F-35 oltre 400 chili di terre rare: cosa svela il libro sul potere delle materie prime

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F-35 oltre 400 chili di terre rare: cosa svela il libro sul potere delle materie prime

La supremazia militare non si costruisce soltanto con progetti, cantieri e tecnologia: oggi passa attraverso miniere, metalli critici e catene di approvvigionamento. Un meccanismo che ridefinisce il concetto stesso di forza strategica emerge con chiarezza quando l’industria della difesa statunitense si confronta con la dipendenza da forniture detenute dagli avversari geopolitici. Al centro dell’attenzione si colloca un’analisi dedicata al ruolo delle “matrici” e alle risorse materiali che sostengono la guerra tecnologica, dai velivoli stealth ai sistemi navali nucleari.

Il nuovo saggio L’Età delle matrici – Terre rare, materie prime e dinamiche di potere di Gianluca Schinaia, edito Codice Edizioni, sviluppa proprio questo filo: come i materiali fisici possano trasformare la traiettoria degli eventi e incidere sulle scelte di sicurezza nazionale. Nell’ambito di un estratto relativo al capitolo “Le scintille delle matrici”, l’indagine si concentra sull’industria della difesa statunitense e sulle criticità della logistica che alimenta i principali programmi militari.

terres rare e sistemi d’arma: la dipendenza che cambia il gioco

Gli Stati Uniti progettano e realizzano tra i sistemi d’arma più avanzati, ma la capacità produttiva dipende da componenti e materie prime controllate da Pechino e Mosca. Il punto centrale riguarda la vulnerabilità strutturale di filiere che, pur essendo decisive per il funzionamento di piattaforme ad alta tecnologia, restano esposte a vincoli esterni.

f-35: quanta materia critica serve per volare

Il programma F-35 viene descritto come il simbolo dell’eccellenza tecnologica statunitense, in grado di integrare capacità stealth, sensori e software in un unico sistema. La complessità del velivolo è legata a materiali e componenti che includono elementi critici per funzioni specifiche.

terre rare per i sistemi di puntamento, radar e stealth

La costruzione di un singolo F-35 richiede oltre 400 chili di terre rare. Secondo i dati richiamati, queste risorse sono impiegate per alimentare sistemi di puntamento, radar e tecnologia stealth. La quantità diventa un indicatore diretto di quanto la produttività militare sia connessa alla disponibilità di specifiche materie prime.

materie prime critiche e impiego industriale

La descrizione dei materiali evidenzia una “macedonia” di componenti strategici: il berillio per elementi strutturali, il gallio per l’amplificazione del radar, l’europio per i visori notturni, il tantalio per condensatori utili al puntamento laser, e leghe o rivestimenti realizzati con ittrio, gadolinio e disprosio. La cifra complessiva attribuita al velivolo indica che ogni F-35 contiene circa una ventina di materie prime critiche, tra cui le terre rare.

crisi del 2012: il caso dei magneti cinesi e la deroga alla legge

Nel 2012 si presenta una criticità logistica che coinvolge direttamente la filiera dei materiali. Due aziende subappaltatrici di Lockheed Martin sollevano preoccupazioni verso l’amministrazione statunitense: alcuni magneti in terre rare impiegati su carrelli di atterraggio, sistemi informatici e in parte dei radar di 115 F-35 assemblati non risultano provenire dagli Stati Uniti, ma da una società cinese, la ChengDu Magnetic Material Science and Technology Co.

un problema politico e un divieto di legge

Il nodo non è soltanto di imbarazzo per il Pentagono, ma anche di conformità normativa. La fonte richiama una legge approvata nel 1973 che vieta l’acquisto da fornitori stranieri di metalli utili come componenti di tecnologie di armamento. L’obiettivo del divieto è mantenere il presidio delle filiere sensibili all’interno della sfera nazionale e incentivare supply-chains totalmente americane.

deroga: esenzione per una categoria di magneti

Quando il problema emerge dopo quarant’anni, il Pentagono procede con una deroga: il divieto non si applica ad alcuni magneti di terre rare prodotti dal gruppo cinese ChengDu Magnetic Material Science and Technology Co.. L’esonero viene descritto come reiterato per un decennio, fino al ritorno effettivo del bando a partire dal 2023 anche per i magneti associati alla questione negli F-35.

sottomarini di classe virginia: 4 tonnellate di terre rare

Il principio di dipendenza non riguarda soltanto i velivoli. La fonte estende la logica alle piattaforme navali: per i sottomarini d’attacco nucleari di classe Virginia le quantità di terre rare arrivano fino a 4 tonnellate. Vengono indicate come caratteristiche rilevanti la silenziosità, la sensoristica e le capacità belliche. La trattazione richiama anche l’impiego recente di alcuni sottomarini in scontri marittimi con l’Iran.

cina e russia nella filiera: monopolio incrociato di materie critiche

La vulnerabilità logistica trova una spiegazione nei controlli del mercato globale. La fonte attribuisce a Pechino la gestione del mercato delle terre rare. Sul piano di altre componenti strategiche, viene indicato il controllo russo su elementi cruciali per l’industria della difesa statunitense.

antimonio per munizioni e titanio per l’industria aeronautica

Tra le materie prime citate, l’antimonio è presentato come indispensabile per la fabbricazione delle munizioni americane, con la Russia a dominare la fornitura. È inoltre riportato che Mosca controlla anche quasi la metà del mercato globale del titanio di qualità utilizzato dall’industria aeronautica.

alleanza per interesse e gestione di altri elementi strategici

La fonte descrive un quadro in cui Russia e Cina, indicate come avversari degli Stati Uniti rispettivamente nel passato recente e nel presente e futuro prossimo, risultano presenti in una partnership dettata da interessi e considerata fragile ma compiuta. In questa cornice vengono menzionati altri passaggi del giro globale di materie critiche: il gallio, necessario per sistemi di visione notturna, e il tungsteno, basilare per produrre proiettili, granate e fucili da caccia.

armi scariche: come la filiera determina l’approvvigionamento militare

La sintesi dell’estratto collega apertamente la fornitura di risorse e componenti alla capacità operativa. Nel quadro descritto, la disponibilità di materiali controllati da Cina e Russia incide sulla produzione e sulla manutenzione dei sistemi militari statunitensi. La gestione di terre rare e di specifiche materie prime strategiche diventa così un fattore determinante per alimentare le munizioni e più in generale i dispositivi avanzati.

paragrafo dedicato ai principali soggetti nominati

Nel contesto della trattazione compaiono diversi soggetti istituzionali e industriali, con ruoli legati alla produzione e alle forniture:

  • Gianluca Schinaia
  • Stati Uniti
  • Pechino
  • Russia
  • Mosca
  • Pentagono
  • Lockheed Martin
  • ChengDu Magnetic Material Science and Technology Co.
  • F-35
  • classe Virginia
  • Iran
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