibattito è già aperto
Nel momento in cui si discutono i Mondiali con partite previste tra tre Paesi e 48 squadre, emerge già la possibilità di un ulteriore ampliamento. La proposta viene collegata a una prospettiva di maggiore partecipazione complessiva, sostenuta dall’idea che un numero più alto di squadre qualificate aumenti l’interesse internazionale e il coinvolgimento del pubblico.
mondiali 2030: centenario e formula con tre continenti
La spinta verso il progetto più ampio si intreccia con l’edizione del 2030, indicata come quella del centenario, a un secolo di distanza dalla prima Coppa Rimet disputata in Uruguay. In questa cornice, Infantino avrebbe impostato un’edizione che coinvolgerà tre continenti e sei Paesi, descritta come un grande evento di dimensioni pari a un vero e proprio “Leviatano del pallone”.
piano organizzativo 2030: gare inaugurali e distribuzione del resto della competizione
La configurazione delineata per il centenario prevede un avvio con partite giocate tra Uruguay, Argentina e Paraguay. Il resto della competizione, secondo quanto indicato, si svolgerebbe tra Spagna, Portogallo e Marocco, mantenendo l’impostazione transcontinentale.
mondiali 2026: tra tre Paesi e 48 squadre, l’espansione resta un tema centrale
Il confronto attorno ai Mondiali si muove su un terreno ancora in evoluzione: per l’edizione successiva si parla di un contesto già articolato tra Usa, Canada e Messico, con 48 nazionali ai blocchi di partenza. Al tempo stesso, l’allargamento a 64 squadre viene presentato come scenario possibile, soprattutto perché la federazione sudamericana CONMEBOL spingerebbe in quella direzione.
ruolo CONMEBOL e impatto sull’adesione complessiva
La pressione dell’area sudamericana viene collegata alla percentuale di rappresentanza: un ampliamento a 64 squadre significherebbe includere circa il 30% delle nazionali affiliate alla FIFA. Nel ragionamento complessivo, ciò si traduce in maggiore estensione del torneo e maggiore ampiezza della platea partecipante.
infantino e la logica del potere: più squadre, più partite, più influenza
Infantino collega la propria impostazione a una dinamica di consenso e influenza: il formato più ampio avrebbe permesso a un numero maggiore di nazioni di qualificarsi, offrendo a Paesi con minori possibilità di accesso il passaggio ai Mondiali. La tesi viene riportata come una conseguenza diretta del modello adottato: più squadre porta a più partite, che a loro volta aumentano incassi e potere all’interno dell’intero sistema.
dal formato 48 al coinvolgimento globale fino a 2034
Il formato a 48 squadre viene indicato come un passaggio che ha favorito l’accesso di numerose realtà sportive. Nello stesso ragionamento, viene citato come, distribuendo l’edizione del 2030 su più aree geografiche, sarebbe stato anche possibile garantire ai “partner” dell’area mediorientale l’assegnazione dei Mondiali del 2034, coerentemente con la struttura di alleanze e sostegni.
intervista di infantino: 16 gironi e battuta sull’italia
Nel rispondere alle domande sul futuro del torneo, Infantino ha indicato che prima di ogni decisione occorre comprendere l’andamento della prima Coppa del Mondo a 48 squadre. In merito all’ipotesi di 64 squadre, ha dichiarato che con quel numero si arriverebbe a un quadro con stesso numero di partite rispetto a quello immaginato nel modello discusso, ma con maggiore partecipazione e più coinvolgimento globale.
gironi senza ripescaggio delle migliori terze
All’interno delle considerazioni viene richiamata l’esistenza di un progetto che prevede 16 gironi, specificando che il modello sarebbe senza ripescaggio delle migliori terze. Questo dettaglio definirebbe una differenza sostanziale nel modo in cui si arriverebbe alla fase successiva del torneo.
battuta sull’italia alla domanda sulla qualificazione
Durante un’intervista avvenuta all’ingresso dello stadio Azteca, è stato chiesto a Infantino se un ulteriore aumento delle squadre qualificate potesse favorire l’Italia nel ritorno ai Mondiali. La risposta è stata accompagnata da una battuta: “Vediamo se l’Italia si qualifica con 64 squadre, o forse dovrò metterne 208 per vedere se si qualificano”, chiudendo con una risata. Il riferimento si inserisce nel contesto di un dibattito più ampio sul numero di posti disponibili e sulle opportunità di accesso.
Personaggi citati:
- Gianni Infantino
- Nazionale azzurra (Italia)
- CazéTV (emittente brasiliana)
