Inchiesta urbanistica torre milano assolti tutti gli imputati: la sentenza

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Inchiesta urbanistica torre milano assolti tutti gli imputati: la sentenza

Il Tribunale di Milano ha chiuso il primo procedimento del filone giudiziario legato alla rigenerazione urbana con un verdetto netto: assoluzione piena per tutti gli otto imputati nel processo milanese relativo a Torre Milano. Al centro del dibattimento le contestazioni di abuso edilizio e lottizzazione abusiva, con una richiesta del pubblico ministero che prevedeva pene comprese tra 2 anni e 4 mesi e 1 anno.

tribunale di milano: assolti tutti gli otto imputati del caso torre milano

L’assoluzione è stata pronunciata dalla giudice monocratica Paola Braggion e ha suscitato un applauso in aula. La decisione chiude il primo processo riferito a una vicenda di urbanistica connessa alla ristrutturazione di Torre Milano, inserita tra i procedimenti che riguardano interventi riconducibili alla rigenerazione urbana.

Le motivazioni saranno depositate nei tempi indicati con una nota con cui il presidente del Tribunale Fabio Roia anticipa i contenuti che confluiranno nella sentenza.

processo torre milano: il verdetto “il fatto non costituisce reato”

Il cuore della decisione è rappresentato dalla formula “il fatto non costituisce reato”, che ha fatto venir meno l’impianto accusatorio nei confronti dei costruttori e dell’architetto coinvolti nel progetto. Secondo quanto emerge dalla ricostruzione fatta dalla nota, i capi contestati ruotavano attorno alla procedura seguita per realizzare l’intervento, descritto come alto oltre 87 metri.

La contestazione poneva l’accento sull’asserita illegittimità del titolo abilitativo: l’atto della Scia avrebbe consentito di procedere in presenza di un presupposto qualificato come nuova costruzione e non ristrutturazione, senza un previo piano attuativo. Proprio su questo punto, nella pronuncia, l’accusa non ha trovato accoglimento.

abuso edilizio e lottizzazione abusiva: contestazioni e ragionamento sulla responsabilità

All’impostazione accusatoria si collegavano anche le posizioni dei funzionari del Comune di Milano citati per rispondere penalmente. Il riferimento riguardava un’ipotizzata partecipazione nella forma del concorso doloso oppure della cooperazione colposa, connessa al rilascio di un titolo ritenuto illegittimo e alla redazione di una delibera dirigenziale che avrebbe reso possibile la costruzione in contrasto con norme statali, senza la predisposizione di un piano attuativo.

La nota del presidente del Tribunale spiega che, per tutti, è stata ritenuta mancante la componente necessaria a configurare la responsabilità penale. Si afferma che difetta l’elemento soggettivo, sia nella forma dolosa sia in quella colposa, tenuto conto delle interpretazioni emerse negli anni su più piani: la giurisprudenza penale, quella amministrativa e anche le pronunce della Corte Costituzionale più recenti.

pubblico ministero e decisione: richieste di condanna e esito del processo

Nel corso del procedimento la pm Marina Petruzzella aveva chiesto condanne con una forchetta compresa tra 2 anni e 4 mesi e 1 anno. Nonostante le richieste, l’esito si è tradotto in assoluzione per tutti gli otto imputati, con l’accoglimento in aula e l’indicazione, nella sintesi fornita, che gli imputati avrebbero agito seguendo le regole allora in vigore e in buona fede.

figure indicate nella nota: ruoli processuali e decisione

  • Marina Petruzzella (pm)
  • Paola Braggion (giudice monocratica)
  • Fabio Roia (presidente del Tribunale)
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