Europeisti alla corte di calenda e picierno meglio meloni di schlein

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Europeisti alla corte di calenda e picierno meglio meloni di schlein

Milano diventa il punto di partenza di un nuovo progetto politico a vocazione europeista e democratica. Al teatro Franco Parenti si tiene un confronto tra diverse anime del centro, chiamate a definire un percorso in vista delle prossime elezioni. Sullo sfondo, un messaggio che punta a rimettere in discussione l’assetto bipolare: l’idea è superare il bipolarismo e costruire uno spazio alternativo.

nuovo polo europeista: “superare il bipolarismo” a milano

Il cantiere del nuovo polo prende forma da Milano e viene annunciato come un passaggio necessario per l’Italia europeista e democratica. La scena si apre con l’indicazione di un obiettivo politico chiaro: non restare incastrati nelle due grandi aree, ma dare sostanza a un’alternativa. A “battezzare” l’iniziativa interviene l’ex presidente del consiglio Mario Monti, richiamato come figura di rilievo nel momento di avvio del percorso.

monti e l’avvio dell’iniziativa politica

Monti ribadisce la necessità di un cambio di prospettiva, sintetizzando il senso del progetto con un’esortazione netta: “bisogna hackerare il bipolarismo”. L’iniziativa nasce da un lavoro avviato da Piercamillo Falasca, Daniele Nahum e Sergio Scalpelli, mentre l’appuntamento milanese del teatro Franco Parenti diventa un luogo simbolico per l’incontro tra le componenti del centro.

pina picierno: nuovo spazio e cautela sull’entusiasmo

Pina Picierno, vice presidente del parlamento europeo e alla prima uscita pubblica dopo l’uscita dal Pd, descrive l’iniziativa come un nuovo spazio politico di cui l’Italia avrebbe avuto bisogno. Nel foyer, però, emerge anche un tono più prudente: la nascita di un progetto viene accolta con cauto ottimismo, senza trasformare l’evento in un annuncio definitivo.

il riferimento al terzo polo e le differenze interne

All’interno del confronto emergono anche ricordi delle tornate politiche precedenti e valutazioni sul tentativo del Terzo Polo. Il ragionamento fa riferimento a un fallimento collegato alla dinamica politica di Renzi. In questo contesto, Carlo Calenda interviene per distinguere l’attuale fase da quella precedente, sostenendo che oggi non si tratterebbe dello stesso scenario.

carlo calenda e l’alternativa al centro: “vannacci sarà il m5s del centrodestra”

Il leader di Azione Carlo Calenda prende la parola e mette in evidenza una previsione politica: “Vannacci sarà il M5S del centrodestra”. La prospettiva serve a collocare il nuovo polo in un’area di distanza rispetto alle forze che si presentano con coalizioni contrapposte, mirando a costruire una proposta autonoma.

nessuna candidatura “di destra” o “di sinistra”: lo schema che si intende superare

Nel racconto emerge anche il modo in cui il nuovo progetto intende posizionarsi rispetto agli schieramenti esistenti. L’assetto viene descritto come un rifiuto di presentarsi né con la destra né con la sinistra: da una parte coalizioni che vanno da Vannacci a Tajani, dall’altra aggregazioni che arrivano fino a Renzi e a Potere al Popolo. Il nodo centrale diventa la costruzione di un’alternativa a un quadro definito come uno “scempio”.

picierno: dialogo possibile, ma su temi “seri”

Picierno chiarisce che il dialogo può essere esteso, ma viene circoscritto a questioni serie. Nella ricostruzione del contesto politico attuale viene richiamato anche lo spostamento del Pd e del campo largo verso dinamiche descritte come populiste, associate alla presenza di Giuseppe Conte.

elettori e percezioni: affidabilità senza Vannacci

La discussione tocca anche un tema di percezione elettorale: un centrodestra privo di Vannacci viene considerato più affidabile rispetto a un centrosinistra con il M5S. Allo stesso tempo, nel dibattito entra la contrapposizione tra Meloni e Schlein, con una convinzione espressa in modo netto: “Meglio Meloni, Schlein è incompatibile con noi”.

politica estera e accuse: ucraina, pacifismo e responsabilità

Le divergenze si concentrano soprattutto sul terreno della politica estera. Dal palco arriva un attacco che riguarda la questione ucraina e coinvolge riferimenti a Fratoianni, Conte e Schlein. Secondo quanto riportato, questi esponenti vengono presentati come eredi di una linea associata a Chamberlain, collegata anche a un “pacifismo” definito come “balordo”, con un rimando storico al Monaco 1938 e alla seconda guerra mondiale.

daniele nahum e la linea sul confronto internazionale

Daniele Nahum, consigliere di Azione, descrive la posizione politica come parte di una continuità storica che viene criticata sul piano delle conseguenze. Il passaggio del discorso mette al centro il tema del ruolo dell’Europa e della direzione scelta nella gestione delle crisi internazionali.

elena bonetti: competenza per governare

Tra gli interventi compare anche la presidente di Azione Elena Bonetti, che lega la possibilità di governare alla capacità di conoscere la realtà e possedere competenze adeguate. Nel seguito del confronto, viene richiamata anche l’importanza dei voti, con un clima in cui l’accenno agli elettori viene accompagnato da sorrisi.

risposte sulle dimensioni del progetto: avanguardia e riferimenti storici

Carlo Calenda non si concentra sul numero dei consensi e risponde alle osservazioni che indicano un gruppo troppo piccolo. Il senso della replica richiama l’idea di avanguardia e utilizza riferimenti storici: l’aspettativa è che una fase di avvio possa richiamare dinamiche simili a quelle del Risorgimento, con un richiamo anche a piazza Maidan.

personaggi presenti

  • Mario Monti
  • Pina Picierno
  • Piercamillo Falasca
  • Daniele Nahum
  • Sergio Scalpelli
  • Carlo Calenda
  • Giuseppe Conte
  • Elena Bonetti
  • Fratoianni
  • Schlein
  • Meloni
  • Vannacci
  • Tajani
  • Renzi
  • Potere al Popolo

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