El Nino super in arrivo potrebbe essere il più forte secolo

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El Nino super in arrivo potrebbe essere il più forte  secolo

La possibilità di un Super El Niño sta diventando un tema centrale per la comunità scientifica e per le istituzioni internazionali. Due segnali in particolare—venti in quota che cambiano direzione e oceani sempre più caldi—stanno favorendo lo sviluppo del fenomeno. Mentre l’evento atmosferico si avvicina, l’attenzione si concentra anche sulla rapidità con cui potrebbe manifestarsi e sulle conseguenze, potenzialmente ampie, per clima e società.

super el niño: segnali chiave e allerta globale

L’Organizzazione meteorologica mondiale ha invitato a prepararsi a ciò che potrebbe arrivare nei prossimi mesi, dopo un appello sostenuto anche da Antonio Guterres, segretario generale delle Nazioni Unite. Le valutazioni richiamano l’evidenza scientifica: viene indicata una probabilità elevata che El Niño si presenti entro breve.

Le preoccupazioni non riguardano solo la possibile comparsa del fenomeno, ma anche la sua potenziale intensità. Secondo i meteorologi, l’evento potrebbe risultare tra i più forti degli ultimi decenni, con la prospettiva di condizioni meteorologiche mai viste in epoca moderna, legate alle trasformazioni in corso nell’atmosfera e nell’oceano.

cos’è el niño e quando diventa super el niño

El Niño è un fenomeno climatico naturale e periodico, generato dal riscaldamento delle acque oceaniche nella parte centro-orientale del Pacifico tropicale. In media compare ogni due-sette anni e dura dai nove ai dodici mesi.

meccanismo termico e soglie di classificazione

Le stime del noaa indicano che, in quella specifica area, le temperature possono aumentare fino a 3 gradi superando record precedenti. La classificazione formale di El Niño richiede un incremento di 0,5 gradi delle temperature superficiali del mare per un periodo stagionale. Quando invece l’aumento arriva a 2 gradi, si entra nel quadro del Super El Niño, definito come un’anomalia significativa per la regione del Pacifico.

frequenza del super e legame con la niña

La fase super avviene in media ogni quindici anni: l’ultimo episodio risale al 2015-16, prima ancora al 1997-98 e, ancora indietro, al 1982-83. El Niño alterna la propria fase con La Niña, periodo caratterizzato dal raffreddamento delle temperature. Al momento, il quadro di riferimento è la presenza di una fase enso neutrale, con temperature superficiali vicine alla media storica, senza l’innesco del riscaldamento anomalo verso cui ci si sta dirigendo.

previsioni e motivi di preoccupazione per l’intensità

La probabilità della comparsa del Super El Niño è considerata solida dai modelli di previsione citati, tra cui ecmwf, noaa e bom. Rimane però da chiarire come il fenomeno si svilupperà e quali aree subiranno maggiormente gli effetti.

Un punto critico riguarda la rapidità con cui l’evento potrebbe passare da condizioni neutre a una fase attiva e intensa: il passaggio indicato avverrebbe in un lasso temporale breve, con una trasformazione in pochi mesi.

La preoccupazione aumenta anche per il contesto climatico attuale, descritto come più caldo rispetto al passato. In presenza di un Super El Niño in queste condizioni, gli impatti sarebbero potenzialmente non lineari e difficili da stimare con precisione. In particolare, l’attenzione si concentra sulle ricadute sulle temperature globali nel lungo periodo.

impatti sulle temperature mondiali

Il trasferimento di grandi quantità di calore dall’oceano all’atmosfera è associato a eventi intensi. In base alle indicazioni del climatologo zeke hausfather, il 2026 potrebbe diventare il secondo anno più caldo mai registrato, mentre per il 2027 viene riportata una probabilità del 73% di superare il record assoluto. Le valutazioni vengono collegate in modo diretto al cambiamento climatico.

Friederike Otto, professoressa di scienze del clima all’imperial college di londra, viene riportata con un passaggio focalizzato sulla distinzione tra natura e contesto: El Niño è un fenomeno ciclico, mentre il riscaldamento globale renderebbe più critici gli effetti, fino a diventare la ragione principale dell’allarme.

dove colpirà il super el niño e quali effetti sono attesi

In base alle indicazioni disponibili, l’Europa dovrebbe essere interessata con difficoltà prima della fine di luglio, con impatto descritto come limitato. Le conseguenze principali sul continente sarebbero soprattutto legate alle precipitazioni di fine estate e anche in autunno.

italia: picchi di calore e temporali

Per l’Italia viene delineata la possibilità di picchi di calore nel centro-sud e di temporali al nord. Il quadro viene accostato a quanto sperimentato nel 2023.

