Fantapolitica festeggia 5 anni di politica inclusiva per chi è emarginato
Fantapolitica, dopo cinque anni di attività, ha ridefinito in modo sostanziale la propria traiettoria. La spinta iniziale mirava a sostenere giovani progressisti nell’accesso alle istituzioni locali, ma nel tempo l’organizzazione ha maturato una consapevolezza più ampia: il tema della rappresentanza non coincide solo con l’età. Nel percorso compiuto, l’attenzione si è progressivamente spostata verso le condizioni che impediscono a molte persone di arrivare alla candidatura e, più in generale, di incidere sulle decisioni pubbliche.
fantapolitica: dalla spinta under 30 al lavoro sulla rappresentanza
La nascita dell’organizzazione, raccontata dalle fondatrici, nasceva con un obiettivo preciso: supportare persone under 30 progressiste a entrare nei consigli locali. Con il passare dei primi anni è emersa una difficoltà ricorrente: i percorsi seguiti finivano spesso per accompagnare le stesse persone. Secondo quanto riportato, si ripresentava un identikit caratterizzato da percorsi universitari, reti consolidate, disponibilità economiche e capitale sociale.
Di conseguenza è stata individuata una discontinuità strutturale: chi proviene da comunità marginalizzate, dal Sud o da contesti migratori tende a restare escluso prima ancora del momento del voto. Da questa lettura prende forma una svolta strategica: continuare a sostenere le candidature giovanili, ma affiancare percorsi dedicati alle organizzazioni territoriali e alle comunità sottorappresentate.
capacità istituzionale: accompagnare movimenti, associazioni e comunità
La finalità indicata non è limitata alla fase di candidatura. L’organizzazione punta anche a costruire quella “capacità istituzionale” che consente a movimenti e associazioni di incidere sulle decisioni pubbliche. Quando necessario, viene valorizzata la possibilità di esprimere una rappresentanza propria, superando la sola logica di supporto individuale.
numeri e risultati nelle istituzioni locali
I dati presentati evidenziano una crescita rilevante nel tempo. Dal 2021 Fantapolitica ha supportato oltre 60 candidature ai consigli comunali italiani. Le presenze attuali nei consigli comunali sono 36 persone. Relativamente alle amministrative del 2026, l’organizzazione dichiara di aver accompagnato 27 candidature, con otto eletti già al primo turno, tra cui sette donne, e cinque persone in attesa dei ballottaggi.
rappresentanza e background migratorio: oltre le statistiche
Per Hajar Drissi, attivista dell’organizzazione, la rappresentanza non si esaurisce nei numeri. Il punto di partenza è l’assenza di persone con background migratorio nei luoghi in cui si prendono decisioni. Quando quel tipo di presenza non emerge, viene descritto un effetto concreto: smette di formarsi l’idea che quelle possibilità possano riguardare anche il proprio futuro. La mancanza di rappresentanza viene quindi indicata come un fattore capace di ridurre la possibilità di immaginare un percorso personale e collettivo.
tackle e cittadinanza: barriere strutturali alla partecipazione
Nel corso degli anni l’organizzazione ha orientato l’attenzione verso ostacoli considerati strutturali e in grado di limitare l’accesso alla politica. Attraverso il progetto TACKLE, realizzato insieme a “Dalla Parte Giusta della Storia”, Fantapolitica lavora per riportare la questione della riforma della cittadinanza al centro del dibattito pubblico.
Il ragionamento espresso è legato ai diritti politici: fino a quando non si possiede la cittadinanza, non si dispongono i diritti politici necessari alla candidatura. L’obiettivo dichiarato è quindi abbattere barriere strutturali che impediscono a determinate persone di essere rappresentate.
patto per restare e politica di prossimità nei territori
Accanto al lavoro sulla cittadinanza, l’organizzazione porta avanti attività specifiche sui territori. Un esempio indicato è il Patto per Restare, una rete che riunisce sessanta organizzazioni siciliane impegnate sul diritto a costruire il proprio futuro senza essere costretti a lasciare la propria terra.
Il progetto richiama una convinzione consolidata: la politica di prossimità, costruita città per città e quartiere per quartiere, rappresenta un terreno decisivo per ricostruire partecipazione e fiducia.
giovani e strumenti concreti per la partecipazione
Il messaggio riportato da Drissi contrasta la narrazione secondo cui i giovani non avrebbero voglia di impegnarsi. La posizione descritta sostiene che i giovani hanno voglia di fare politica e di sostenersi a vicenda. Il limite indicato riguarda piuttosto strumenti e possibilità concrete per tradurre l’interesse in impegno stabile.
Le relazioni costruite vengono descritte come un patrimonio che coinvolge, oggi, decine di amministratori locali, attivisti e organizzazioni distribuite in tutto il Paese. Secondo Fantapolitica, questa rete mostra che la distanza dei giovani dalle istituzioni non coincide necessariamente con una distanza dalla politica.
sfida economica: sostenere la candidatura e ridurre i divari
Tra i nodi considerati decisivi emerge la dimensione economica. La rappresentanza viene presentata anche come una questione di risorse. Drissi evidenzia che fare politica costa tantissimo: per molte persone il problema non è la mancanza di interesse, ma l’impossibilità di permettersi una campagna elettorale o un periodo di aspettativa dal lavoro.
Per questo l’organizzazione descrive una prospettiva definita come utopia: arrivare a sostenere economicamente chi decide di candidarsi. L’intento dichiarato è affrontare il problema alla radice per colmare divari di rappresentanza.
orizzonte: istituzioni che assomigliano al paese reale
La sfida, a cinque anni dalla nascita, viene descritta come la continuità dell’obiettivo originario, ma con un orizzonte più ampio. Non si tratta soltanto di aiutare nuove generazioni a entrare nelle istituzioni, bensì di fare in modo che quelle istituzioni assomiglino sempre di più al Paese reale.
Persone citate:
- Christiana Cerri Gambarelli
- Hajar Drissi
