Fifa assolve l’arbitro accusato white power: la sua spiegazione sul gesto e il tic
La FIFA ha chiuso definitivamente la controversia legata a un presunto episodio avvenuto durante l’utilizzo del VAR. Al centro della vicenda c’è Shaun Evans, assistente arbitrale video accusato di aver compiuto un gesto associato a “white power”, simbolo impiegato in determinati contesti dell’estrema destra e dai suprematisti bianchi. Dopo verifiche approfondite, il Comitato disciplinare indipendente ha deliberato l’assoluzione, dichiarando l’assenza di prove utili a configurare una violazione del codice disciplinare FIFA.
Fifa assoluzione per Shaun Evans e verifica sul gesto con VAR
Il comitato disciplinare indipendente della FIFA ha esaminato la questione relativa all’assistente arbitrale video, concentrandosi su quanto contestato a Shaun Evans. Al termine dell’analisi, l’organo ha confermato che non sono state riscontrate prove di una violazione del codice disciplinare FIFA.
La decisione è stata accompagnata dalla presa d’atto della dichiarazione resa dall’arbitro australiano in merito alle accuse legate al presunto gesto. L’intero procedimento si è quindi concluso con l’esito che la FIFA considera coerente con l’impossibilità di dimostrare una trasgressione formale alle proprie regole.
La dichiarazione di Shaun Evans: “tic involontario e subconscio”
Nel chiarimento riportato dopo le contestazioni, Shaun Evans ha sostenuto di non aver compiuto alcun gesto intenzionale con la mano per comunicare un messaggio o veicolare un’adesione. L’arbitro ha affermato: “non ho fatto intenzionalmente alcun gesto o simbolo” e ha escluso qualsiasi rifermento a un’affiliazione, a un gioco o a una convinzione riconducibile al contenuto dell’accusa.
Evans ha spiegato che l’unica lettura possibile, secondo la sua ricostruzione, sarebbe legata a un movimento involontario e subconscio, aggiungendo di non essersi reso conto di averlo effettuato in quel momento.
Immagini e spiegazioni: il movimento ripetuto e il contesto con la penna
Nella successiva giustificazione, l’arbitro ha richiamato anche elementi osservabili durante la partita. Ha indicato che le immagini rilevate successivamente mostrerebbero la ripetizione del medesimo movimento in più occasioni. Secondo quanto riportato, Evans avrebbe mantenuto una penna tra le dita mentre il gesto si sarebbe manifestato.
In merito all’eco mediatica che ha seguito l’episodio, l’arbitro ha affermato che la copertura successiva non rispecchia chi è. Ha inoltre ribadito in modo netto l’assenza di volontà: non avrebbe agito consapevolmente o deliberatamente per compiere il simbolo contestato.
Chiusura dell’indagine preliminare FIFA e assenza di violazioni
La FIFA ha annunciato la chiusura dell’indagine preliminare legata alla vicenda. L’esito è stato formulato sulla base della conclusione secondo cui non risulta dimostrabile alcuna violazione del codice disciplinare della propria organizzazione.
decisione del comitato disciplinare e dichiarazioni rilevanti
Il provvedimento ha tenuto conto sia dell’analisi tecnica della fattispecie relativa all’assistente VAR sia delle spiegazioni fornite da Shaun Evans. Il comitato ha confermato la mancanza di elementi sufficienti per stabilire un’infrazione disciplinare.
figura coinvolta
- Shaun Evans (assistente arbitrale VAR)
