Gvir, perché l’Italia non lo sanziona: Tajani risponde, Pd: lo hanno già fatto sei Paesi europei

• Pubblicato il • 4 min
Gvir, perché l’Italia non lo sanziona: Tajani risponde, Pd: lo hanno già fatto sei Paesi europei

Durante il Question Time alla Camera dei Deputati, il Partito Democratico ha presentato un’interrogazione al Ministro degli Affari Esteri Antonio Tajani, concentrata sul tema delle sanzioni legate al ministro israeliano Ben-Gvir. Il nodo centrale riguarda l’assenza di un’intesa completa a livello europeo e il lavoro svolto dall’Italia per arrivare a una risposta comune.

question time: partito democratico chiede sanzioni a ben-gvir

Nel corso della discussione parlamentare, il Partito Democratico ha chiesto conto del motivo per cui l’Italia non abbia proceduto a sanzionare il ministro israeliano Ben-Gvir. La richiesta è stata rivolta direttamente al titolare della Farnesina, Antonio Tajani, con l’obiettivo di chiarire la posizione italiana rispetto alle misure nei confronti delle figure del governo israeliano.

tale obiettivo: tajani rivendica il lavoro per una risposta europea

Antonio Tajani ha risposto rivendicando che l’Italia avrebbe avuto un ruolo nel portare il tema delle sanzioni a ben-gvir all’interno del contesto europeo. Secondo quanto dichiarato dal ministro, l’azione italiana sarebbe stata impostata con modalità serie e orientata a ottenere una risposta comune a livello dell’Unione.

Il ministro ha riconosciuto che non è stata ancora raggiunta l’unanimità necessaria. Allo stesso tempo ha ribadito l’intenzione di continuare a insistere per arrivare all’obiettivo indicato, mantenendo il focus su un percorso condiviso in ambito europeo.

sanzioni e unanimità: il punto politico resta aperto

Secondo Tajani, la possibilità di procedere dipenderebbe dall’esistenza di una unanimità richiesta. Il ministro ha collegato il tema anche a una dimensione di responsabilità europea, sottolineando che sarebbe in gioco la dignità dell’Europa e la capacità di adottare scelte coerenti.

cornice ue: misure nazionali ammesse, quadro unionale ritenuto essenziale

Nelle parole di Tajani emerge anche la distinzione tra misure adottate su base nazionale e misure inquadrate nella cornice dell’Unione Europea. Il ministro ha indicato che esisterebbero Stati membri che avrebbero scelto di ricorrere a misure nazionali, aggiungendo che tali decisioni verrebbero rispettate.

La linea sostenuta, però, resta orientata al fatto che soltanto il quadro europeo, sia sul piano politico sia su quello giuridico, potrebbe produrre risultati considerati concreti ed efficaci. La cornice comune viene descritta come essenziale per l’impostazione dell’azione.

replica democratica: amendola cita paesi europei e critica l’idea di due stati

In risposta, Vincenzo Amendola ha richiamato l’esistenza di sei Paesi europei che avrebbero già adottato sanzioni nei confronti del ministro del governo Netanyahu. Oltre al tema sanzionatorio, Amendola ha collegato la questione a una critica più ampia riguardante la politica del governo israeliano, affermando che l’orientamento sarebbe volto a cancellare e distruggere l’idea di due popolo, due Stati.

sanzioni e contesto politico: due linee nella risposta

La replica di Amendola si sviluppa su un duplice binario: da un lato l’evidenza di chi avrebbe già adottato misure; dall’altro la contestazione della direzione politica attribuita al governo Netanyahu, riportata attraverso l’espressione legata alla prospettiva dei due stati.

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personalità citate nel contesto della discussione

  • Antonio Tajani
  • Vincenzo Amendola
  • Ben-Gvir
  • Netanyahu
Categorie: NewsPolitica

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