Fermata e perquisita 3 volte in aeroporto: attivista di xr denuncia violazioni
Tre controlli di frontiera descritti come “casuali” nel giro di pochi mesi hanno interessato un’attivista di Extinction Rebellion, con episodi collocati tra aeroporti e percorsi di rientro dall’estero. Le circostanze riportate riguardano blocchi al passaggio ai controlli, richieste di verifiche su bagagli e controlli documentali protratti per circa un’ora. I dettagli emersi includono la restituzione di verbali, la comunicazione di presunte ragioni tecniche e la valutazione legale sulle informazioni disponibili nelle banche dati.
perquisizioni all’aeroporto per controlli passaporti di annalisa
Le ricostruzioni riguardano Annalisa, professoressa torinese e attivista di Extinction Rebellion, indicata come protagonista di tre perquisizioni “casuali” in un periodo ravvicinato: due in ingresso e una in uscita dall’Italia. L’attivista ha reso pubblico l’accaduto tramite un post sui social, poi rilanciato da XR con un comunicato di denuncia.
controllo a malpensa: passaporti e “x rossa” sul lettore
Nel racconto relativo al rientro del 5 giugno, Annalisa riferisce di essere rientrata dal Canada con il marito. A Malpensa avrebbero appoggiato i passaporti sul lettore digitale: per il marito sarebbe comparso un segnale di mancato accesso tramite apertura del tornello, mentre per il passaporto della donna sarebbe apparsa una x rossa sul display. In quell’occasione, l’agente avrebbe comunicato che si trattava di un blocco riconducibile a un problema della macchina, spiegazione ripetuta anche in altri due episodi descritti come analoghi.
trattenimento e verifica in ufficio fino alla dogana
Secondo la narrazione, l’attivista sostiene di essere stata trattenuta per circa un’ora mentre un agente avrebbe digitato i dati su un computer e osservato lo schermo senza fornire spiegazioni immediate. Annalisa riferisce anche di aver filmato con lo smartphone sia i colloqui con i funzionari sia le risposte ricevute dagli agenti. A un certo punto sarebbe stato chiesto di recarsi in ufficio, dove la avrebbero fatta sedere in una saletta con altre persone, in prevalenza non italiane. Dopo ulteriori minuti di attesa, le sarebbe stato richiesto di rintracciare il bagaglio per sottoporlo a controlli.
richiesta al funzionario doganale e verbale per la perquisizione
Alla dogana, la perquisizione della valigia sarebbe stata affidata a un funzionario doganale. Nella ricostruzione fornita, il funzionario risulterebbe seccato di dover eseguire l’operazione e avrebbe anche scherzato con l’attivista. In quell’occasione Annalisa dichiara di essersi opposta finché non ha ottenuto un verbale. Il documento viene descritto come un atto della Polizia di frontiera indirizzato alla Dogana di Malpensa, con indicazione della perquisizione.
episodi precedenti e richieste documentali per i voli
Oltre al caso del 5 giugno, la ricostruzione include altri episodi. La partenza verso Montréal del 25 maggio avrebbe comportato il rischio di perdere un volo pagato d’urgenza, con costo indicato in 1.800 euro. Per superare il controllo sarebbe stato necessario mostrare una chat con il marito, in cui compare una foto nel letto d’ospedale.
registrazione audio sul controllo: episodio di dicembre 2025
La narrazione riporta anche una prima perquisizione nel mese di dicembre 2025, descritta come avvenuta alle tre di notte, durante un rientro dal Marocco in cui studia la figlia dell’attivista. Le richieste degli agenti, secondo la fonte, sarebbero state documentate tramite una registrazione audio effettuata dal figlio, presente in viaggio.
estinction rebellion: “decine di segnalazioni” e quadro complessivo
Secondo Extinction Rebellion, negli ultimi due anni sarebbero emerse decine di segnalazioni relative a blocchi durante il controllo passaporti, sia in uscita sia in rientro nell’area Schengen. Il riferimento riguarda persone che avrebbero partecipato, anche solo occasionalmente, a proteste del movimento.
denunce archiviate e possibilità di riscontri nella banca dati ced
Il documento rilasciato ad Annalisa sarebbe ora nelle mani degli avvocati Marino Careglio e Gianluca Vitale, impegnati in verifiche per comprendere su quali informazioni l’attivista sia stata trattenuta. Le denunce formulate a suo carico risulterebbero tutte archiviate con formula piena, senza tracce nel casellario. La stessa dinamica sarebbe stata indicata per la maggior parte delle denunce che hanno coinvolto gli aderenti al movimento in varie parti d’Italia.
Nel quadro riportato, l’unica banca dati istituzionale in grado di contenere anche l’indicazione di precedenti di polizia sarebbe il C.e.d., considerato un archivio dei cosiddetti precedenti. Annalisa afferma di sapere che altri attivisti avrebbero provato ad accedere agli atti per verificare la presenza nel C.e.d., ricevendo esito negativo.
xr nel report 2024 e classificazione come “estremismo di sinistra”
La ricostruzione richiama un report sulle attività di ordine pubblico svolte nel 2024, in cui XR viene definito “movimento ambientalista oltranzista”. Nello stesso impianto, XR sarebbe ricompreso nel novero delle sigle associate all’“estremismo di sinistra”, insieme ad altri soggetti citati come antagonisti e al “fronte comune di mobilitazione contro l’approvazione del Ddl 1660”, indicato come Ddl Sicurezza.
verbali, trattenimenti e verifiche legali in corso
La questione principale, secondo quanto riportato, riguarda la necessità di chiarire perché l’attivista sia stata trattenuta e assoggettata a controlli e perquisizioni. Il passaggio documentale assume un ruolo centrale: nelle occasioni precedenti, il verbale sarebbe stato negato, mentre nel caso legato alla dogana di Malpensa l’atto risulterebbe ottenuto. Il pool legale, con gli avvocati indicati, intende definire gli elementi informativi alla base del trattenimento e verificare eventuali riscontri nelle banche dati citate.
Personaggi e figure menzionate:
- Annalisa
- Marino Careglio
- Gianluca Vitale