Fifa cancella pride match a seattle niente bandiere arcobaleno
Una partita di calcio internazionale può trasformarsi rapidamente in un nodo politico e simbolico. In occasione di Egitto-Iran, disputata oggi a Seattle, si è acceso un confronto legato a iniziative legate alla comunità Lgbtq+, con un intervento formale da parte della Fifa per escludere eventi promozionali arcobaleno dentro e fuori dallo stadio.
Fifa: esclusi eventi Lgbtq+ e bandiere arcobaleno a Seattle
Secondo quanto riportato dall’agenzia iraniana Fars, Teheran e Il Cairo avrebbero ricevuto rassicurazioni ufficiali dalla Fifa. Le garanzie riguarderebbero l’impossibilità di svolgere cerimonie o attività promozionali legate a tematiche Lgbtq+ all’interno dello stadio e come parte del programma ufficiale della partita.
La questione nasce da un’iniziativa che Seattle aveva già messo in calendario in un contesto più ampio, legato alle celebrazioni del weekend dedicato al Pride.
Seattle aveva previsto il “Pride Match Day” con colori arcobaleno
Prima del 5 dicembre scorso, quando il sorteggio dei gironi ha determinato che sarebbero state Egitto e Iran a incontrarsi in quella data, Seattle aveva scelto di istituire il “Pride Match Day”. L’idea era una partita di calcio legata all’“amore libero”, associata ai colori arcobaleno della bandiera della comunità Lgbtq+.
L’iniziativa, secondo quanto descritto, prevede ogni anno uno sfilerà per le strade di Seattle durante il weekend del “Pride”.
Iran ed Egitto: omosessualità vietata e rischio di pene severissime
Il confronto è reso particolarmente delicato dal quadro normativo dei Paesi coinvolti. La fonte evidenzia che in Iran e Egitto l’omosessualità è considerata un reato. In Iran, viene indicato che la condanna può arrivare fino alla pena di morte.
messaggio comune: valori e sensibilità condivise
La posizione del regime degli ayatollah viene accompagnata da un passaggio in cui viene chiarito che non si tratterebbe di unicamente una presa di posizione. Nella nota riportata, Iran ed Egitto sono definiti come due Paesi musulmani con affinità culturali e religiose. Le opinioni espresse dalle federazioni, secondo il testo, rifletterebbero valori e sensibilità condivise tra i popoli.
la data del match si intreccia con Stonewall e Pride Month
La tensione viene collegata a una coincidenza temporale: il match cade in un periodo vicino all’anniversario della rivolta di Stonewall, nella notte tra il 27 e il 28 giugno 1969. In quell’episodio, viene descritto che la polizia fece ancora una volta irruzione in un locale gay di New York, lo Stonewall Inn, mentre gli avventori reagirono innescando una notte di scontri che coinvolse il quartiere di Greenwich.
Proprio per questo, giugno è indicato come mese consacrato al “Pride Month”, cioè il “mese dell’orgoglio”.
Pride Match Day legato ai mondiali 2026: niente cortei per le proteste
Quando Seattle ha saputo di ospitare un incontro dei mondiali il 26 giugno, senza sapere in anticipo quali squadre si sarebbero affrontate, ha deciso di farne un “Pride Match Day”. La fonte cita anche la presenza di un sito ufficiale della comunità Lgbt, con una descrizione secondo cui il Pride Match Day sarebbe più di un gioco: una celebrazione di visibilità, appartenenza e comunità, collegata alla Coppa del Mondo 2026.
Dopo le proteste delle squadre ospiti, dove l’amore tra persone dello stesso, secondo quanto riportato, risulta tutt’altro che libero, la fonte specifica che non ci saranno cortei né manifestazioni.
contesto e simboli evitati: partita, stadio e programma ufficiale
In sintesi, la decisione di eliminare simboli e iniziative legate al mondo arcobaleno viene collegata alle richieste delle delegazioni interessate e alle rassicurazioni che la Fifa avrebbe fornito. L’obiettivo dichiarato è evitare attività promozionali di quel tipo sia dentro sia fuori dallo stadio, limitandole anche rispetto al programma ufficiale della sfida.
personaggi e riferimenti storici citati
- Iran
- Egitto
- Fifa
- Fars
- Stonewall
- Stonewall Inn
- Greenwich