aree più esposte nel mondo

Le regioni più colpite sarebbero Australia, Indonesia e Canada in inverno, e stati uniti in estate. Tra le aree in cui potrebbero concentrarsi i maggiori effetti vengono citate perù e amazonía. Nel caso sudamericano, l’intreccio storico con El Niño dipenderebbe dall’accumulo di acque oceaniche calde al largo di Perù ed Ecuador: l’intensità verrebbe classificata in base a quanto il riscaldamento si discosta dalla media stagionale.

precedenti storici: alluvioni, siccità e incendi

La lista degli impatti richiama episodi documentati in diverse aree. Nel 1982 le alluvioni in Brasile sono citate come evento distruttivo legato a circostanze climatiche associate. Nel 1997 la siccità in Colombia avrebbe distrutto raccolti di caffè. Nel 2015 vengono indicati anche incendi connessi a scarse piogge in amazonía.

Per il 2023 l’evento non sarebbe considerato tra i più forti in assoluto, ma gli effetti risultarono comunque devastanti in alcune aree del bacino amazzonico, con fiumi che raggiunsero livelli tra i più bassi degli ultimi 120 anni. Sono descritti impatti contrastanti: da un lato la devastazione del pantanal e dall’altro piogge intense che hanno costretto milioni di persone a lasciare le abitazioni nello stato brasiliano di rio grande so sul.

asia, africa e polo nord

Lo squilibrio del ciclo dell’acqua viene indicato come fattore determinante per i danni maggiori, includendo potenziali alluvioni anche in paesi asiatici come cambogia e thailandia. Per quanto riguarda il monsone indiano, descritto come fondamentale ogni stagione per contenere il calore e sostenere i raccolti, viene indicata la possibilità di un monsone più debole, con conseguenze economiche severe per la popolazione.

Anche la cina viene citata: dopo l’evento del 1997, Pechino avrebbe affrontato una delle peggiori inondazioni dell’ultimo secolo, con il fiume yangtze pieno per due mesi di piogge torrenziali e un bilancio di oltre 3mila vittime.

Per l’Africa, El Niño tende a prosciugare le stagioni delle piogge tra luglio e settembre nel sahel e tra novembre e marzo nelle aree meridionali. Aria calda e umida confluirebbe verso l’Africa orientale, favorendo inondazioni, frane e anche focolai di malaria. Nel 2015 viene richiamato un collasso del sistema dei raccolti in gran parte del continente meridionale, con un calo della produzione in alcuni Paesi fino a due terzi.

La traiettoria di impatto includerebbe anche il polo nord, dove l’aumento delle temperature già in corso potrebbe accelerare lo scioglimento dei ghiacci.

super el niño nella storia: confronto con il 1877

Il Super El Niño verso cui il mondo si starebbe avvicinando è indicato da molti esperti come il più simile, per caratteristiche, a un evento del 1877 che avrebbe devastato i raccolti e causato la morte di milioni di persone. In quell’epoca si verificò una carestia globale che avrebbe portato a oltre 50 milioni di morti tra India, cina e brasile.

Le stime ricordano che il fenomeno avrebbe rappresentato circa il 4% della popolazione mondiale stimata all’epoca. Il dato viene ricalcolato anche in termini moderni, con un equivalente di circa 250 milioni di persone se un evento simile accadesse oggi.

la convergenza di tre sistemi oceanici

La letalità di quell’episodio sarebbe stata legata alla rarissima convergenza di tre sistemi oceanici. Nel periodo del Super El Niño del 1877 si sarebbe verificato anche un dipolo dell’oceano indiano in fase positiva, con l’area occidentale molto più calda di quella orientale, un’anomalia rimasta senza precedenti secondo la ricostruzione riportata. A ciò si sarebbe aggiunto un riscaldamento senza precedenti dell’atlantico settentrionale, con conseguente spostamento delle correnti atmosferiche portatrici di pioggia lontano dalle regioni agricole vitali.

atmosfera più calda ed estremi più intensi

Un’ulteriore variabile discussa riguarda la differenza tra il passato e il presente: l’atmosfera e gli oceani oggi sarebbero sostanzialmente più caldi rispetto al 1870, con la conseguenza che gli eventi estremi associati potrebbero risultare più intensi. Questo collegamento è richiamato nelle parole di deepti singh, professoressa associata alla washington state university.

figure citate e riferimenti scientifici

Il quadro di valutazioni e preoccupazioni include specifici protagonisti e competenze richiamate nella descrizione del fenomeno e delle sue possibili conseguenze.

  • Antonio Guterres
  • Jeff Berardelli
  • Zeke Hausfather
  • Friederike Otto
  • Deepti Singh
Cosa aspettarsi da El Niño, dove colpirà e perché assomiglia a quello del 1877 che uccise oltre 50 milioni di persone
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