Cresta dei casellanti come sottraevano denaro a ogni transito sull a20 palermo messina

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Cresta dei casellanti come sottraevano denaro a ogni transito sull a20 palermo messina

Un raggiro ai caselli autostradali dell’A20 Palermo-Messina avrebbe permesso ad alcuni esattori di incassare denaro versato dagli automobilisti trattenendo la differenza tra quanto dovuto e quanto registrato. L’operazione della procura di Termini Imerese ha portato alla sospensione dal servizio di cinque dipendenti del Consorzio autostrade siciliane (Cas) e alla sospensione di un dipendente di una società privata che si occupa della manutenzione degli impianti di esazione. Al centro dell’indagine ci sono 266 episodi di peculato contestati, con modalità operative ricostruite tramite controlli e registrazioni.

raggiro ai caselli A20: biglietto sostituito e differenza trattenuta

Secondo quanto ricostruito, il meccanismo contestato prevedeva che i tecnici esattori ritirassero il biglietto originale e il denaro contante consegnato dall’utente come pagamento. Il punto decisivo del raggiro riguarderebbe la fase di registrazione: il tagliando regolare non sarebbe stato inserito nel ricevitore di pista, il macchinario incaricato della registrazione e contabilizzazione dei pagamenti.

Al suo posto, sarebbe stato utilizzato un biglietto diverso, già messo da parte, capace di indicare un importo molto inferiore a quello effettivamente dovuto, fissato a 90 centesimi. In questo modo gli esattori avrebbero potuto appropriarsi della differenza tra la somma versata dagli automobilisti e quella contabilizzata.

episodi contestati e importi: 266 casi di peculato

Il procedimento nasce da un esposto presentato dal Cas, con cui venivano segnalate gravi anomalie negli incassi ai caselli di Buonfornello, Cefalù e Castelbuono, insieme a una sproporzione tra numero dei transiti registrati e gli importi effettivamente incassati e versati al consorzio. Le verifiche avviate dalle autorità avrebbero consentito di rilevare il funzionamento della condotta contestata.

La contestazione complessiva riguarda 266 episodi di peculato. Per ciascun indagato, le indagini avrebbero evidenziato un’appropriazione di somme, in un periodo di circa tre mesi, che andavano da 99-100 euro fino a 803 euro. In relazione al periodo preso in esame, i fatti sarebbero collocati tra novembre 2025 e gennaio 2006.

sospensioni dal servizio: provvedimento del gip di Termini Imerese

All’esito degli atti investigativi, la polizia stradale di Buonfornello ha notificato a tutti gli indagati un provvedimento del gip di Termini Imerese che dispone la sospensione temporanea dall’esercizio del pubblico servizio per sei mesi. L’accusa contestata è peculato con appropriazione del denaro versato dagli utenti a titolo di pedaggio autostradale.

Tra gli indagati risulta indicata Irina Cirincione, destinataria del provvedimento. Sottoposti a interrogatorio preventivo, gli impiegati si sono avvalsi della facoltà di non rispondere.

accuse: 7-10/15 euro per singolo episodio e concorso del dipendente privato

Secondo quanto riportato, i cinque impiegati si sarebbero appropriati di somme che, di volta in volta, sarebbero variate da un minimo di 7 a un massimo di 10-15 euro circa. Il dipendente della società privata è invece accusato di concorso in 33 distinti episodi di peculato, commessi insieme a due coindagati.

telecamere nei gabbiotti e modifica del flusso: semaforo rosso per aumentare le entrate

Per ricostruire le condotte, gli agenti della polizia stradale hanno posizionato telecamere nei gabbiotti dei caselli, registrando gli stratagemmi utilizzati. L’attività investigativa avrebbe accertato anche interventi sulla gestione del traffico: gli indagati avrebbero disattivato la corsia destinata agli automobilisti che utilizzavano la cassa automatica, chiudendo la sbarra e facendo mettere in funzione il semaforo rosso.

Questa manovra avrebbe avuto l’effetto di incrementare il flusso auto verso la postazione degli esattori coinvolti, permettendo così di riscuotere più soldi. Le evidenze raccolte avrebbero quindi supportato la contestazione relativa alle operazioni di sostituzione del biglietto e alla successiva contabilizzazione alterata.

modus operandi consolidato: ricostruzione nelle motivazioni del gip

Nel provvedimento si richiama una ricostruzione complessiva delle condotte. Le singole azioni descritte vengono indicate come parte di un modus operandi consolidato attribuito agli esattori del Cas, con una perpetuazione protratta nel tempo che avrebbe consentito l’appropriazione di una notevole somma di denaro.

Le sospensioni e le contestazioni si collocano nell’ambito del procedimento avviato a seguito delle anomalie rilevate presso i caselli monitorati.

persone coinvolte nel procedimento

Nel quadro delle contestazioni risulta indicata la seguente persona destinataria del provvedimento di sospensione:

  • Irina Cirincione
Categorie: Cronaca

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