Debito di droga e minacce alla figlia: l’incubo di una coppia a cerveteri
Un debito di 19.500 euro trasformato, secondo l’accusa, in una condanna a spacciare droga per conto di un’organizzazione criminale. È il quadro emerso dall’indagine dei carabinieri della compagnia di Civitavecchia, che ha portato alla denuncia di otto persone—sette italiane e una straniera—responsabili, a vario titolo, di detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti in concorso, sequestro di persona, estorsione aggravata e violenza privata.
L’inchiesta, avviata nel luglio 2025 tra Cerveteri e la frazione di Campo di Mare, ruota attorno a una coppia che, secondo la ricostruzione degli investigatori, sarebbe finita sotto il controllo di un gruppo specializzato nel traffico di cocaina e nella gestione di un vero e proprio “supermercato della droga” online.
inchiesta carabinieri civitavecchia: cocaina, debito e controllo della coppia
Secondo gli accertamenti, l’episodio da cui avrebbe preso forma la vicenda riguarda un sequestro di quasi 400 grammi di cocaina rinvenuti nell’abitazione di uno dei custodi dello stupefacente. La sostanza sarebbe appartenuta a un quantitativo complessivo di circa due chilogrammi destinati allo spaccio al dettaglio.
Da questa perdita, sempre secondo gli investigatori, sarebbe nato il presunto debito che l’organizzazione avrebbe attribuito ai due conviventi. A partire da quel momento, la coppia sarebbe stata sottoposta a intimidazioni e pressioni finalizzate alla richiesta di pagamento.
Le contestazioni comprendono minacce di morte, violenza privata e coercizioni psicologiche. Tra gli episodi ricostruiti rientrano anche la minaccia di uccidere la figlia minorenne dei due e il timore di violenza sessuale nei confronti della donna.
debito da 19.500 euro: “lavoro forzato” per lo spaccio e nessun compenso
Non essendo in grado di restituire il denaro richiesto, i conviventi sarebbero stati costretti—stando alla ricostruzione—ad attività funzionali all’organizzazione. Il meccanismo descritto dagli inquirenti prevede che la coppia venisse impiegata nello spaccio di altra droga senza ricevere alcun compenso.
Il quadro delineato è quello di una forma di “lavoro forzato”, imposto con l’obiettivo di ripianare il debito accumulato. In un episodio indicato nel corso delle indagini, la donna sarebbe stata obbligata a trasportare un ingente quantitativo di stupefacente fino a Campobasso.
sistema di spaccio online: coordinamento, messaggistica criptata e controllo del territorio
L’indagine avrebbe fatto emergere un sistema di vendita e gestione altamente organizzato. Secondo i carabinieri, la direzione sarebbe riconducibile a un uomo detenuto in carcere, che avrebbe continuato a guidare le attività del gruppo grazie all’introduzione di un telefono cellulare nell’istituto penitenziario.
Attraverso applicazioni di messaggistica criptata, indicate dagli investigatori come Telegram e Signal, il presunto promotore avrebbe coordinato clienti, corrieri, consegne e pagamenti relativi alla vendita di cocaina.
metodi aggressivi e uso di armi: pressione sul territorio
Secondo l’accusa, il gruppo avrebbe esercitato il proprio controllo anche tramite metodi aggressivi e azioni intimidatorie, rinforzate dal ricorso ad armi da fuoco, così da aumentare la capacità di pressione e condizionare le dinamiche locali.
denunciate otto persone: contestazioni per detenzione, estorsione e violenza
L’esito dell’attività investigativa ha portato alla denuncia di otto persone: sette italiani e uno straniero. Le responsabilità ipotizzate, a vario titolo, riguardano detenzione ai fini di spaccio in concorso, sequestro di persona, estorsione aggravata e violenza privata, in un contesto in cui la gestione del traffico di cocaina e le intimidazioni sarebbero risultate strettamente collegate.
Persone coinvolte secondo la denuncia:
- otto persone complessivamente: sette italiane e uno straniero
