Essere amico di Carlo Ginzburg è stato un regalo: spero di vederlo presto ristampato in Israele

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Essere amico di Carlo Ginzburg è stato un regalo: spero di vederlo presto ristampato in Israele

Incontro, amicizia, studio e scrittura si intrecciano in un racconto che ruota attorno a Carlo Ginzburg e alle tracce lasciate da un pensiero capace di attraversare discipline diverse. L’attenzione si concentra su un percorso di relazione costruito nel tempo, su incontri decisivi tra formazione e ricerca, e su una forma di lettura che trasforma lo sguardo sulla storia, sulla letteratura e sulle arti visive. La memoria di quei momenti restituisce l’idea di una presenza intellettuale rara: profonda, curiosa, aperta, capace di rendere accessibili anche i territori più complessi.

incontri decisivi tra Carlo Ginzburg e Natalia

Le prime tracce di questa storia risalgono al 1990, quando si incontrano Natalia e Carlo Ginzburg presso la Fondazione Basso. In quell’occasione Carlo presenta il suo libro Storia notturna. Il ricordo descrive un contesto in cui l’ammirazione nasce tra studio e cultura italiana, con l’idea che la narrativa di Natalia fosse già conosciuta e che, in quegli anni, si iniziasse a leggere i saggi di Carlo.

La relazione personale, però, prende davvero forma dopo più di un decennio. Nel 2003 entrambi si ritrovano a insegnare all’Università di Siena: chi scrive si occupa di letteratura ebraica, mentre Carlo insegna storia — in particolare quel tipo di storia che lui ha inventato, sviluppato e reso noto a livello internazionale. Frequentarsi con regolarità diventa possibile grazie alla comune presenza nella stessa facoltà; ricorrono momenti in cui si seguono le sue lezioni, percepite come un apprendistato anche quando il tempo anagrafico avrebbe consigliato distacco.

la scrittura di Carlo Ginzburg e l’effetto “miracoloso” sulla lettura

La testimonianza sottolinea che nelle conferenze e nei testi di Carlo accade qualcosa che viene descritto come miracoloso. La sensazione non è limitata al contenuto: riguarda un modo di organizzare la realtà, trasformando fatti storici e documenti in porte da aprire. Una volta aperta quella porta, la lettura non resta confinata alla pagina: diventa uno strumento per leggere il mondo che circonda.

dal fatto storico alla realtà osservabile

La profondità attribuita alla sua scrittura viene messa in relazione a modelli di grande valore: la capacità di vedere un fatto storico come un accesso. Il ricordo richiama l’esperienza di incontrare, attraverso la scrittura di Carlo, una persona capace di cambiare lo sguardo su storia, letteratura e opere artistiche, come un quadro di Piero della Francesca o un’opera di Picasso. Anche la vita e la scrittura personale vengono coinvolte da questa trasformazione.

Gramsci, subalterni e interesse per figure ai margini

Tra i tratti interpretati con maggiore evidenza emerge l’attenzione di Carlo verso i subalterni. Il ricordo lo descrive in una chiave ispirata a un orizzonte gramsciano: l’interesse fortissimo per streghe, lebbrosi, ebrei e viandanti nasce dall’esigenza di prendere in considerazione quei gruppi che la storia istituzionale tende a trascurare. La narrazione viene presentata come una forma di dare voce a chi rimane ai margini, trasformando figure spesso ignorate in oggetto di ascolto e studio.

un ponte tra fiabe e paradigma storico

Viene inoltre richiamata l’influenza delle letture infantili legate alle streghe, presenti in molte fiabe. Si afferma che fosse proprio la madre di Carlo a far scoprire e raccontare questo tipo di narrativa. Il giovane studioso alla Normale di Pisa avrebbe quindi ricordato quelle figure e, a partire da quell’origine, elaborato un modo originale di unire il paradigma dei subalterni con la letteratura d’infanzia. Ne risulta una prospettiva di scrittura storica descritta come unica, poetica e profonda.

curiosità senza frontiere e sapere come giardino aperto

L’apertura intellettuale viene rappresentata come anche umana: uno studioso che non teme confini tra discipline. Le pagine dedicate a Piero della Francesca, a Picasso e ai temi delle letterature inglesi, insieme ai saggi sulla microstoria, vengono indicati come segni di una curiosità costante e di una mancanza di paura. Per Carlo, cultura e sapere sono considerati raggiungibili dallo studioso.

