Ho distrutto la porsche: le chat dopo l’incidente che portò alla morte di matilde baldi
Una serie di messaggi privati torna al centro dell’indagine su uno schianto avvenuto sulla tangenziale di Asti, con conseguenze gravissime e la morte di Matilde Baldi. Le conversazioni, acquisite agli atti della Procura nell’ambito di un’inchiesta coordinata dalla magistratura, riportano elementi relativi sia allo stato d’animo dell’imprenditore astigiano Franco Vacchina nei giorni immediatamente successivi all’incidente, sia alle spiegazioni fornite riguardo alle dinamiche della serata.
chat acquisite agli atti dell’inchiesta su tangenziale di asti
Nei messaggi compare un riferimento all’incidente avvenuto poco prima e al contesto lavorativo che, nelle parole di Vacchina, rendeva la situazione “un po’ off”. Tra le comunicazioni riportate, emerge un passaggio inviato a un amico il 13 dicembre, a distanza di circa due giorni dal sinistro. In quel frangente l’imprenditore indicava l’intenzione di rimandare i piani per la cena, collegandola alla fase di caos legata al lavoro e all’accaduto.
matilde baldi: condizioni critiche e decesso tre giorni dopo
Al momento in cui viene scritto il messaggio, la giovane rimasta gravemente ferita nello schianto risulta ancora ricoverata in ospedale in condizioni definite disperate. Il decesso avviene tre giorni più tardi, circostanza che conferisce ulteriore peso temporale e procedurale alla ricostruzione degli eventi e alle comunicazioni dell’imprenditore nei giorni successivi alla tragedia.
Secondo la ricostruzione riportata, Matilde Baldi si trovava a bordo di una utilitaria guidata dalla madre. L’auto rimase coinvolta nell’incidente che oggi costituisce il fulcro dell’indagine.
porsche e ipotesi di gara: ricostruzione e contestazioni dell’imprenditore
Gli inquirenti ipotizzano che Franco Vacchina, alla guida della propria Porsche, fosse impegnato in una gara di velocità con un’altra vettura dello stesso marchio. Questa lettura delle dinamiche, però, viene sempre respinta dall’imprenditore e risulta oggetto di contestazione anche nelle conversazioni private finite nel fascicolo.
messaggi su traffico e mancata competizione
In un passaggio riportato, Vacchina rivolge all’interlocutore una domanda netta sull’assunto della sfida: “come fai a credere che stessi facendo una gara”, ricordando che alle 20,15 il contesto sarebbe stato caratterizzato da traffico elevato, descritto come “con il traffico a palla”. L’imprenditore sostiene inoltre di non essere un pilota professionista di Formula 1, pur evidenziando un’esperienza pluriennale alla guida di Porsche.
In un’altra parte delle chat emerge la frase: “Non sono un pilota di F1”, unita al riferimento a “35 anni che guido Porsche” e alla mancata comprensione di come potesse essersi verificato quanto accaduto.
spiegazioni e tentativi di gestione delle conseguenze amministrative
Le conversazioni contengono anche riferimenti alle possibili ricadute amministrative dello schianto. Secondo quanto riferito, Vacchina avrebbe manifestato ad alcuni conoscenti l’intenzione di cercare una soluzione legata al “problema con la patente”, valutando persino la possibilità di contattare il prefetto.
focus investigativo: chiarire la dinamica della serata
Le chat sono considerate uno degli elementi su cui gli investigatori stanno lavorando per ricostruire le circostanze dello schianto e il comportamento dell’imprenditore nei giorni immediatamente successivi alla tragedia. L’obiettivo è verificare se la sera sulla tangenziale fosse davvero in corso una sfida ad alta velocità tra le due Porsche oppure se, secondo la versione di Vacchina, si sia trattato di una tragica fatalità.
franco vacchina: arresto e misura cautelare
Nel corso dell’inchiesta, Franco Vacchina viene arrestato e posto ai domiciliari. La misura cautelare risulta coerente con la necessità di approfondire quanto accaduto e con l’esame degli elementi raccolti dalla Procura, incluse le comunicazioni private riportate.
persone citate nelle comunicazioni e nelle ricostruzioni
- Franco Vacchina
- Matilde Baldi
- la madre di Matilde Baldi
