El niño è iniziato nel pacifico tropicale: 63% di probabilità di un evento super secondo noaa
El Niño entra ufficialmente nella fase operativa: il Servizio Meteorologico degli Stati Uniti (Noaa) ha comunicato l’avvio del fenomeno nel Pacifico tropicale. Le previsioni indicano un possibile rafforzamento nelle stagioni successive, con impatti attesi su clima globale e sistemi oceanici, fino a un livello moderato o forte in autunno.
el niño: inizio nel pacifico tropicale e possibile intensificazione
La Noaa ha annunciato che El Niño è iniziato nel Pacifico tropicale. L’agenzia federale prevede che il fenomeno possa intensificarsi fino a raggiungere un livello moderato o forte nel periodo autunnale.
Secondo le indicazioni dei meteorologi, esiste una probabilità del 63% che le temperature superficiali del mare aumentino di 2,0 gradi nella specifica regione del Pacifico monitorata. Una volta superata tale soglia, la Noaa riqualifica l’evento come Super Niño.
super niño: che cosa significa e perché è considerato raro
Il passaggio a Super Niño indica un’anomalia con caratteristiche più marcate per quell’area del globo. Si tratta di un evento raro, che in media si presenta ogni 15 anni e può produrre effetti devastanti.
El Niño, pur essendo ciclico, resta un fenomeno non semplice da prevedere con precisione. Ken Graham, direttore della Noaa, ha evidenziato che ogni El Niño è diverso e che ogni episodio lascia una traccia specifica sul clima.
caratteristiche di el niño: durata, entità e frequenza
El Niño si forma con periodicità: in media avviene ogni 2-7 anni. Quando si verifica, determina un riscaldamento delle acque superficiali del Pacifico centro meridionale e orientale, in corrispondenza dell’area davanti alle coste dell’America Latina.
La variazione di temperatura può oscillare tra 0,5 e 3 gradi nelle zone interessate. La durata media del fenomeno si colloca tra 9 e 12 mesi.
effetti climatici di el niño: inverni più caldi e dinamiche sulle tempeste
El Niño tende a mostrare i suoi effetti in modo più evidente durante l’inverno, con particolare rilievo per l’emisfero settentrionale. In un inverno tipico associato a El Niño, la corrente sull’Oceano Pacifico settentrionale si sposta verso sud, spingendo le tempeste verso la fascia meridionale degli Stati Uniti.
Questo assetto favorisce spesso un inverno più caldo del normale nell’America del Nord. In parallelo, si innescano effetti a catena legati ai venti in quota: venti più forti tendono a sopprimere lo sviluppo di tempeste e uragani nel bacino atlantico, mentre venti più deboli possono favorire lo sviluppo di cicloni tropicali nei bacini del Pacifico orientale e centrale.
Un ulteriore rischio associato riguarda le inondazioni legate all’alta marea, con particolare attenzione alla costa occidentale degli Stati Uniti.
effetti su oceani e fauna marina: migrazioni e rischi per gli ecosistemi
Gli effetti di El Niño non riguardano soltanto il clima: coinvolgono anche la fauna marina e altri organismi oceanici. Il cambiamento termico induce modifiche nella migrazione dei pesci.
Le specie adattate a acque più calde tendono a spostarsi verso nord, mentre quelle che preferiscono temperature più fredde si muovono ancora più a nord del normale, orientandosi verso acque profonde.
Questi comportamenti fuori dalla norma possono influire negativamente su crescita, sopravvivenza e riproduzione. In base a quanto osservato in passato, tali condizioni possono anche favorire la formazione di alghe nocive lungo le coste a ovest degli Stati Uniti.
principali riferimenti citati dalla noaa
- Ken Graham (direttore della Noaa)
- Noaa (Servizio Meteorologico degli Stati Uniti)
