Francia e germania vogliono smantellare la diplomazia ue cosa significa e cosa cambia
Una possibile radicale revisione dell’assetto diplomatico dell’Unione europea sta emergendo dall’asse franco-tedesco. Secondo quanto riportato dal Financial Times, citando funzionari europei, nel quadro di una valutazione in fase di discussione tra Parigi e Berlino si prenderebbe in considerazione anche l’eliminazione del Servizio europeo per l’azione esterna (EEAS), cioè dell’intera struttura diplomatica delle istituzioni Ue.
eeas: ipotesi di eliminazione e riorganizzazione delle competenze
Il progetto, descritto come in fase di valutazione, riguarderebbe un confronto che andrebbe avanti tra Parigi, Berlino e altri Stati membri. Tra le misure poste sul tavolo figurerebbe la revoca dei poteri dell’Alta rappresentante Ue, Kaja Kallas, insieme alla redistribuzione delle competenze oggi gestite nell’ambito del servizio diplomatico europeo.
La proposta sarebbe motivata da un obiettivo di efficienza e risparmio: viene indicata una stima complessiva di circa 1 miliardo di euro da ottenere sommando interventi tra Commissione Ue e Stati membri. La struttura verrebbe inoltre considerata “disfunzionale”.
tempi, procedure e vincoli decisionali nei processi europei
Un intervento di questo tipo richiederebbe tempi molto lunghi e, soprattutto, il consenso unanime dei Paesi membri. L’eliminazione del servizio implicherebbe una revisione dei Trattati. In alternativa, per una modifica anche ampia delle competenze, si farebbe riferimento alla possibilità di procedere attraverso modifiche all’accordo già definito in sede di Consiglio Ue che disciplina l’organizzazione.
In ogni caso, una decisione resterebbe esposta al potere di veto di anche uno solo dei 27 Stati membri, rendendo il processo complesso e vincolato.
valore politico dell’ipotesi: autonomia strategica e sfiducia sulla leadership
Se l’indiscrezione fosse confermata, il tema avrebbe un impatto politico rilevante. L’impostazione segnalerebbe come, nonostante l’evocazione di una maggiore autonomia strategica, nel campo della diplomazia alcuni Stati membri—e in particolare i due più importanti—preferiscano mantenere il confronto a livello nazionale anziché pienamente comunitario.
Nel racconto emerge anche un sentimento di sfiducia nei confronti dell’Alta rappresentante Kaja Kallas. La designazione di Kallas rientra tra i quattro incarichi di vertice dell’Ue, affidati mentre la guerra tra Russia e Ucraina era nel vivo. L’ex primo ministro estone, secondo quanto riportato, avrebbe mostrato fin da subito un atteggiamento poco incline al dialogo con Mosca, sostenendo che “conosce solo il linguaggio della forza”.
pressioni per una risposta strutturale e timore di smembramento
Da quanto riferito, la valutazione partirebbe dall’idea che la questione non sia soltanto organizzativa ma strutturale, richiedendo una risposta strutturale. Una fonte al Financial Times avrebbe spiegato che tra le ipotesi contenute nella valutazione elaborata dal governo francese—condivisa con gli altri Stati membri—vi sarebbe anche una riduzione dell’autonomia di Kallas e un alleggerimento del suo controllo sulla rete di oltre 140 delegazioni diplomatiche gestite dall’EEAS nel mondo.
Le capitali risulterebbero irritate e orientate a ottenere uno strumento ritenuto più efficace per agire all’unisono sulla scena internazionale. In tale contesto viene richiamato un rischio concreto di smembramento dell’EEAS, considerato come possibile esito di una riforma.
riduzione dei costi e gestione delle sovrapposizioni con ministeri e commissione
La riforma punterebbe anche a ridurre i costi e a limitare le sovrapposizioni tra il servizio diplomatico europeo, i ministeri degli Esteri nazionali e la Commissione europea. Nel testo viene ricordato che la Commissione, guidata da Ursula von der Leyen, sarebbe da tempo in disaccordo con l’EEAS sulla guida della politica estera dell’Ue, con divergenze anche su dossier specifici come la situazione a Gaza.
kaja kallas nel quadro delle ipotesi di riforma
Le discussioni riportate collegano Kaja Kallas a una possibile riduzione del suo ruolo e del suo perimetro di controllo nell’ambito dell’azione esterna Ue:
- revoca dei poteri come misura contemplata nelle ipotesi
- riduzione dell’autonomia dell’Alta rappresentante tra le alternative considerate
- alleggerimento del controllo sulla rete di oltre 140 delegazioni gestite dall’EEAS