un metodo che include anche i temi difficili

Più che decifrare soltanto un documento storico o un’opera d’arte, il suo approccio viene descritto come capace di lanciare un messaggio chiaro anche agli intellettuali giovani. La conoscenza viene paragonata a un oceano e, al tempo stesso, a un giardino aperto: si può entrare, seguire una pianta o un albero, approfondire. Il percorso è collegato alla capacità di scrittura e creatività, con l’obiettivo di produrre qualcosa di valido da offrire al lettore. Questa guida orienterebbe i viaggi di Carlo tra campi diversi del sapere.

lettori guidati verso territori inesplorati

Chi legge Carlo comprende, secondo la testimonianza, che il suo orientamento porta con sicurezza anche dove non sarebbe riconosciuta un’aspettativa di competenza specifica. La fiducia nasce dall’idea che seguire la direzione indicata da Carlo conduca a posti affascinanti e spesso inesplorati. In questo modo la lettura diventa esperienza formativa continua.

traduzione per lettori israeliani e ultimo periodo di incontri

Essere amico di Carlo viene presentato come un regalo importante. In un periodo in cui si decide di costruire una raccolta di saggi tratti dai suoi libri per lettori israeliani, i saggi vengono scelti insieme. La traduzione in ebraico viene descritta come un lavoro impegnativo: il traduttore di Carlo in ebraico deve essere paziente, amare i suoi saggi e prepararsi a un viaggio lungo, dove il rischio di errore rimane costantemente presente. Il volume viene completato, ma si ipotizza che gli eventi degli ultimi anni abbiano impedito la pubblicazione in Israele; resta l’auspicio di vederlo stampato presto.

febbraio a Bologna: vergogna, 7 ottobre e narrativa di Natalia

L’ultimo incontro descritto avviene a febbraio a casa sua a Bologna, dopo la presentazione del suo ultimo libro uscito sei mesi prima per Adelphi, dove il concetto di vergogna ha un ruolo centrale. Si richiama una riflessione attribuita a Carlo: uno si vergogna soltanto quando appartiene davvero a un posto.

Quell’incontro diventa anche un’intervista per un quotidiano. La conversazione tocca vergogna, il 7 ottobre e la narrativa della madre, che avrebbe avuto molto successo in Israele. Alla domanda su come si spieghi il successo, Carlo risponde indicando che nella scrittura di Natalia esiste un ritmo capace di catturare i lettori, con una musicalità nella prosa che affascina. Viene riportato che questa prospettiva non era stata considerata in precedenza, nonostante fosse stata svolta la traduzione di La città e la casa, indicata come l’ultimo romanzo di Natalia.

maestri della narrativa e apprendimento storico

Carlo viene descritto anche come lettore di classici: imparare come storico da Tolstoj, Proust e Primo Levi viene indicato come un punto importante della sua formazione. La sua capacità di rendere storico un documento viene associata a esempi come le pagine di Primo Levi o Guerra e pace di Tolstoj.

figlio presente all’intervista e passaggi di memoria personale

Durante l’incontro a casa sua è presente anche il figlio di 19 anni, che conosce Carlo dai precedenti incontri. In un momento della conversazione, il figlio si rivolge a lui spiegando di non aver letto molti saggi perché il nome di Carlo era stato ripetuto fin dall’infanzia e, nel suo immaginario, era diventato quasi un nome di famiglia. La reazione di Carlo è indicata come un sorriso; la testimonianza sottolinea il valore di quelle parole e conserva il ricordo della presenza di Carlo nella vita del figlio, oltre che nella propria.

addio e riconoscimento per Carlo Ginzburg

La perdita di Carlo viene presentata come un grande dolore. Viene ricordato come amico prezioso e come enorme studioso. Per il figlio viene evocata un’immagine di figura di famiglia, almeno nell’immaginario di un ragazzo giovane. La chiusura consegna un ringraziamento esplicito, racchiudendo nel riconoscimento l’intera parabola degli incontri, delle letture e delle scelte condivise.

Personaggi citati:

  • Natalia Ginzburg
  • Carlo Ginzburg
  • Primo Levi
  • Lev Tolstoj
  • Marcel Proust
  • Luisa
  • Piero della Francesca
  • Picasso
  • Terracini
Essere amico di Carlo Ginzburg è stato un regalo: spero di vederlo presto ristampato in Israele
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