Inchiesta covid conte scrive a la russa e fontana pronto a farmi ascoltare
Una lettera formale, inviata ai presidenti di Senato e Camera, riaccende il confronto attorno alla commissione parlamentare d’inchiesta sul Covid. Giuseppe Conte, leader del Movimento 5 Stelle ed ex premier, chiede di essere audito in commissione e, una volta definita la data, annuncia l’intenzione di rassegnare le dimissioni da commissario, con l’obiettivo di ottenere il tempestivo reintegro dopo l’audizione.
giuseppe conte chiede l’audizione in commissione covid
La missiva è indirizzata ai presidenti delle due Camere, Ignazio La Russa e Lorenzo Fontana, con conoscenza anche al presidente della commissione d’inchiesta sul Covid, Marco Lisei. Conte ribadisce la volontà di partecipare all’audizione, specificando il passaggio procedurale legato alla sua posizione di componente della commissione.
Nel testo, Conte dichiara che, non appena saranno note le modalità dell’audizione e sarà concordata la data per presentarsi, farà pervenire immediatamente prima dell’audizione le dimissioni da componente della commissione.
dimissioni e reintegro dopo l’audizione
Conte precisa anche il principio di continuità del proprio ruolo. Dopo il completamento dell’audizione, dichiara di non intendere rinunciare alla funzione di componente della commissione. Per questo chiede al presidente della Camera di appartenenza, Lorenzo Fontana, di farsi garante affinché non vengano frapposti ostacoli al tempestivo reinsediamento in commissione una volta conclusa l’audizione.
conte ricostruisce i mancati riscontri da parte di lisei
La lettera richiama un arco temporale di quasi due anni: nell’ottobre 2024 Conte aveva scritto a Marco Lisei per comunicare la propria disponibilità a essere ascoltato nelle forme ritenute congrue. Il presidente del Movimento 5 Stelle afferma inoltre di aver riconfermato tale disponibilità intervenendo spontaneamente nel corso della quinta seduta della commissione, tenutasi il 15 ottobre 2024.
Secondo quanto riportato nella missiva, non sarebbe arrivata una risposta formale da parte di Lisei. Conte sostiene che, durante la seduta, Lisei si sarebbe limitato a valutare genericamente l’eventualità dell’audizione, senza fornire seguito concreto. Conte afferma inoltre di non aver revocato la disponibilità e di aver percepito, nel frattempo, un atteggiamento contrario o dilatorio rispetto al confronto in commissione.
richiesta di intercessione e timore di ostacoli procedurali
Conte dichiara di rimettersi ai poteri dei presidenti delle Camere, anche solo tramite forme di moral suasion, per ottenere l’audizione il più presto possibile, concordando la prima data utile. Nella lettera viene richiamata anche l’esistenza di incertezze riportate da agenzie di stampa nei giorni precedenti, in merito all’an e al modus procedendi dell’audizione.
Conte riferisce che alcune fonti avrebbero ipotizzato la necessità di interrogare le Giunte per il regolamento per superare eventuali perplessità e definire le modalità del passaggio.
garanzia della tutela delle istituzioni e delle giunte non convocate
Conte afferma di voler evitare che eventuali attacchi strumentali possano coinvolgere anche le Giunte per il regolamento. Nello stesso passaggio sostiene che, secondo quanto gli risulta, le giunte non risultano ancora convocate.
il richiamo alle critiche sui lavori della commissione
Nel testo emergono anche riferimenti alle lettere dei capigruppo delle opposizioni, citate come elementi già presenti e collegati alla contestazione della gestione dei lavori da parte di Lisei. Conte indica che, secondo le opposizioni, la conduzione della commissione sarebbe stata fazorosa e illegittima, con una violazione delle regole costituzionali e parlamentari a garanzia dei procedimenti.
Secondo la ricostruzione di Conte, sarebbe stato consentito a consulenti della commissione, indicati da Lisei e dalla sua parte politica, di procedere ad acquisire prove testimoniali in totale segretezza in un contesto definito come “commissariato di polizia”. Viene indicato che i rappresentanti dell’opposizione non sarebbero stati informati e non avrebbero potuto presenziare agli interrogatori.
assenza di rinuncia sulla richiesta di dimissioni di lisei
Conte sottolinea che la richiesta di essere audito non determina la rinuncia alla richiesta di dimissioni del presidente Lisei. Secondo quanto scritto, l’audizione dovrebbe tenersi davanti a un presidente di commissione imparziale e rispettoso delle regole. In assenza di tali condizioni, Conte dichiara di non voler restare “ostaggio” di una campagna denigratoria che, a suo dire, danneggerebbe le istituzioni parlamentari piegandole a interessi di parte.
fratelli d’italia e la risposta di conte sulla narrazione
Accanto al contenuto della lettera, Conte collega la propria iniziativa a una contestazione politica. Nella ricostruzione riportata, Fratelli d’Italia avrebbe tentato per settimane di costruire una narrazione falsa sul suo conto, arrivando a sostenere che Conte si sottragga ai lavori della commissione Covid.
Conte replica affermando che la verità sarebbe l’opposto: sostiene di aver chiesto da quasi due anni di essere ascoltato e di non aver ricevuto risposta. Per questo afferma di aver scritto ai presidenti delle Camere e di voler rendere pubblici i fatti contenuti nella lettera.
giuseppe conte, presidenti coinvolti e presidenza della commissione
La lettera mette al centro l’audizione di Conte e individua i destinatari istituzionali chiamati a garantire il rispetto delle procedure parlamentari.
- Giuseppe Conte
- Ignazio La Russa
- Lorenzo Fontana
- Marco Lisei
- Angelucci