Follini no bipolarismo muro contro muro rischio estremisti più estremi

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Follini no bipolarismo muro contro muro rischio estremisti più estremi

Le elezioni si avvicinano e, con esse, si accende un riflettore sulle reazioni del sistema politico di fronte a una candidatura percepita come fortemente divisiva. La traiettoria di consenso legata a Vannacci resta incerta: la sua presenza può generare effetti opposti e ogni indicazione proveniente dai sondaggi necessita di essere letta nel giusto contesto, senza trasformarsi in previsioni assolute. Al centro del ragionamento non c’è soltanto la misura del gradimento, ma l’osservazione delle risposte delle forze che compongono l’equilibrio politico.

consenso e reazioni delle forze politiche verso vannacci

Man mano che Futuro nazionale cresce nei sondaggi, i principali soggetti coinvolti tendono a spostarsi: dalla strategia alla tattica. Ogni attore cerca di valutare il vantaggio possibile, con interpretazioni che ruotano intorno alle mosse dell’altro campo. In questo scenario, la destra accusa il generale di perseguire il gioco della sinistra, mentre la sinistra fa emergere una lettura diversa, mostrando soddisfazione nell’idea che il prezzo ricada sulla destra.

Si inserisce anche l’idea, emersa in vari ambienti, che il generale possa reinquadrarsi nel centrodestra “ufficiale” oppure allontanarsene, con conseguenze operative che diventano parte della discussione politica. Sono ragionamenti considerati leciti, ma anche indicativi di un eccesso di tattica a scapito di una visione più ampia.

una contesa sempre più radicalizzata nel bipolarismo

La discesa in campo di una forza percepita come estremamente distante dal senso comune e poco conciliabile con sensibilità considerate condivise dovrebbe indurre a una riflessione più profonda sulla qualità dello scontro politico. Per mesi, il confronto pubblico viene descritto come in progressiva radicalizzazione: l’idea di condividere responsabilità di sistema, avvicinare i poli verso una zona centrale e lasciare dietro retoriche elettorali unilaterali viene interpretata come disdicevole quasi per tutti, sia a destra sia a sinistra.

Ne risulta un bipolarismo che si presenta come muro contro muro, con una dinamica assimilata a un referendum quotidiano e monotono. In questo quadro, Meloni viene indicata come impegnata a portare con sé gran parte del proprio passato, mentre Schlein viene descritta come orientata a fare in modo che il Pd non abbia nemici a sinistra, integrandosi fino a quasi appiattirsi nella formula del campo largo.

referendum sulla giustizia e illusione della transizione conclusa

Il referendum sulla giustizia viene presentato come un passaggio che rientra pienamente nei rituali della contesa bipolare. L’approssimarsi della campagna elettorale, con la necessità di una legge da cambiare, avrebbe prodotto l’illusione che la transizione fosse terminata. In realtà, emergono difficoltà nel liberarsi di residui centristi contrari al disturbo, mentre viene richiamata una dinamica di contrapposizione che trasforma l’idea del pareggio in qualcosa da demonizzare, come se un esito incerto potesse aprire la strada a forme di ingovernabilità del sistema.

fn e la spinta verso confini più estremi

Secondo la prospettiva esposta, la quantità di sale sparso nella dinamica politica non ha prodotto gli effetti sperati. In questo contesto viene segnalata l’avanzata di una proposta attribuita a Fn, considerata capace di radicalizzare ulteriormente lo scontro. La direzione indicata punta a condurre la lotta politica verso confini più estremi, mettendo in discussione buonsenso, misura e possibilità di ragionevole condivisione.

Il nodo centrale riguarda l’effetto di trascinare le cose agli estremi: l’illusione sarebbe quella di contenere i danni più distruttivi, mentre lungo la strada si incontrerebbe un estremista ancora più spinto, determinato a portare il gioco fino all’esclusione di ogni margine di buonsenso.

l’idea del “puro più puro che ti epura”

Viene richiamata una massima attribuita a Pietro Nenni, sintetizzata nell’idea di un “puro più puro” che conduce a forme di epurazione. L’interpretazione proposta collega questa logica a una curva contemporanea: a forza di presentare l’altro come nemico del popolo, emergono nemici percepiti come ancora più insidiosi, ai quali diventa difficile rispondere con linguaggio e soluzioni ragionevoli.

il ruolo del sistema quando arrivano minacce percepite come esterne

Nel ragionamento presentato, il momento in cui il sistema dovrebbe far valere ragioni considerate solide si colloca quando l’arrivo di “barbari” suggerisce un rischio per la civiltà e per ciò che ne resta. Il punto conclusivo richiama una distinzione: il pericolo riguarda tutti, tranne coloro che scelgono di restare fuori da un perimetro considerato civile.

personaggi citati

  • Marco Follini
  • Vannacci
  • Pietro Nenni
  • Meloni
  • Schlein
Categorie: Politica

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