Ilva, De Palma e Fiom: soldi pubblici spesi male, nazionalizzare come Francia e Regno Unito
La crisi dell’acciaieria Ilva riporta al centro la questione del ruolo dello Stato e della gestione della transizione industriale. In occasione dei 125 anni della Fiom, il segretario generale Michele De Palma rilancia la richiesta di un intervento pubblico per evitare il collasso dell’azienda, dopo una comunicazione del governo che segnala l’impossibilità di continuare a versare risorse nelle casse della società commissariata. Al contempo, la vendita resta in stallo, aumentando l’urgenza di decisioni concrete su investimenti e decarbonizzazione.
intervento dello stato per l’acciaieria Ilva, richiesta della fiom
Secondo la Fiom, la soluzione necessaria non è limitarsi alle risorse già previste, ma garantire un indirizzo pubblico capace di preservare la strategicità dell’acciaio. Michele De Palma sostiene che esista una sola linea di intervento adottata da governi con scelte considerate non rivoluzionarie. Il riferimento è alla decisione di nazionalizzare per assicurare la continuità produttiva e tutelare gli interessi industriali del Paese.
Nel quadro attuale, l’avvio di un percorso di stabilizzazione viene collegato a un cambiamento di gestione, soprattutto durante la fase di transizione legata al percorso di decarbonizzazione. La richiesta di intervento dello Stato nasce anche dal fatto che, dopo lunedì, il governo ha comunicato di non poter più versare denaro nelle casse dell’azienda quando si esauriranno i 349 milioni di euro del prestito ponte autorizzato dall’Unione Europea. In parallelo, la vendita risulta ferma.
nazionalizzazione come modello, riferimento a francia e gran bretagna
Nel suo ragionamento, De Palma richiama l’esperienza di altri Paesi. L’argomento riguarda una scelta già presente in precedenza nel dibattito industriale: l’ipotesi di un passaggio a Baku Steel era stata discussa lo scorso anno, ma l’impostazione del sindacato porta a sostenere un approccio diverso, centrato sulla presenza pubblica.
Il segretario generale indica che la via seguita da governi come Francia e Gran Bretagna sarebbe stata la nazionalizzazione. In quest’ottica, il contenuto attribuisce a Macron e Starmer la decisione di intervento pubblico finalizzata a garantire la continuità strategica dell’acciaio nei rispettivi sistemi nazionali.
risorse pubbliche, critica sulla gestione e richiesta di equity
La posizione della Fiom si concentra anche sul tema della sostenibilità finanziaria e sulla responsabilità nella gestione delle risorse. De Palma rivolge una contestazione diretta al governo: invece di comunicare l’assenza di fondi pubblici, viene chiesto di chiarire se le risorse siano state gestite male.
Al centro della richiesta c’è un passaggio tecnico-finanziario: l’ingresso in equity. Secondo quanto dichiarato, ciò dovrebbe consentire la gestione della fase di transizione dell’azienda, con attenzione al processo di decarbonizzazione. La critica si traduce anche in un confronto temporale con l’operato dell’ultimo governo citato nel discorso.
decarbonizzazione e dri, nodo impianti e tempi di avvio
Nel merito della transizione, De Palma richiama l’esistenza di risorse con una destinazione specifica nel periodo associato al governo Draghi. Viene indicato che, con quel governo, sarebbero stati disponibili più di un miliardo per passare al Dri, descritto come l’impianto alla base di una produzione senza ciclo integrale.
La contestazione riguarda l’avanzamento del progetto: a oggi non sarebbe stata ancora posta una pietra per avviare la costruzione dell’impianto. L’assenza di un passaggio operativo viene quindi collegata alla necessità di sbloccare la gestione della transizione e di definire con rapidità l’impostazione futura dello stabilimento.
michele de palma, fiom e posizionamento sulla crisi
Nel quadro delle rivendicazioni sindacali, Michele De Palma lega la richiesta di intervento dello Stato alla continuità produttiva, al finanziamento della transizione e alla garanzia della strategicità dell’acciaio. La posizione include il confronto con esperienze europee di nazionalizzazione e un’istanza di intervento finanziario pubblico per sostenere il percorso industriale.
- Michele De Palma
- Macron
- Starmer
- Draghi
- Urso