Esami di maturità e caldo record solo il 7% delle scuole ha impianti di climatizzazione

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Esami di maturità e caldo record solo il 7% delle scuole ha impianti di climatizzazione

Giacomo Leopardi parlava di “sudate carte”, ma oggi quel modo di dire rende ancora più evidente quanto sia difficile affrontare esami fondamentali in condizioni sempre più complesse. Con l’ondata di calore che investe l’Italia, trovare la giusta concentrazione per prove di terza media e maturità richiede organizzazione, mentre molte scuole non dispongono degli strumenti adatti a gestire temperature elevate nelle aule. Secondo i dati riportati dagli Open Data del Ministero dell’Istruzione relativi all’anno scolastico 2024-2025, solo 4.457 edifici (pari al 7,42% del totale) risultano dotati di impianti di condizionamento e ventilazione.

In questo scenario, la differenza tra territori emerge con forza. Nelle Marche, ad esempio, viene indicata una percentuale di aule attrezzate intorno al 30%, collegata a una scelta maturata durante il periodo del Covid, quando la Regione ha considerato la questione una priorità.

impianti di condizionamento nelle scuole: la fotografia degli edifici

La disponibilità di soluzioni tecniche per il comfort termico non è omogenea sul territorio. Gli Open Data evidenziano che, nella maggior parte dei casi, gli edifici scolastici non presentano sistemi strutturati per raffrescare o garantire ricambi d’aria adeguati alle temperature estive. Ciò significa che, nei giorni delle prove e dei colloqui, scuole e commissioni devono affrontare il caldo con risorse limitate e misure tampone.

Il confronto regionale mette in luce una strada possibile: nelle Marche viene riportata una dotazione più ampia nelle aule, legata a un investimento considerato urgente già in passato, con una motivazione esplicitata da Adriana Bizzarri, coordinatrice scuola di Cittadinanzattiva.

come si organizzano le scuole nei giorni degli esami

In assenza di una climatizzazione diffusa, la gestione del caldo ruota soprattutto attorno a soluzioni pratiche e immediate. Nella maggior parte degli istituti, l’approccio consiste nel ricorrere a ventilatori, ventagli e finestre aperte, con l’obiettivo di favorire l’arieggiamento degli ambienti.

soluzioni operative in aula e varianti nell’uso degli spazi

Quando risulta disponibile, si tende a sfruttare aree meno esposte o alternative rispetto alle classi principali. In alcuni contesti si ricorre anche a spazi come il loggiato o ad ambienti dell’istituto meno roventi.

In un caso citato dal territorio, la maturità viene svolta nell’aula magna, risultata climatizzata. Allo stesso tempo, viene sottolineato che nelle succursali le difficoltà possono aumentare, con carenze legate anche ai servizi interni: nell’edificio indicato, non sono presenti macchinette e dispenser d’acqua, perché questi strumenti erano stati presenti prima del periodo del Covid, poi eliminati e non reintrodotti dalla dirigente scolastica.

orari dei colloqui: l’impatto del caldo sulle decisioni

Per quanto riguarda la scansione dei colloqui orali, la presenza del caldo non viene associata a cambiamenti sostanziali. Sandra Scicolone, componente dello staff nazionale dell’ANP (Associazione Nazionale Presidi) e membro del Consiglio Superiore della Pubblica Istruzione, osserva che l’assetto considerato più favorevole prevede l’avvio presto la mattina, indicato come alle 8:00.

L’ordinanza ministeriale stabilisce un limite: per ciascuna commissione sono previsti al massimo cinque candidati al giorno. Gli eventuali colloqui pomeridiani dipendono soprattutto dalla necessità di coordinare i commissari impegnati su più commissioni.

contromisure possibili: calendario scolastico ed esigenze reali

Le temperature estreme sollevano il tema della necessità di ripensare la scansione del calendario degli esami. La valutazione, secondo Scicolone, richiede realismo: gli esami sono collegati alla conclusione di un percorso. Spostare le date comporterebbe un intervento sull’intero calendario scolastico, con ricadute organizzative ampie.

Nel ragionamento descritto emerge anche un altro punto: il calendario scolastico risulta tarato su condizioni climatiche che non corrispondono più alla realtà attuale, e il tema viene presentato come non esclusivamente italiano. La direzione indicata come prioritaria resta quella di investire sugli edifici per dotarli di sistemi di condizionamento e di efficientamento termico in modo da ridurre la sofferenza sia con caldo eccessivo sia con freddo intenso.

pnrr e adattamento climatico: interventi utili e mancate coperture

Le ondate di calore vengono descritte come un rischio già attivo per il sistema scolastico. Adriana Bizzarri richiama la necessità di correre ai ripari e precisa che limitarsi all’installazione di condizionatori non è sufficiente. Servono interventi strutturali e piani di adattamento climatico in grado di incidere sull’intero funzionamento degli edifici.

Tra le misure citate rientrano soluzioni come infissi adeguati e l’impiego di materiali o pellicole capaci di ridurre il surriscaldamento delle aule. Viene inoltre menzionato il ripensamento degli spazi esterni: in molte scuole, i cortili risultano ampiamente cementificati; la proposta indicata è deimpermeabilizzare e restituire spazio al verde, piantando alberi per favorire il raffrescamento.

pnrr: perché non è stato percepito come piano dedicato

Secondo Bizzarri, il PNRR avrebbe potuto rappresentare un’occasione rilevante, ma l’impostazione non sarebbe stata pienamente orientata all’adattamento climatico degli edifici scolastici esistenti. Viene rilevato che si è investito nella messa in sicurezza, nell’adeguamento sismico e nell’efficientamento energetico, mentre si parla in misura limitata di ventilazione meccanica o climatizzazione. È segnalato inoltre che, nelle nuove costruzioni, questi aspetti sarebbero stati considerati, ma le nuove edificazioni rappresentano una quota minoritaria rispetto al patrimonio esistente.

Ne deriva l’indicazione centrale: non sarebbe stato previsto un piano dedicato all’adattamento climatico degli edifici scolastici esistenti. Per questo motivo, il tema viene rappresentato come non più trattabile come emergenza occasionale, dal momento che le ondate di calore sono destinate a intensificarsi. In conclusione, l’impianto descritto richiama la necessità di non sottovalutare l’evoluzione climatica e di affrontarla con interventi più strutturati.

Tra bottigliette d’acqua, ventilatori, abbigliamento leggero e la disponibilità, in alcuni casi, di aule climatizzate, la stagione degli esami continua a essere affrontata con misure ancora limitate. Resta aperta la sfida più ampia: la capacità del sistema scolastico di adattarsi a un contesto climatico già cambiato, trasformando soluzioni temporanee in risposte efficaci e durature.

Figure citate:

  • Adriana Bizzarri
  • Sandra Scicolone
Esami di maturità e caldo record, solo il 7% delle scuole ha impianti di climatizzazione: “Il calendario scolastico è pensato per un clima che non esiste più”
Categorie: Cronaca

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