Flotilla di terra nessuna udienza per gli attivisti detenuti in libia

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Flotilla di terra nessuna udienza per gli attivisti detenuti in libia

Il silenzio che arriva da Bengasi pesa come una risposta negata: le famiglie, gli amici e gli attivisti che attendevano l’udienza annunciata per oggi hanno invece ricevuto l’assenza della convocazione. Dieci attivisti restano non presentati davanti al giudice e, per il momento, resta sospeso anche il tempo necessario per fissare un nuovo passaggio.

udienza a bengasi rinviata: dieci attivisti non convocati

Secondo le informazioni diffuse dalla Sumud Flotilla, nessuno degli attivisti sarebbe stato chiamato davanti al giudice. Il quadro resta incompleto e la durata dell’attesa non è quantificabile: non è chiaro quanto ancora si debba aspettare.

Dal punto di vista della Flotilla, si registra anche una criticità specifica: si fa fatica a definire la condizione come semplice detenzione, perché risulta assenza di assistenza legale e consolare garantita. La mancata presenza di tutele formali emerge collegandosi a un tentativo di visita previsto per ieri.

visita legale ostacolata: indirizzo errato

La portavoce italiana della Flotilla, Maria Elena Delia, ha dichiarato che un legale avrebbe dovuto incontrare gli attivisti nel centro dove sono trattenuti a Bengasi per parlare con loro, ma l’incontro non è avvenuto perché è stato fornito un indirizzo sbagliato. L’incontro con l’avvocato potrebbe avvenire oggi.

indagini a bengasi sugli umanitari: trattative per un passaggio verso gaza

Le poche notizie trapelate dalla Libia orientale riguardano il fatto che le istituzioni di Bengasi starebbero ancora indagando sugli umanitari catturati mentre cercavano di negoziare un passaggio sicuro verso Gaza.

domenico e le parole della famiglia: niente intenzione di violare leggi o confini

In merito a Domenico, la sorella Maria Rosaria Centrone ha rilasciato una dichiarazione che descrive l’intenzione del viaggio: nessuna volontà di violare leggi o confini. Centrone sostiene che Domenico fosse partito perché aveva “qualcosa dentro” che non gli permetteva di continuare la vita normale e che le immagini del genocidio a Gaza lo avevano colpito profondamente.

Il racconto include anche una frase attribuita al fratello prima della partenza: “Niente ha più un senso di fronte a questo orrore”. Centrone chiude chiedendo un intervento concreto del governo per riportare “Nico” a casa, ribadendo che merita il sostegno del Paese, come anche gli altri nove volontari di diverse nazionalità.

pressione politica e iniziative pubbliche: incontro in parlamento e sciopero della fame

Familiari e comitato della Flotilla non dispongono di dettagli sul livello reale delle negoziazioni. L’organizzazione riferisce che l’Italia intrattiene rapporti con la Libia dell’est e dell’ovest e sostiene che, se le relazioni internazionali fossero basate sul profitto invece che sul diritto internazionale e sulla tutela della vita, le conseguenze ricadrebbero sui compagni e sulla società.

In questo contesto, Tony La Piccirella, della Global Sumud Flotilla, ha annunciato che parlerà oggi alla Camera dei Deputati nella sala stampa, insieme ad altri esponenti della Global Sumud Flotilla. L’intervento vedrà la partecipazione di deputati e senatori appartenenti a M5s, Avs e Pd.

saif abukeshek e l’allargamento dello sciopero della fame

Nel frattempo cresce il numero di aderenti allo sciopero della fame promosso dagli attivisti che chiedono la liberazione immediata dei dieci. Nel pomeriggio si è unito anche Saif Abukeshek, ispano palestinese reduce dal primo arresto in acque internazionali insieme al brasiliano Avila.

Il suo digiuno è stato comunicato tramite un video sui social con l’obiettivo di coinvolgere quanta più gente possibile in azioni globali di pressione politica. La Sumud Flotilla ha inoltre invitato, per domani, quante più persone possibile a riunirsi davanti alle ambasciate libiche del pianeta.

principio rivendicato: detenzione illegale e rapimento per aiuti umanitari

La Flotilla considera inaccettabile che le persone siano detenute illegalmente o rapite per fornire aiuto umanitario a una popolazione “deliberatamente affamata e assediata”.

blocco degli aiuti a gaza: contesto operativo e obiettivo del convoglio

Il blocco degli aiuti umanitari a Gaza risulta tuttora attivo. Secondo le informazioni riportate, Israele ha messo al bando 37 organizzazioni umanitarie e chi è rimasto opera in circostanze catastrofiche, citando come esempio Medici Senza Frontiere costretta a operare senza antibiotici.

Per questo il convoglio via terra puntava a rompere l’assedio con la consegna di ambulanze, medicine e personale medico a Gaza.

persone citate

  • Maria Elena Delia, portavoce italiana della Sumud Flotilla
  • Maria Rosaria Centrone, sorella di Domenico
  • Domenico (indicato anche come “Nico”)
  • Tony La Piccirella, Global Sumud Flotilla
  • Saif Abukeshek
  • Avila (brasiliano)
  • Medici Senza Frontiere
Flotilla di terra, salta l’udienza degli attivisti detenuti da 18 giorni in Libia: “Al legale è stato dato un indirizzo sbagliato”
Categorie: Cronaca

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