Equalize, prime condanne: metodo mafioso confermato per tutti i responsabili
Nel maxi-procedimento collegato a una presunta centrale di spionaggio che ruota attorno alla società Equalize, mentre si attende la fissazione dell’udienza preliminare rispetto alla prima chiusura delle indagini, la Procura di Milano e il pm Francesco De Tommasi ottengono i primi risultati concreti su un distinto filone: tentata estorsione aggravata dal metodo mafioso. Le decisioni arrivate in rapida sequenza alimentano l’ottimismo dell’accusa per il prosieguo del giudizio.
tentata estorsione e metodo mafioso: quattro decisioni favorevoli per l’accusa
Ieri l’ufficio requirente ha incassato quattro sentenze favorevoli: due pronunce in abbreviato e un patteggiamento. In tutte le decisioni adottate viene confermata la contestazione relativa al metodo mafioso, elemento centrale dell’impianto accusatorio.
condanne in abbreviato per Baldo, Chiera e Nicolas Chiera
Nel rito abbreviato, il giudice Tiziana Landoni ha condannato Francesco Baldo a 3 anni e 2 mesi di carcere.
La parte dispositiva riporta l’esclusione di specifiche aggravanti, con formule che indicano che risultano escluse la circostanza aggravante ex art. 629, comma 2, c.p., oltre alla recidiva infraquinquennale come contestata e poi riqualificata, e alle ulteriori aggravanti ex art. 416 bis.1 c.p.. Nonostante tali esclusioni, il provvedimento conferma il metodo mafioso.
Analoga dinamica si ritrova nei confronti di Michael e Nicolas Chiera, per i quali la condanna è fissata in 2 anni e 10 mesi. Anche in questo caso il dispositivo precisa l’esclusione della circostanza aggravante ex art. 629, comma 2, c.p. e della recidiva, con indicazione che permangono le aggravanti legate a art. 416 bis.1 c.p., lasciando quindi intatta la tenuta del metodo mafioso.
patteggiamento per Fulvio Cilisto e conferma del metodo mafioso
Ha ottenuto un esito con patteggiamento Fulvio Cilisto, con una pena di 1 anno e 11 mesi. Anche qui il testo della decisione riporta l’esclusione della circostanza aggravante ex art. 629, comma 2, c.p. e la specifica valutazione relativa alla contestata aggravante ex art. 416 bis.1 c.p.. Rimane comunque fermo che la componente legata al metodo mafioso ha trovato conferma.
chi è imputato e quali ruoli vengono ricostruiti nel capo d’imputazione
Nel processo con rito ordinario sono imputati, oltre all’imprenditore Lorenzo Sbraccia, anche l’hacker Samuele Calamucci, l’ex pentito Nunziatino Romeo e alcuni rappresentanti delle cosche di Platì. La ricostruzione dei ruoli, come indicata nel capo d’imputazione, assegna funzioni differenti ai vari soggetti coinvolti nella tentata estorsione.
intercettazioni e scenario collegato ai dossier e alla società Equalize
La vicenda prende avvio dalle intercettazioni presenti nel fascicolo principale dedicato ai dossier illegali e alla società Equalize, per cui risulta rilevante il riferimento al maggior azionista Enrico Pazzali, ex presidente della Fondazione Fiera. Questo quadro apre, secondo l’accusa, uno scenario ulteriore in cui si innestano condotte finalizzate a influire su somme di denaro legate a un rapporto imprenditoriale.
la presunta manovra estorsiva attorno ai Motterlini
Secondo l’impostazione accusatoria, l’imprenditore romano Lorenzo Sbraccia, attivo nel settore del 110, per evitare il pagamento integrale a un appaltatore, la G&G della famiglia Motterlini, grazie alla mediazione dell’ex poliziotto Carmine Gallo avrebbe attivato un meccanismo per coinvolgere i Motterlini, facendo leva sulla presenza di un uomo di ‘ndrangheta identificato come Nunziatino Romeo.
mandanti, coordinatori e mediatori: la ripartizione delle funzioni secondo l’accusa
Nel capo d’imputazione, il ruolo di Baldo, Cilisto e dei Chiera viene ricostruito in modo articolato. È indicato che Sbraccia e l’avvocato Buccarelli risulterebbero mandanti nell’interesse della società Fenice spa. Gallo e Calamucci sono invece descritti come coordinatori delle attività esecutive.
Quanto a Romeo, la funzione viene indicata come mediatore ed esecutore materiale, con coinvolgimento di Francesco Baldo e Fulvio Cilisto, quest’ultimo attivato dai fratelli Michael e Nicolas Chiera. Risultano poi indicati anche Francesco e Pasquale Barbaro e Giuseppe Trimboli, quali coordinatori, supervisori e mandanti delle condotte poste in essere da Romeo.
obiettivo della tentata estorsione: da 30 milioni a 8 milioni
La finalità dell’azione contestata, secondo l’accusa, consisteva nel portare i Motterlini a ricevere 8 milioni di euro da Sbraccia anziché 30 milioni. Tale riduzione sarebbe stata motivata, sempre secondo l’impostazione accusatoria, dall’esistenza del credito reale che l’imprenditore vantava nei confronti della Fenice spa e non dell’importo superiore.
personaggi coinvolti nel filone della tentata estorsione aggravata
- Lorenzo Sbraccia
- Samuele Calamucci
- Nunziatino Romeo
- Francesco Baldo
- Michael Chiera
- Nicolas Chiera
- Fulvio Cilisto
- Carmine Gallo
- Enrico Pazzali
- Buccarelli
- Francesco Barbaro
- Pasquale Barbaro
- Giuseppe Trimboli
