Gramiccioli scrive a ilaria cucchi: rimozione ideologica senza grazie ad alemanono?

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Gramiccioli scrive a ilaria cucchi: rimozione ideologica senza grazie ad alemanono?

Una lettera non convenzionale, inviata via Tik Tok, riaccende il racconto di un episodio legato al caso del fratello Stefano. Il reporter e narratore David Gramiccioli si rivolge alla senatrice di Avs Ilaria Cucchi, intrecciando memoria personale e richieste di chiarezza, con un richiamo esplicito al ruolo di Gianni Alemanno in un momento descritto come decisivo.

lettera via tiktok di david gramiccioli a ilaria cucchi sul caso stefano

Il messaggio si apre con un indirizzo diretto: “Cara senatrice Ilaria Cucchi”. Gramiccioli lega il concetto di memoria a una dimensione etica, affermando che la memoria rappresenta una virtù preziosa, soprattutto quando la giustizia e i diritti umani diventano una missione politica. Da qui prende avvio il ricordo di una giornata vissuta in prima persona, quando Stefano era morto da pochi mesi e il dolore della famiglia veniva definito ancora straziante.

Nel racconto, Gramiccioli precisa di essere la persona che accompagnò Ilaria Cucchi e i genitori, descrivendo di conservare un ricordo dolcissimo del padre. La scena viene collocata in Campidoglio, dove viene sottolineato l’atteggiamento di Gianni Alemanno, allora sindaco di Roma, presentato come colpito dalla sofferenza e determinato a fare ciò che era possibile.

gianni alemanno e la richiesta di piena luce sulla morte di stefano

Secondo la ricostruzione di Gramiccioli, durante un momento in cui erano presenti davanti a tutti, Alemanno avrebbe preso il telefono. Viene descritto l’avvio di contatti rapidi: prima viene chiamato Maurizio Gasparri e poco dopo sarebbe avvenuto il collegamento con Angelino Alfano, indicato come allora ministro della Giustizia nel Governo Berlusconi quater.

La lettera riporta che la conversazione sarebbe durata alcuni minuti, durante i quali Alemanno avrebbe spiegato la presenza della famiglia, illustrato la vicenda e chiesto al Guardasigilli di far sì che fosse fatta piena luce sulla morte di Stefano. La narrazione enfatizza l’idea che si tratti di un episodio reale e vissuto in prima persona.

memoria cancellata e timore di una rimozione

Gramiccioli afferma di non aver mai sentito ricordare quel gesto nel corso degli anni. Nel testo viene riportato un’impressione netta: come se l’episodio non fosse mai esistito, oppure come se fosse stato cancellato dalla memoria. Da qui si sviluppa l’auspicio che l’oblio non sia collegato a scelte determinate da appartenenze ideologiche, richiamando la possibilità di una rimozione.

La lettera collega l’azione attribuita ad Alemanno non a una logica di convenienza politica, ma a una motivazione definita in termini di umanità. Nella prospettiva del mittente, Ilaria Cucchi avrebbe costruito una nuova vita personale e politica trasformando il dolore in impegno pubblico; proprio per questo, l’autore evidenzia la sorpresa per una presunta dimenticanza di chi, in un momento drammatico, avrebbe teso la mano senza esitazioni.

impegno pubblico, gratitudine e diritti umani nella conclusione

La conclusione del messaggio richiama un principio di coerenza: la memoria, secondo l’impostazione di Gramiccioli, dovrebbe essere selettiva solo con riferimento al rancore, non con quello della riconoscenza. L’attenzione resta centrata su un gesto collocato nel tempo e attribuito a un ruolo preciso, descritto come determinante per chiedere chiarimenti sulla morte di Stefano.

personaggi citati nella lettera

Ilaria Cucchi, David Gramiccioli, Stefano, Gianni Alemanno, Maurizio Gasparri, Angelino Alfano

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