Devolution verso le aree più povere Burnham parla e promette svolta per il Nord
Una nuova idea di governance sta prendendo forma nel Regno Unito, con l’ambizione di spostare il baricentro politico dal centro verso l’intero territorio nazionale. Il cuore della proposta ruota attorno alla creazione di una sede operativa del primo ministro nel Nord dell’Inghilterra, presentata come leva concreta per riattivare il funzionamento del Paese e redistribuire potere e opportunità lontano da Londra.
no. 10 north: la proposta per un primo ministro “nel nord”
Andy Burnham, ex sindaco di Greater Manchester ed esponente laburista, ha illustrato la propria visione durante un intervento al people’s history museum di manchester. Al centro della strategia compare l’idea di una “no. 10 north”, descritta come una sede operativa del primo ministro collocata nel Nord dell’Inghilterra.
La finalità dichiarata è “to rewire britain”, cioè ricollegare le diverse aree del Paese e spostare capacità decisionali e chances su scala regionale. Secondo l’impostazione espressa, la struttura non sarebbe una semplice cornice istituzionale, ma un hub operativo con l’obiettivo di far “scorrere il potere” dal centro verso molteplici aree: midlands, south west, east of england e, inoltre, anche verso londra, north east, yorkshire e north west.
decentramento sostanziale: poteri reali e politiche integrate
La proposta viene collegata a un programma di lungo periodo, definito come un percorso decennale volto a riportare il Paese dove dovrebbe essere. L’intento politico è migliorare concretamente le condizioni di vita, puntando su “una buona crescita in ogni angolo”.
La prospettiva non si esaurisce nel trasferimento di funzioni amministrative. Il progetto delinea un diverso modello di governance, fondato sul decentramento di competenze in ambiti considerati strategici: crescita economica, pianificazione, trasporti, competenze e salute integrata. In questa cornice, “no. 10 north” assumerebbe il ruolo di strumento per rendere visibile e praticabile lo spostamento di potere.
assenza di confronto: la presentazione senza domande
Il format dell’intervento non ha previsto domande da pubblico o media, scelta che nella narrazione viene presentata come discutibile e interpretabile come un tentativo di controllare rigidamente il messaggio. L’assenza di un confronto immediato viene collegata alla delicatezza della fase politica, in un contesto di corsa alla leadership descritta come priva di altri candidati e senza dibattito interno al partito. Questo quadro viene associato a problemi di legittimità paragonabili a un’“incoronazione”.
precedenti britannici: da blair al “levelling up”
il devolution moderno tra scozia, galles e irlanda del nord
La devolution britannica moderna viene ricondotta al New Labour di tony blair, pensato anche per attenuare gli squilibri socioeconomici lasciati da margaret thatcher. Tra il 1997 e il 1999, Blair approva norme che danno vita al parlamento scozzese, all’assemblea nazionale gallese (oggi senedd) e alle istituzioni dell’irlanda del nord.
Il percorso viene descritto come una rivoluzione costituzionale asimmetrica: poteri legislativi ed esecutivi alle nazioni celtiche, mentre l’Inghilterra resta sotto il controllo pieno di westminster. Nello stesso tempo, il timore di assemblee regionali viste come capaci di frammentare il Paese conduce Blair a mantenere un atteggiamento prudente verso un decentramento in Inghilterra.
northern powerhouse e “levelling up”: promesse e risultati
Successivamente, il conservatore davìd cameron lancia nel 2014 il northern powerhouse, finalizzato a collegare economicamente le città del Nord. Il concetto viene poi trasformato da boris johnson nella strategia del levelling up, che prevede investimenti massicci per ridurre le disuguaglianze.
Nel bilancio riportato, i risultati sono considerati deludenti: annunci considerati altisonanti, fondi frammentati e scarso impatto strutturale, con un ulteriore peggioramento collegato a brexit e pandemia.
english devolution and community empowerment bill: la devolution by default
Il tema viene ripreso anche con il premier che si è dimesso, keir starmer, insieme alla sua ex vice angela rayner. L’iniziativa citata è l’english devolution and community empowerment bill, diventato legge nell’aprile 2026.
Il provvedimento introduce la devolution by default, rafforza i poteri dei sindaci metropolitani su pianificazione, housing e trasporti, e spinge verso una riorganizzazione della politica locale. Le misure vengono descritte come passi concreti dal punto di vista operativo, ma caratterizzati da molta burocrazia e da un messaggio simbolico limitato.
no. 10 north e il cambio di passo: rendere il decentramento visibile
È qui che la proposta di Burnham viene presentata come un salto qualitativo: l’obiettivo non è soltanto trasferire competenze, ma spostare fisicamente una parte della macchina di Downing Street nel Nord. L’intento viene descritto come rendere il decentramento evidente e, nelle intenzioni, irreversibile.
analogie e differenze: regionalismo e modello italiano
La visione viene accostata per analogia ad alcuni elementi del regionalismo italiano, mantenendo però distinzioni profonde. Il confronto è con il leghismo di umberto bossi: entrambi criticano il centralismo della capitale e chiedono più autonomia. La differenza principale riguarda la direzione politica dell’autonomia: nel leghismo viene evidenziata una componente anti-unitaria e talvolta secessionista, mentre Burnham propone una devoluzione definita patriottica, orientata a rafforzare il Paese nel suo insieme.
Il posizionamento viene inoltre ricondotto allo spirito della riforma del titolo v della costituzione del 2001, più che al federalismo leghista degli anni Novanta. In questa prospettiva, greater manchester viene indicata come laboratorio di successo relativo, con una traiettoria che include nascita come contea nel 1974, trasformazione in combined authority nel 2011 e istituzione di un sindaco eletto dal 2017. Burnham viene descritto come sostenitore di quel modello, mentre il timore espresso è che, senza un cambio di passo nazionale, il “manchesterism” resti un’eccezione.
figure citate nella cornice politica
- andy burnham
- tony blair
- margaret thatcher
- davìd cameron
- boris johnson
- keir starmer
- angela rayner
- umberto bossi
